Scrittori migranti...
Questa mattina, in uno scambio di email, mi sono trovato ancora una volta a chiarire il mio parere sugli scrittori migranti. In particolare sull'aggettivo migrante . Per la cronaca, una giornalista di una nota rete televisiva nazionale chiede di intervistarmi in quanto scrittore migrante, promettendomi visibilità sul sito della stessa. Dopo aver constatato la totale ignoranza della tipa sulle origini del sottoscritto, la informo che - nonostante il complicato cognome - sono nato a Napoli. E cosa risponde lei? "E vabbe', tanto noi non ce lo mettiamo..." Così, ho sentito la necessità di riportare di nuovo qui il mio punto di vista: non sono uno scrittore migrante . Forse sono uno scrittore, ci provo ogni giorno, ma non sono un "migrante". Sono un cittadino italiano, seppur di origini africane, nella fattispecie eritree. Penso e mi esprimo in italiano. Nel mio lavoro mi sono occupato, tra le altre cose, anche di intercultura, dell'incontro ...