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Camera no a sfiducia: Berlusconi ha pagato? Le prove

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Storie e Notizie N. 298

Alla fine tutto è compiuto.
Berlusconi e i suoi sono sopravvissuti grazie a tre determinanti voti.
Nel dettaglio, contro i 311 favorevoli alla mozione di sfiducia, 314 deputati sono rimasti fedeli al premier.
La fedeltà è un valore prezioso in un partito costruito intorno ad un leader assoluto.
Finché ti dimostri fedele sei dentro, altrimenti sei un traditore o peggio.
Dal canto mio, sono dell’idea che questo famoso 14 dicembre non abbia rivelato alcunché di nuovo.
L’unico vero responso che attendevo era quello della Corte Costituzionale in relazione al Legittimo impedimento.
Altro che sfiducia, lì Silvietto si gioca ben altro.
Dal momento che è stato spostato all’11 gennaio, le mie aspettative verso l’esito di queste votazioni è sceso in maniera esponenziale.
Credo siano molto più significative e degne di nota le dimostrazioni non di sfiducia, ma di totale rifiuto e condanna delle migliaia di cittadini che stanno manifestando oggi in tutta Italia...
Tuttavia, mi soffermo sempre con estremo interesse sulle reazioni dei media e dei protagonisti al susseguirsi degli eventi.
Soprattutto mi colpisce questa accusa di compravendita dei voti da parte di Berlusconi.
Massimo D’Alema – mi ero dimenticato che esistesse ancora… - afferma che il governo avrebbe vinto per 3-4 voti comprati.
Non sono affatto d’accordo.
3-4 voti?
Solo?
E gli altri 300?
Hanno dato la fiducia a Berlusconi perché gli vogliono bene?
Perché lo stimano?
Perché si fidano di lui?
Inoltre, che prove ha D’Alema?
Io invece affermo senza tema di smentita che Berlusconi ha pagato e ve lo dimostro…

La Storia:

C’era una volta un uomo ricco.
Non vi spiego dove prese i soldi.
Vi dico solo una cosa che mi diceva spesso mia nonna.
Un uomo diventa ricco in due modi: o è una persona con eccezionali capacità e talenti, oppure…
Oppure.
L’uomo ricco che divenne ricco grazie a questo oppure, non avendo eccezionali capacità e talenti, era abituato, anzi, era costretto a pagare per ottenere ciò che desiderava.
Sempre.
Voleva possedere una televisione?
Pagò.
Voleva averne due?
Pagò ancora.
Ne voleva tre?
Pagò ancora di più.
Voleva che rimanessero tre?
Pagò tanto di più.
Ma c’era anche quello che non voleva.
Non voleva essere criticato?
Pagò e molti furono promossi e altrettanti epurati.
Non voleva andare in prigione?
Pagò e si fece un partito.
Eh, perché ditemi voi come cazzo fa uno a farsi un partito che l’anno stesso della nascita vince le elezioni senza cacciare un soldo.
Non voleva essere processato?
Pagò ancora affinché il partito – e non solo il suo – lo tenesse lontano dai tribunali.
Poi arrivò il giorno della conta.
I suoi avversari volevano sapere quanti fossero ancora con lui.
“Sempre uno più dei vostri”, rispose quest’ultimo sorridendo.
Così avvenne.
E non per uno, ma tre.
Pagò?
Ad essere preciso non fu obbligato ad aprire il portafogli.
Gli fu sufficiente non chiuderlo.
Altrimenti, cosa avrebbe fatto nella vita?
Il cantante sulle navi da crociera, per dirne una a caso.
Eppure c’erano altrettanti tesori che l’uomo ricco non avrebbe mai potuto comprare.
La fiducia disinteressata, l’ammirazione sincera e la lealtà incondizionata.
Per liberarci di lui basta trovare chi li meriti…


Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.