Manifestazione contro il razzismo del passato

Storie e Notizie N. 1515

Da qualche parte, nel 2117…

Figlio mio, è papà che parla.
Sì, so bene che quando comunichiamo per via telepatica non vi è dubbio alcuno su chi sia la persona dall’altra parte, perché non solo ci troviamo faccia a faccia, ma anche cervello a cervello, anima ad anima, e quant’altro ancora dobbiamo scoprire di noi.
Già, scoprire.
Per questo sei lassù, in giro tra le galassie.
Per questo sono felice per te.
Perché così ti ho cresciuto.
Tuttavia, volevo sorridere insieme, oggi.
Parlando del passato, ma non il mero nostro.
Non sarò il solito padre nostalgico e facile alla commozione, irrimediabilmente legato al frugoletto che carponi esplora l’interno dell’astronave con cui ti portavo in orbita ad ammirare la terra che ci è stata donata.
Volevo mostrarti ciò che, fortunatamente, è passato per tutti noi.
Rovistando tra la storia che fu, ho trovato la cronaca di una giornata, particolare allora, scontata oggi.
Manifestazione contro il razzismo a Roma.
Sì, hai letto bene.
C’è stato un tempo, solo cento anni addietro, che

la gente aveva bisogno di scendere in piazza e scrivere su un cartello: accolgo perché non ho
paura.
Capisci cosa voglia dire? Che in quegli anni ce n’erano altrettante di persone, anzi, di più, che avevano al contrario timore di altra vita nella propria.
Incredibile, vero?
Incredibile che occorra ribadire: Sì accoglienza No razzismo.
Come se qualcuno potesse mostrare la stoltezza di affermare entrambe, con una qualsivoglia sensazione di coerenza, nella stessa frase.
Come dire, io sono per l’accoglienza, ma i migranti, e i Rom, e i clandestini, eccetera.
Buffo, no?
Certo, lo è oggi, ieri un po’ meno.
Ma non solo.
Leggi qui: liberi ed eguali in dignità e diritti.
Sì, lo capisco, anch’io sono rimasto senza parole.
Gli umani di quell’epoca manifestavano per l’ovvio.
Assurdo, vero? Dover lottare e riunirsi per affermare ciò che natura ha decretato sino dal primo giorno come la condizione indispensabile per la sopravvivenza di ciascuno di noi.
Questa poi le batte tutte ed è quella che mi ha fatto pensare di più a te: Siamo tutti migranti.
Sono anni che mi invii direttamente nella mente immagini straordinarie di pianeti e stelle, buchi neri e comete, di vite differenti e creature mirabolanti, facendomi partecipe della felicità che provi facendo scivolare l’universo dentro di te, e poi in me.
Cosa sarebbe stata la vita, mi chiedo, se non fossimo nati migranti?
Da cui, un dovere aver iscritto nel cuore, ancor
prima che su un foglio: accolgo perché sono stato accolto.
Nondimeno, il passato è passato e come ben sai anche la più semplice verità ha avuto bisogno di esser spiegata: contro il razzismo per la giustizia e l'uguaglianza.
E’ così che le ragioni per le cose, anche le più elementari, divengono orizzonte.
Un po’ come il firmamento per te, che vivi per afferrarlo.
Si parte con poco: Italia + varia + bella.
Basandoci ovviamente su quel che si ha davanti, per poi comprendere che ciò che è giusto e sacro per uno, lo è per tutti.
Nessun essere umano è illegale.
A ogni modo, questo è il valore di quel giorno, questo è quello di oggi, figlio.
Che benedetto sia lo sforzo degli
avi coraggiosi che nel domani troveranno casa.
Siamo qui, amici cari, là dietro.
Vi stiamo aspettando, benvenuti rifugiati...

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