Storie sulla rabbia: tregua in famiglia

Storie e Notizie N. 1024


Anurak questa volta si era arrabbiato davvero con la moglie.
I suoi due figli non l’avevano mai visto così adirato.
Hulk…” aveva mormorato il minore in camera da letto, una volta spenta la luce prima di arrendersi al sonno.
Che?” aveva domandato il maggiore, che aveva già le palpebre pesanti.
Papà è Hulk…”
Eppure non era una novità, quel litigio.
Tutte i figli lo sanno.
O lo imparano col tempo.
Mamma e papà discutono sempre per le stesse ragioni.
E così sarà in eterno, che rimangano assieme o meno.
E’ come una parte integrante dell’amore che li unisce, simile al metallo della fede nuziale che entrambi portano al dito.
Strangola quest’ultimo notte e dì, ma è al contempo il più prezioso ricordo del giorno in cui hanno tirato su l’ancora e salpato verso l’ignoto.
E se anello non c’è, per legittima e non meno appassionata scelta, ciò non vuol dire che si sappia di più su quel che attende all’orizzonte.
Una cosa però è certa: l’argomento che porterà inevitabilmente i nostri a perdere le staffe sarà sempre lo stesso.
Financo la più insignificante delle differenze, laddove subentri stanchezza o semplice irritazione per i consueti ostacoli dell’esistenza, sarà capace di imporre ai due il proprio spettacolo.
Di ingannevoli acrobazie e soprattutto suadenti melodie.
Che li cattureranno come topolini irretiti da un fedifrago flauto.
Gettarsi nel fiume come i suddetti ratti o tapparsi le orecchie e tornare a casa a continuare altra strada insieme è libera scelta della coppia.
Qualcosa, però, bisogna pur fare.
Basta un gesto piccolo.
Tale ai più, in verità.
Ciò che conta è l’eco che produce in colui che lo riceve.
Tregua.
Che il cielo, o la terra, dipende cosa guardate per primo quando uscite di casa, benedica le tregue di questo mondo.
Straordinari tunnel, tra una corsa e l’altra, in cui accendere le luci e magari trovare il tempo di capire con la giusta lucidità perché si sta correndo.
Ad ogni modo, se proprio dobbiamo domani continueremo a combattere.
Per i motivi che sai.
Ma, qui.
Ora.
Prendi il fiore”, dice Banjit al marito.
E sorridi…






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