Sciopero Tir 2012: metafora Italiano medio
Storie e Notizie N. 516 L’Italiano medio è come l’autista di un Tir. Come l’autista di un Tir che non si ferma mai. Quasi mai. E corre, corre sempre, con il vento e con la pioggia, con la nebbia e con la neve, con i fulmini e con la grandine. Sai che sta arrivando, perché lo vedi avanzare minaccioso nel tuo specchietto retrovisore. Sai che ti è vicino, perché senti il suo terribile clacson che urla nelle orecchie. E sai che se ne è andato, perché ti ha sorpassato riempiendoti di polvere e magari spedito fuori strada. Solo in quel momento ti capita di riflettere sul fatto che è il Tir a spaventarti, non l’autista. Solo in quell’attimo capisci che l’autista è un uomo come te. Ha solo una macchina più grande. Perché l’Italiano medio è come l’autista di un Tir, come l’autista di un Tir che non si ferma mai, quasi mai. E corre, deve correre, vuole correre e non si ferma nemmeno per dare un passaggio. Una volta sì, ma oggi… E perché dovrebbe far salire a bordo l’immigrato clandestino ruba...