giovedì 18 giugno 2020

Avviso di sfratto

Storie e Notizie N. 1879

Buongiorno a tutti, cari vicini di pianeta, malgrado l’illusione delle distanze.
Rieccoci all’ennesima riunione di condominio.
Chi vi parla non è l’amministratore. Costui ci ha lasciato improvvisamente, mi dispiace, e a lui va ogni nostra preghiera o semplice pensiero, presumo.
D’altronde viviamo tempi difficili da queste parti, anche se nel resto del mondo è ordinaria amministrazione, se mi lasciate passare l’inopportuna ripetizione.
Tuttavia, questo non è il momento delle polemiche. Dicevo, sono qui a prendere la parola forte di nessun titolo o qualsivoglia qualifica. Nulla mi rende più autorevole di voi altri, e forse risiede anche in questo la gravità della situazione. Perché quando il pericolo riguarda tutti, be’, l’assenza di preoccupazione e soprattutto azione fa ulteriormente rumore, cribbio.
A ogni buon conto, chiedo al segretario di prender nota del verbale, con l'auspicio che magari il frutto di questo conciliabolo potrà essere utile ai posteri. O, senza andare così lontano, ai semplici visitatori del dì successivo.
Oh, che sbadato… non v’è segretario di sorta, poiché rivesto immeritatamente anche quel ruolo. Ebbene, non mi arrendo e trascrivo, sperando di non perdermi troppo in chiacchiere.
Vengo al punto all’ordine del giorno: le persone a capo di istituzioni come le Nazioni Unite, la sezione internazionale del WWF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno di recente dichiarato che pandemie come il coronavirus sono il risultato della distruzione della natura da parte dell'umanità, anche se il mondo ha ignorato questa dura realtà per decenni; la maggior parte dei virus che ci hanno colpito aspramente in passato ha avuto origine da specie animali in condizioni di forti pressioni ambientali; per esempio, tramite il commercio illegale e insostenibile di animali selvatici, la distruzione quotidiana di fondamentali foreste e altre aree verdi e il lento ma inesorabile esaurimento delle risorse della terra.
Prima di lasciarvi la parola, di cui indebitamente

mi sono impossessato in questa cruciale occasione, vorrei invitarci tutti a riflettere sull’attuale contingenza che vede ciascuno di noi, nessuno si senta escluso e men che meno privilegiato, con in mano una busta.
Sì, guardatela con me, adesso. Tanto vi è arrivata, non fate finta di niente. Coraggio, chi ha bisogno degli occhiali li metta, e chi deve semplicemente avvicinarsi alla scritta lo faccia. Leggete il destinatario, vero? C’è scritto Alla (cortese) attenzione dell’umanità intera.
Non facciamo i permalosi per il cortese tra parentesi, okay? Siamo stati tutto fuorché gentili da quando ci siamo stabiliti in questo meraviglioso condominio chiamato natura. Neanche ne paghiamo le spese d’affitto, per l’acqua, la corrente elettrica e il riscaldamento. Per non parlare di quelle per le riparazioni e le sostituzioni, peraltro in seguito a danni e usura di nostra diretta responsabilità.
Adesso però non stiamo a sottilizzare su tali inezie, d’accordo? Non è il momento, e forse non lo è mai stato. Apriamo la busta con cura, facendo attenzione a non rompere il contenuto, per favore. Dobbiamo conservarlo intatto, in modo magari di ritornarci quando saremo più lucidi, nel caso in questo momento ci sentiamo leggermente distratti o sconnessi. Il messaggio che ci è stato inviato richiede il massimo della nostra concentrazione, e anche di più, laddove sia possibile. D’altra parte, le scritte sulla busta – urgentissima e maneggiare con estrema cautela – sono inequivocabili.
Ecco, adesso io ho la lettera davanti. Ce l’avete anche voi? Bene. Prendo il silenzio per un sì. Quindi procedo a declamare ad alta voce l’oggetto di questa ineludibile comunicazione: avviso di sfratto numero...
Scusate, non ce la faccio ad andare avanti. È più forte di me, ma mi prende male al pensiero del prezzo enorme in quantità di vite umane stroncate, alcune proprio sul più bello, che questo tipo di avviso comporta.
No, la prego, signore… mi perdoni, ma quella lettera non serve solo a sventolarsi il viso… capisco che sia arrivato il caldo, ma, vede, le cose sono collegate, capisce? Perché non comprende ciò che di più elementare ci riguarda?
Siamo tutti connessi e non sto parlando di strette di mano virtuali, catene di Sant’Antonio digitali e orgie entusiaste di hashtag solidali. Non mi riferisco soltanto ai profili bellamente ritoccati che ci hanno insegnato a considerare alla stregua di tangibili identità. Siamo tutti connessi con tutto. E ciò che stiamo trascurando – ovvero violentando e massacrando - è proprio quel tutto. Mentre noi altri, ogni giorno che passa, ci concentriamo sempre più su noi stessi. O sul niente, basta che sia virale.
Bene, ho concluso. Spero di esser stato conciso ed efficace. Lo sono stato, vero? Per favore, ditemi che è così. Lasciatemi illudere almeno su questo, perché ho la brutta sensazione che questa nostra riunione di condominio sia già terminata da un pezzo e che non ho fatto altro che parlare da solo...


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