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Il nostro peggior nemico

Storie e Notizie N. 1914

Nella nostra vita siamo spesso in guerra contro qualcosa o qualcuno.

Tale conflitto può andare avanti a lungo, in modo faticoso e anche sanguinoso. Tuttavia, ciò è sovente dovuto non alla tenacia dell’avversario, bensì alla perdita di vista dell’elemento fondamentale in qualsivoglia scontro: il nemico.

Chi è il vero nemico? Chi è il nostro nemico? Chi è il nemico di tutti? Dimenticandolo, qualsiasi guerra è tra le altre cose un gigantesco spreco di vite e tempo. Mentre il vero nemico, il nostro nemico, il nemico di tutti, diviene ulteriormente difficile da sconfiggere.

Allora capita che coloro i quali scendano in piazza per salvare il proprio lavoro si ritrovino in guerra contro quelli che non vogliono aprire, che distanziano e chiudono. Mentre il vero nemico, il nostro nemico, il nemico di tutti era ed è ancora adesso un virus.

Succede anche che quelli che combattono per approdare sulle coste altrui e iniziare una nuova vita si scontrino con quelli che si schierano per difendere il suolo patrio, più o meno in pericolo. Mentre il solo nemico, quello vero, il nemico di ciascun popolo in ogni epoca e luogo era ed è pure oggi la paura dell’altro.

Esistono pure quelli che scendono in strada a urlare il sacrosanto diritto a non essere uccisi per colpa di un eccesso di melanina, infrangendosi inevitabilmente sui cordoni degli addetti a servire e proteggere. Mentre l’avversario di entrambi non è un colore o una divisa, bensì l’antico nemico di sempre: il razzismo, già.

Ci sono poi gli strenui difensori di un quadretto familiare, dove ogni ruolo di genere è intoccabile, che si gettano con artigli affilati e zanne sbavanti su chiunque osi tentare di aggiornare l’ormai vetusta immagine. Mentre il vero nemico, il nemico più temibile in ciascuna relazione, è l’atavico odio per ciò che diverso.

Come non citare inoltre quelli che sono pronti a sfruttare qualsiasi pretesto, generalizzando il più marginale dei dettagli, per alimentare una crociata contro intere popolazioni ree di inginocchiarsi in modo inaspettato. Strategia che non fa altro che gettare benzina tra le fiamme dell’ennesima guerra priva di senso. Mentre il nemico di allora e di oggi è sempre lo stesso e si chiama ancora ignoranza.

Avviene anche che in molti si azzuffino sulla pubblica scena virtuale puntualmente dopo che l’inaccettabile tragedia è avvenuta. Come per esempio quando lui ha ucciso lei, lei ha ammazzato lui, quell’altro ha assassinato tutti gli altri e lei o lui si sono tolti la vita... in casa. Nell’apparente silenzio celato da quanto mai spesse quattro mura, al di là delle quali nessuno ha mai visto o sentito nulla. Ma il vero nemico, il primo nemico, il nemico da accerchiare e mettere alle corde ogni giorno, la cui sconfitta salverebbe quotidianamente un numero incalcolabile di vite, porta l'insospettabile nome di solitudine.

È in quel momento che ci sarebbe bisogno degli occhi dei curiosi dei flash dei fotografi: prima che sangue innocente venga versato.

Perché il nemico peggiore, il vero nemico, il nostro nemico, il nemico di ciascuno, è esattamente come un virus: è nessuno di noi e, allo stesso tempo, capace di infettarci tutti.

Il video:

 

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Il mio ultimo libro: A morte i razzisti

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