giovedì 31 ottobre 2019

Perché ci asteniamo

Storie e Notizie N. 1168

L’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell'antisemitismo e dell'istigazione all'odio e alla violenza, proposta da Liliana Segre, è stata approvata al Senato con 151 voti a favore e 98 astenuti, a quanto pare appartenenti a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Perché ci asteniamo.
Perché ci asteniamo, vi chiedete.
Ebbene, le ragioni sono esattamente il motivo del nostro successo.
È ciò che siamo.
È quel che vendiamo.
È tutto ciò che abbiamo.
Ci asteniamo poiché è nostro diritto, ma non quello di astenerci, ovviamente.
E la cosa più paradossale è che siete proprio voi che ce l’avete concesso.
Garantito, tollerato o, al peggio, assecondato.
Il diritto di insultare.
E il diritto di infangare.
Il diritto di diffamare.

E il diritto di isolare.
Il diritto di umiliare.
E il diritto di farlo fingendo addirittura che sia qualcosa di nobile e sacrosanto.
In una parola, sovrano.
Ci asteniamo perché altrimenti perderemmo all’istante il privilegio acquisito.
Poiché esprimendoci a favore del fondamentale rispetto verso il prossimo – il quale in un paese normale non avrebbe bisogno di una Commissione per tutelarlo – verremmo privati all’istante del fragile nemico che ci siamo inventati a tavolino.
D’improvviso ci troveremmo con le armi fumanti senza il necessario quanto facile bersaglio. Perché diciamolo, non è che la nostra mira e il nostro acume siano così dotati. E a quel punto dovremmo render conto alla nostra gente, che abbiamo armato a nostra volta, informandola che ci siamo sbagliati e che non ci si può divertire più con questo vergognoso tiro al piattello.
Al contrario, dichiarando pubblicamente la naturale propensione a rovesciare la nostra miseria sulle popolazioni indifese, la situazione risulterebbe non meno scomoda.
Perché tutto sarebbe più chiaro e onesto.
E i nostri elettori sarebbero costretti a pronunciare ad alta voce l’imbarazzante frase: sono razzista e, di conseguenza, voto i razzisti.
Quindi, in mancanza di alternative convenienti, ci asteniamo.
Ci asteniamo anche perché è la scelta più facile.
Ci asteniamo perché questo sì che è stato nella narrazione patriottica il nostro tratto nazionale più caratteristico.
Soprattutto quando la coscienza è lurida e le mani sono sporche di sangue.
Ci asteniamo perché finora siamo in vincita, pure quando perdiamo.
E perché questo è ciò che vogliono i nostri sostenitori.
È quel che reclama, da quando esiste l’umanità intera, la sua parte più infame: avere carta bianca di fronte agli istinti peggiori.
Essa ci domanda di voltarci da un’altra parte e lasciar correre tutto.
Anche l’odio, soprattutto quello.
Ma se tutto ciò non bastasse, ci asteniamo e lo strilliamo pure a gran voce affinché il grido divenga virale.
Perché, se non l’avete capito, l’ostacolo principale alla vostra Commissione, al suo significato.
La vera radice del problema, ciò che diffonde il virus, la mano che spinge il dito nella piaga.
Siamo noi e chi ci vota.


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