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Tutti i Colpi di Stato di John Bolton in una serie tv

Storie e Notizie N. 2050

Immagina di vedere un film, okay? Anzi, no, una serie tv che ti appassioni particolarmente e delle cui puntate conservi buona memoria. Magari perché hai la saggia abitudine di rivederti nel dettaglio il riassunto degli episodi precedenti prima dell’inizio di ogni nuova stagione.
Adesso mettiamo che nell’ultima puntata in onda il reporter americano Jake Tapper faccia alla presenza di John Bolton, ex Consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, tale in apparenza trascurabile osservazione, peraltro alludendo all’ex presidente USA: “Non è necessario essere brillanti per tentare un Colpo di Stato.”
Figuriamoci allora che l’altro risponda così: “Non sono d'accordo con questo, avendo aiutato a pianificare Colpi di Stato, non qui, ma sai, in altri posti. Ci vuole molto lavoro e non è quello che ha fatto [Trump].”
Ebbene, in accordo alla descrizione nell’incipit, è lapalissiano che unendo i puntini ti tornino con facilità in mente i suddetti episodi precedenti, i quali non fanno altro che confermare quanto detto da Bolton. È sufficiente far collimare le date.
Perché dal 1989 al 1993 il caro John ha ricoperto il posto di Sottosegretario di Stato per gli affari di organizzazione internazionale per conto di George Bush padre.
Quindi è assai probabile che c’erano le sue mani dietro l’Operazione Giusta Causa e l’Operazione di Promozione della Libertà, che portarono nell’89 alla rimozione di Noriega in quel di Panama.
Analogamente, possiamo dedurre dalle sue stesse parole che nel medesimo anno vi era sempre Bolton al timone in occasione del Colpo di Stato in Paraguay, quando gli Stati Uniti - malgrado
dal 1954 al 1989 avessero sostenuto, in chiave anticomunista, la presidenza del generale Alfredo Stroessner  –  appoggiarono il Colpo di Stato del generale Andrés Rodríguez.
Ma come non citare allora il ‘91 della Guerra del golfo in Iraq, durante la quale e anche successivamente, gli USA e quindi il nostro Johnny alimentarono e incoraggiarono la ribellione contro Saddam Hussein, dimenticando di averlo appoggiato durante il conflitto con l’Iran negli anni ottanta.
D’altra parte, pare ormai evidente che tali farsesche inversioni di marcia a distanza di tempo sono un chiaro marchio di fabbrica del suo paese, giacché sempre nel ‘91, solo otto mesi dopo forse la prima elezione pulita ad Haiti, è ragionevole pensare che Bolton, il Mister Wolf dei Colpi di Stato, mise lo zampino su quello militare ai danni dell’ex sacerdote salesiano Jean-Bertrand Aristide, ovviamente con il solito aiutino della CIA.
Certo, va detto che le cose non ti vanno sempre a fagiolo, come cantavano gli Stones, come dimostra il Colpo di Stato che non ci fu tentato dal ‘92 al ‘96, ovvero l’operazione  denominata DBACHILLES, ancora una volta tramite il lungo braccio della CIA.
Nel mentre gli anni passano, ma sebbene sembri che l’abile fomentatore di tumulti sia stato messo da parte, ecco che il buon sangue non mente, ovvero il contrario. Nel senso di buono, o mente, fate voi, perché Bolton fu rimesso in sella da Bush figlio con una carica ulteriormente palese: Sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, carica che ricoprirà dal 2001 al 2005.
Ora, si sa che fa sempre bene partire col botto qualora si inizi un nuovo lavoro e nel caso di John la metafora è letterale. Difatti esordì con l’Invasione dell’Afghanistan e l’Operazione Libertà Duratura, ma si leggano anche per esteso come Guerra di vendetta per l’attentato alle torri gemelle alla ricerca del presunto responsabile Osama Bin Laden che nel frattempo si trovava in Pakistan ma tu intanto bombarda, sposta confini e metti bandierine a stelle e strisce che non guasta mai.
Idem come sopra, grazie alla Risoluzione Iraq sottoscritta dal Congresso nel 2002, si passa all’Invasione dell’Iraq del 2003, la quale porterà all’Operazione Alba Rossa, che consistette nella cattura di Saddam Hussein, reo assieme ai suoi di essere complice di Al Qaeda e soprattutto di nascondere armi di distruzione di massa così bene che neanche gli stessi militari iracheni furono in grado di trovarle...
Nel 2005 seguì un atto unico, i migliori per il nostro John, roba rapida e chirurgica, quello della Rivoluzione dei Tulipani nel Kirghizistan contro il presidente filorusso Askar Akayev, costretto poi alle dimissioni, il tutto con il dimostrato sostegno degli Stati Uniti. E poi ti chiedi perché Putin sia così incazzato…
Nel 2005 è logico ritenere che Bolton si trovasse sul ponte di comando dell’ennesimo voltafaccia, quando il governo di Bush junior chiuse i rapporti con l’ex alleata Siria della Guerra al Terrore e iniziò a spedire milioni di dollari ai gruppi di opposizione al nuovo paese canaglia e nemico della democrazia col bollino imperialista.
Per concludere, nel 2006 subito prima di lasciare la poltrona, Bolton fece giusto in tempo a coordinare il sostegno a favore dei membri di Fatah, quando gli USA inviarono a questi ultimi fondi e aiuti militari, nel conflitto con Hamas intorno ai territori palestinesi.
Be’, in conclusione, ragionando a posteriori e considerando una carriera di così lungo corso, la sua dichiarazione riguardo a Trump sembra più che ragionevole, adesso, non credi? Primo perché dopo cosi tante sanguinose intromissioni oltre confine, con milioni di morti civili e distruzione ovunque, finisci per sfiancarti. E poi, è evidente che al suo ultimo boss interessavano i Colpi di Stato in patria, più che all’estero.
Oh, per fortuna che è solo una serie tv, no? Pensate se fosse tutto vero…

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