Berlusconi e l’auto in ritardo: autista confessa
Storie e Notizie N. 159 In occasione del meeting internazionale sulla sicurezza nucleare a Washington, Silvio Berlusconi - il nostro più prestigioso vanto internazionale - ieri sera ha atteso circa 40 minuti l’auto che avrebbe dovuto condurlo al Willard Hotel, dove poter digerire la sontuosa cena offerta da Obama ai colleghi capi di Stato. Come al solito si deve far riconoscere, diranno in tanti. E’ più forte di lui: se non riesce a raggiungere la ribalta per motivi che vanno al di là delle sue funzioni ufficiali, non è contento, penseranno molti altri. Eppure, stavolta la colpa dell’ennesimo fuori programma non è sua. Cioè, non lo è direttamente, poiché il ritardo è tutta responsabilità dell’autista, il quale è stato sostituito, non prima di aver confessato le sue ragioni… La Storia: Sono stato io. Sono la persona che avrebbe dovuto andare a prendere il premier italiano. Il fatto è che quando ho saputo che era lui… mi sono rifiutato. Il motivo è semplice. Perché sono un citt...