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Bambina vive 74 minuti e dona organi: prendi tutto

 Storie e Notizie N. 1296 Una bambina inglese di nome Hope è vissuta per 74 minuti a causa di una anencefalia rilevata in gravidanza. Le sopravvive il fratellino gemello. I genitori hanno deciso di donare i suoi organi… Mi chiamo Hope. Ma leggi pure Speranza. Dividimi e prendi tutto. Afferra quello che vuoi. Ciò che desideri ardentemente. E che non chiedi, ignorando quanto ti manchi. Sollevami e separami in settantaquattro parti. La prima si chiama possibilità, tutto quello che avrei potuto essere. E che tu puoi ancora. La seconda si chiama generosità, la mia, quella dei miei genitori, delle parti stesse che mi compongono che completeranno vita. Anzi, esagera, comprendi nel tutto anche quel che già ti completa, ma che non hai mai ringraziato. La terza, la quarta e la quinta chiamale i tre figli mancati. Quello che un giorno avrai, quello che non hai mai avuto e quello che non è figlio tuo. Ma lo è, eccome se lo è. La sesta e la settima chiamale le amanti cieche, umane danzanti fuse...

Storie di bambini: il senso del morire

Storie e Notizie N. 1083 Gli organi del piccolo Francesco morto a Roma per un hot dog, per volontà dei genitori, sono stati donati . E tale regalo ha salvato le vite di tre bambini, ancora a Roma, a Bari e a Genova. Ecco la storia che mi suggerisce tutto ciò… Mi chiamo Namir e non perderò tempo in preamboli. Men che meno in inutili premure del dire, che nello scrivere sono ancor più evitabili. Me ne sono andato, così, con un botto tutt’altro che forte, che almeno avrebbe avuto un suo perché. Il rumore tonante perlomeno resta, nel ricordo di chi rimane. Vi sono tracce nella terra, fori incancellabili o voragini della memoria che almeno rendono merito all’addio. Niente da fare, neanche quello. Un’esplosione timida, la mia, che non avrebbe fatto paura a nessuno. Non per questo ho visto il domani. E il dì successivo. Privo di senso, il mio saluto. Questo è il peccato peggiore, quello del giorno dopo, a bocce ferme, nell’istante in cui ti convinci che non v’è più nulla da ...