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Il Nobel senza Pace

Storie e Notizie N. 1983

Pronto? Qui è il Tigray.
Parlo con la Norvegia?
Sì, sì, lo sappiamo.
Sappiamo tutto, forse troppo.
Anzi, senza forse.
Per esempio sappiamo che in questo caso è a voi che dobbiamo rivolgerci invece che all’Accademia svedese.
Sì, certo, vado al sodo.
Allora, parlo a nome di due milioni di persone, okay? In tutto nove se contiamo pure le regioni di Afar e Amhara, ma abbiamo chiamato noi, quindi… restiamo sul due.
Sono comunque tante, vero?
Eh già, ora sono quindici mesi che il cibo è sempre di meno, ogni giorno di meno, come una clessidra che perde e dentro c’è la tua vita.
Anzi, no, non rende: c’è quella dei tuoi figli.
Capite allora perché ogni granello che fugge via è una tragedia?
Nel dettaglio, da quando è scoppiato ancora una volta questo inferno il 37% di noi salta spesso il pasto un giorno o anche due.
Ecco, senza che prendete la calcolatrice.
Immaginatevi una colossale platea di quelle vostre premiazioni illustri ricolma di centinaia di migliaia di persone, magari rimaste in piedi e a cui non interessa applaudire chicchessia, giacché alle loro mani aperte sarebbe sufficiente anche solo pane e acqua.
Ma se non basta, figuratevi altrettante migliaia di bambini e due terzi delle donne in gravidanza con serie condizioni di malnutrizione.
Perché ho chiamato voi?
Sì, certo, ci arrivo subito.
È solo che c’è una donna, qua, una madre single di ben sei figli piccoli la quale considera il farli mangiare perlomeno una volta al giorno qualcosa di estremamente difficile. E che quella volta che considera fortunata è perché qualche vicino o amico le presta del cibo.
Ora non c’è neanche più qualcosa da prestare, gli hanno risposto.
Che?
Le Nazioni Unite?
Sicuro, ci abbiamo parlato eccome, sono pure venuti, hanno visto e denunciato la cosa. Hanno preparato aiuti e organizzato i convogli ma il blocco dei trasporti che esiste da mesi ne impedisce il transito.
Cosa?
Parlare con chi può farlo sbloccare?
Ecco, è questo il motivo della chiamata.
L’ONU ci ha già provato, ma l’interessato nicchia oppure nega.
Allora, in caso vi fosse possibile far qualcosa…
Perché proprio voi?
Be’, magari a voi risponde, anche solo per non fare brutta figura, ecco.
Il suo numero?
Ma ce l’avete già, controllate sulla vostra rubrica, sì…
Nel gruppo con la lista dei Premi Nobel per la Pace.
L’anno è il 2019.
Hai visto mai che si ricordi le ragioni per le quali gliel’avete dato: per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea.


Vieni ad ascoltarmi sabato 12 febbraio 2022 alle 17.30, Libreria Lotta, Roma

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