18.1.18

Gli immigrati e la paura dei capelli rossi

Storie e Notizie N. 1544

Gli indiscutibili numeri spiegano che ci sono cinque milioni di stranieri residenti in Italia.
A fronte di 60 milioni di abitanti stiamo parlando di poco più dell’8% della popolazione.
Media ben al di sotto di altri importanti paesi europei, i quali vengono spesso tirati in ballo dai cosiddetti leader nostrani come esempi da seguire.
Per capirci, siamo circa al 15% in Svezia, intorno al 12% nel Regno Unito, in Germania e Olanda, leggermente di meno in Francia e su cifre ulteriormente inferiori in Spagna.
Subito sotto ci siamo noi.
Questo vuol dire, per ragioni puramente statistiche, che esiste un numero enorme di nostri concittadini che trascorre settimane, se non mesi, senza incontrare nemmeno uno straniero.
E che chiunque iniziasse un discorso intorno ai problemi della società e delle priorità di quest’ultima, che sia un esponente politico, di qualsivoglia schieramento, piuttosto che l’uomo del bar, l’amico sui social, il collega ciarliero o il familiare statista, anche solo citando di striscio i migranti, sarebbe da prendere a calci nel culo.
Altrimenti, sarebbe come accettare pedissequamente di essere colui che viene scalciato, prima, e truffato poi.
Eppure, malgrado nel tempo le presenze siano ovviamente aumentate a livello continentale, ormai da decenni il tema centrale della discussione elettorale globale non sono i costi e la corruzione della politica, non sono le tasse sempre a favore dei ceti più abbienti e il monopolio dell’informazione, neanche il livello della sanità, dell’istruzione e dei servizi sociali, non è la disoccupazione, non è neppure più la mafia, e soprattutto non sono i cambiamenti climatici, bensì quel famigerato dieci per cento di immigrati.
Media per generoso eccesso, limitandoci al nostro paese, ovvero appena un cittadino su dieci, secondo l’attuale interpretazione popolare capace da solo di mettere a rischio il presente e più che mai il futuro di tutti gli altri.
Di conseguenza, essendo questi i fatti, ovvero i suddetti indiscutibili numeri, sui quali al massimo possiamo discutere sulle virgole, ma siamo lì, come è possibile che siamo arrivati a questo?
Ecco svelata la misteriosa formula in cinque punti


Primo, prendi una o, ancor meglio, un paio di generazioni.
Anche tre, se puoi.
E’ come la minestra, migliora con l’aggiunta, ma mirata, è chiaro.
Secondo, individua una tipologia di persone che in qualche modo si trovino in una posizione svantaggiata rispetto alla maggior parte della
Beaker, personaggio del Muppet Show
popolazione.
Mettiamo che siano quelli con i capelli rossi.
Mi rendo conto che esista un’infinità di variazioni di chiome vermiglie e che, anche a parità di tonalità, i portatori delle stesse possiedano altrettante innumerevoli caratteristiche che li distinguono gli uni dagli altri.
Ma tu assecondami e immagina con me che quelli con i capelli rossi siano una specie di categoria a parte rispetto all’intero genere umano.
Terzo, inizia a raccontare al mondo intero sempre la stessa storia, ma in ogni forma pensabile e attuabile, che sia l’arte piuttosto che la stampa, la politica come l’istruzione, dove l’essenza è tale: quelli con i capelli rossi rappresentano il male assoluto.
Col tempo, vedrai allora che il cattivo della favola lo chiameranno il cavaliere rosso, il rosso diverrà un colore lugubre e inquietante, un’espressione come la situazione la vedo rossa prefiggerà nubi all’orizzonte, lavorare in rosso sarà una piaga dell’occupazione e, soprattutto, gli attori con i capelli rossi saranno i primi a morire negli horror, credimi sulla parola.
Quarto, lavora incessantemente mirando a un solo obiettivo: la gente deve aver paura di quelli con i capelli rossi.
Quinto, semina con cura e prima o poi comincerai a raccogliere i frutti.
Vedrai che arriverà il giorno in cui ascolterai i seguenti slogan.
La razza bruna va protetta dai rosci, i pel di carota ci stanno invadendo, quelli con i capelli rossi si tingono per confondersi tra noi, proponiamo un controllo accurato della ricrescita, secondo la scienza quelli con i capelli rossi sono meno intelligenti, una miss Italia rossa non è accettabile, ci sono troppi calciatori con i capelli rossi nel nostro campionato, quelli con i capelli rossi portano le malattie, quelli con i capelli rossi sono più portati a delinquere dei castani, non capiscono i nostri capelli e non si integrano con il nostro sciampo, non è accettabile una classe con soli studenti con i capelli rossi, quelli con i capelli rossi devono tornare dai loro parrucchieri, ecc.
Tutto questo sembra assurdo, ma se segui attentamente la formula, sarà possibile, malgrado la media di quelli con i capelli rossi al mondo sia al massimo il 2%, due persone su cento.
L’antidoto per tale velenoso quanto grottesco imbroglio?
Semplice quanto difficile.
Per quanto inafferrabile, si chiama raccontare, inseguire e difendere.
La verità.


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