Dieci anni di storie - Storytellers for Peace

Nel 2016 ho avuto un’idea, ispirato dallo stupendo progetto Playing for Change: perché non fare qualcosa di simile con la narrazione delle storie?
Grazie anche all’incoraggiamento dei fondatori dell’International Storytelling Network, i quali mi onorarono allora di nominarmi tra i coordinatori, ho sparso la voce ovunque a livello globale, per quanto mi è stato possibile, e così è nato il primo video degli Storytellers for Peace, i Narratori per la Pace, ovvero artisti da varie parti del mondo che recitano assieme la poesia If di Rudyard Kipling. Ognuno nella propria lingua madre.

Questo è stato lo stile fin dall’inizio. Questo è il senso del progetto. Questa la sua anima: scrittrici, storytellers, attori e poetesse, gente che ha desiderio di raccontare e raccontarsi, con origini e vissuti lontani e differenti, uniti nel contribuire - ciascuno con il rispettivo "linguaggio" - a una storia collettiva. O meglio, un mosaico di pace e immaginazione.

Il mio obiettivo iniziale era anche e soprattutto quello di connettere i nostri contributi con il mondo reale e mi è sembrato un modo interessante per realizzarlo non solo approfittando della contingenza del World Storytelling Day, la Giornata mondiale della narrazione che cade ogni anno il 20 marzo, ma pure delle varie ricorrenze annuali come quelle giustappunto sulla pace, i diritti umani, la nonviolenza, l’abolizione della schiavitù, la mancanza d’acqua in ogni parte del mondo e il difficile viaggio delle persone migranti.

Dal primo video sono trascorsi dieci anni ed è un bel risultato per noi.
Non è stato sempre facile riuscire ad avere la partecipazione di tutti, perché molti degli artisti coinvolti vivono in zone del mondo in cui spesso l’arte è costretta a lasciare il passo a ben altre urgenze.
A tal proposito, non posso fare a meno di ripensare alle parole di una delle nostre compagne di viaggio che vive e lavora in India, la quale si è scusata per non essere stata con noi quest’anno perché, cito più o meno testualmente, ci sono momenti in cui la famiglia e le sue vitali necessità vengono prima di tutto.
Non c’è problema, amica mia. Sei con noi comunque.

Allo stesso tempo, ho provato una gioia enorme vedendo tornare in video un altro nostro compagno, il quale per anni ha dovuto convivere con una situazione nel suo Paese davvero critica.
Difficile raccontare storie di pace quando sei letteralmente ad affrontare la guerra. Ma quando ciò accade, ciascuna parola vale qualsiasi prezzo.

Così, eccoci arrivati al video, ovvero ai video, con cui abbiamo il piacere di celebrare questo traguardo. Peraltro in un periodo storico in cui la pace è qualcosa di prioritario in ogni argomentazione anche qui da noi. Dico questo perché in questi dieci anni, prima dello scoppio dei conflitti che oggi stanno riempiendo le prime pagine dei giornali, alcuni dei nostri compagni di viaggio, per nascita o lavoro si trovavano a loro modo immersi in situazioni che ora altri stanno vivendo in prima persona e viceversa.
La guerra c’è sempre stata là fuori per molti, troppi, a questo mondo. Ecco perché la pace dovrebbe essere il tema principe ogni santo giorno.

A ogni modo, basta con le ciance, spazio alle storie.
Come dicevo, invece che il solito collage collettivo, per questa occasione ho proposto alla squadra di fare ciascuno il proprio video, inserito successivamente in una playlist dedicata.
L’occasione è stata ancora una volta il World Storytelling Day, il cui tema quest’anno è Light in the Dark. Luce nell’oscurità. Quanto mai coerente con i tempi in cui viviamo.
Spero vivamente che i racconti vi diano ulteriore speranza e altro coraggio per affrontare le vostre vite.
È ciò a cui teniamo di più.
Buona visione.

Alessandro



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