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Trump impeachment ed espulsioni social a tempo scaduto

Storie e Notizie N. 1902

Oggi, a soli sei giorni dall’insediamento di Joe Biden, per la seconda volta durante il suo mandato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarà sottoposto alla procedura di impeachment.

Il tutto in seguito a importanti segnali di rottura con il discusso leader da parte dei principali social network da lui manovrati secondo i propri interessi sin dalla sua discesa in campo.

Tuttavia, pensate a che effetto avrebbe avuto sul mondo intero se i social network avessero deciso, con la medesima coralità di questi giorni, di bandire il profilo dell’uomo più potente della terra in tempi meno sospetti, reo di fomentare odio e divisione sin dal primissimo post o video, invece di continuare a incassare denaro dalle inserzioni pubblicitarie.

Non dico alla prima, ma alla centesima affermazione razzista, sessista, lesiva della dignità dei più deboli e offensiva nei confronti dei diritti umani di intere popolazioni, comunicata dallo scranno dell’uomo che dovrebbe essere il più responsabile del pianeta in ogni gesto e parola.

Be’, forse quello stesso pianeta oggi sarebbe diverso, perché quattro anni fa ci saremmo svegliati al mattino connessi con una società capace ai suoi più influenti livelli di dimostrarsi consapevole che la responsabilità di ciò che si dice ovunque non può dipendere da quanti voti o followers l’utente di turno si sia guadagnato, ma dalle conseguenze che quelle stesse parole possono avere sul prossimo, soprattutto le creature maggiormente vulnerabili.

Forse non è solo Trump a meritarsi una procedura di impeachment…


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É uscito il mio nuovo libro: A morte i razzisti

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