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La tribù delle voci

Storie e Notizie N. 1592

Non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che i delinquenti finiscano in galera”, latra Salvini riguardo ai 67 naufraghi soccorsi nella SAR (zona di ricerca e soccorso) libica dall’imbarcazione privata Vos Thalassaa e ora a bordo della nave della Guardia Costiera italiana Diciotti.
Ebbene, in mezzo a una marea di menzogne intorno a chi vive o qui giunge da lontano eccovi una dichiaratamente inventata favola africana…


“Nonna Ramakeele”, fa Ahmed, pochi anni e immensamente più numerosi quesiti intorno al nuovo che lo attende all’orizzonte. “Dove sono le altre tribù?”
La vecchia, la quale ha sempre richiesto di esser chiamata tale, non anziana e tantomeno attempata, semplicemente perché non teme le parole, bensì il loro sciagurato uso e abuso, guarda oltre il bambino, verso il tramonto che pian piano sta avvolgendo il villaggio e, come se rimirasse entrambi, così risponde: “Immagina di volerti

allontanare da qui, andando incontro al resto del mondo. Cammina con passo costante, ma non di fretta, e nell’istante in cui la tua attenzione sarà concentrata sugli altri in cui ti imbatterai sulla via, chiunque essi siano, costoro saranno parte delle altre tribù che ancora ignori e che, da quel momento, devi imparare a conoscere.”
“E cosa accadrebbe se fosse uno di quegli uomini ad arrivare da noi?”
Stavolta Ramakeele muove gli occhi verso il nipote, come se considerasse la domanda degna di un’osservazione particolare e totale.
“In quel caso, succederà qualcosa dentro di te.”
“Cosa?”
“Comincerai a sentire i discorsi di una e anche mille voci.”
“Chi sono?”
“Sono una speciale tribù che vive dentro di te.”
“E cosa mi diranno?”
“Moltissime cose diverse, ma tutte simili.
“Una ti esorterà a picchiare il viaggiatore prima che lui picchi te.
“E un’altra ti inviterà a diffidare delle cose in cui crede.
“Una vorrà consigliarti su come imprigionarlo e al meglio controllarlo.
“E un'altra ti pregherà di condannare il modo con il quale costui ama il suo prossimo.
“Una ti incoraggerà ad armarti fino ai denti in caso di un suo attacco.
“Un’altra ti suggerirà di costruire un muro per difenderti da altri come lui.
“E un’altra ancora farà di tutto per distrarti da ogni momento della tua esistenza tranne che il pericolo dovuto al nuovo arrivato.
“Una ti chiederà di permettergli di proteggerti dallo straniero.
“E un’altra lamenterà la presenza di quest’ultimo ancora prima del suo ingresso.
“Una si dedicherà incessantemente alla ricerca di aspetti della vita di quell’uomo che in qualche modo risulteranno dannosi per la tua.
“E un’altra sarà capace pure di mostrarsi sfrontata innanzi al proprio spudorato mentire, come se non avesse fatto altro sino a quel momento.”
“E quale voce dovrò seguire, nonna?” chiese Ahmed con un’espressione inquieta, al solo pensare di venire travolto da siffatta delirante tempesta.
“Nessuna di esse, nipote. Come ti ho spiegato, quella tribù di voci vive dentro di te, nella zona più buia del tuo ventre. Si tiene lontana dalla luce e sceglie di rimaner cieca innanzi a tutto ciò che c’è di vero e umano al mondo.”
“E come dovrò comportarmi con l’uomo dell’altra tribù?”
“Guardalo con i tuoi occhi, ascolta la sua, di voce, con le tue orecchie e decidi cosa fare unicamente con la tua testa e il tuo cuore.”

Ecco, ho la netta impressione che noi altri non solo l’abbiamo ascoltate quelle voci e, avendole ritenute follemente tutte ragionevoli, gli abbiamo anche affidato il nostro futuro…


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