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Ponte sullo stretto di Messina e altre favole

Storie e Notizie N. 1284 “Il ponte sullo stretto di Messina si farà”, pare abbia detto il premier Renzi. Prendetemi per matto, ma ho l’impressione di averla già sentita . “Il problema è quando”, aggiunge il presidente del consiglio. Be’, nel frattempo ne faccio alcuni io qui… Di ponti. Di ponti e vie. Di ponti e vie che da una terra all’altra leghino, riducano e risparmino tempo e affanni ce ne sono a bizzeffe. Almeno quanti sono i desideri mancati moltiplicati per tutte le stelle che ancora non sono cadute nel cielo degli ultimi della fila. E qui siamo nell’ordine dell’infinito alla terza, a dir poco. Anzi, diciamo alla seconda, se no poi dicono che esagero e nessuno ci crede più. Ai ponti. Ai ponti e alle vie. Di ponti e vie che da un’isola all’altra leghino, riducano e risparmino solitudini e abbagli ce ne sono altrettante. Ma non è roba da progettar su carta. Non occorre dannarsi fegato e dignità per racimolar denaro e svendere nobiltà d’animo al primo offerente....

Il dono della diversità Marchio editoria di qualità

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Chiedo venia per la breve parentesi autoreferenziale, solo per dire che Il dono della diversità , l' antologia di racconti edita da Tempesta Editore , è stata premiata con il Marchio editoria di qualità alla XIII Edizione della Rassegna della Microeditoria di Chiari.   Visita le pagine dedicate ai libri: Libri sulla diversità , libri sul razzismo , libri sulla diversità per ragazzi e bambini , libri sul razzismo per r agazzi e bambini , libri sull'adolescenza e romanzi surreali per ragazzi   Iscriviti alla Newsletter Altre da leggere : Subscribe to RSS headline updates from: Powered by FeedBurner

Storie di immigrati: quando un padre getta in mare il figlio

Storie e Notizie N. 1283 E’ notizia recente quella di un padre che al largo dell’isola greca di Kos ha dovuto buttare in mare il corpo di suo figlio di sei anni per salvare il resto della sua famiglia . Questa è la storia nel breve. Nello stesso tempo. Un grido lacerante e una flebile supplica. Ti prego, papà, non farlo . Gettami in mare, padre, affinché tutto abbia senso . Dove senso non ce ne dovrebbe essere alcuno. Dove non ci dovrebbe essere nessuno. Con la carne della propria carne tra le mani. Pronto a farne a meno. Tra le braccia di quelle stesse carni. Pronto a fare a meno. Di sé. C’è uno sbaglio, ci dev’essere sul serio, in questo film. Altrimenti, quale sceneggiatore avrebbe potuto peccare di siffatto abbaglio? Quale regista avrebbe potuto mettere in scena cotanto abominio? Quale produttore avrebbe il coraggio, o lo stomaco, per finanziare tale obbrobrio? Ma, più di ogni altra cosa, quale spettatore potrebbe rimanere silente sulla propria comoda poltrona...

Storie di guerra: la Giornata delle Forze…

Storie e Notizie N. 1282 Auguri, tanti auguri a voi. Che siete lì, da qualche parte. In una stanza affollata di vite e bisogni a instillar speranza. Attingendo a quella che non avete mai avuto, per voi. Ed è questo il vero miracolo, altro che magiche lacrime piovute dal nulla. Auguri, davvero. Amazzoni e guerrieri dal candido mantello, che con bisturi indomiti e coraggiosi stetoscopi salvate dalle fiamme la vita che sopravvive. Al dono della pace non richiesta. I migliori auguri a te, solo. Altrettanti a te, sola. Che malgrado il mondo corra nella direzione opposta, voltate le spalle al traguardo e scendete giù, là sotto. Dove le esistenze lente respirano a fatica. Dove non ci sarà alcunché da vincere. E una sconfitta onorevole sarà il meglio che potrà capitare. Eppure siete lì. Eppure ci tornate perfino l’anno seguente. Molti auguri, anzi tutti quelli che posso, a voi. Occhi e orecchie che prestano se stesse alle urla rimaste in tavola. E ai mormori celati al d...

Storie di immigrati bambini: il rapitore di futuri

Storie e Notizie N. 1281 Germania, l’uomo che aveva rapito Mohamed , il bambino bosniaco richiedente asilo di 4 anni, ha confessato di averlo ucciso e di aver assassinato anche Elias , un ragazzino di 6 anni, scomparso a luglio nella città tedesca di Potsdam . Il mio nome è Mohamed e ho quattro anni. Questo è il mio futuro . L’alba che verrà, malgrado tutto. E il tramonto che la seguirà, a dispetto del niente. Ricorda molto il mio passato . Lì dove tutto è ancora possibile. Disegnare la via che conduca in cima. Poco importa il nome della vetta. Non conta quale frammento di mondo sovrasti. Ciò che vale davvero è che una volta in piedi, con la bandierina sventolante in mano a prender fiato e soddisfazione, non sarò solo. I giorni alle spalle sono pochi, se li guardi da lassù. Tutt’altro che scintillanti di gaudio e levità. Ma era un inizio. Da qualche parte si deve pur cominciare. Partire . Non conta affatto la scenografia allo sparo dello starter. Poco importa se tu...

Favole Gender a scuola: la vera storia

Storie e Notizie N. 1280 C’era una volta una scuola perfetta. Perfetta perché aveva bandito una volta per tutte ogni traccia gender all’interno del proprio plesso. Plesso scolastico, che avete capito? Non confondiamo, cribbio. Nella scuola perfetta, che poi se lo diceva da sola, c’era il preside perfetto. E anche lui in fatto di modestia non scherzava, ecco. Nella scuola perfetta con il preside perfetto, alla faccia della modestia, avevano deciso di assumere lui, il maestro perfetto. Cioè, questo era il suo sogno e dopo un’accesa sequela di colloqui era riuscito a esser scelto tra i tanti. Desiderosi di esser tali. Perfetti. Dopo aver ricevuto un formale in bocca al lupo dal preside perfetto, il maestro perfetto entrò nella classe perfetta della scuola perfetta. La classe perfetta, a una prima occhiata, appariva come molte altre. I banchetti, le seggioline, le finestrelle e la cattedrina , non so se si dica così, ma ci sta, dai. Ci sta. E poi c’erano loro. Le fragil...

Storie di bambini: il prima più importante

Storie e Notizie N. 1279 Negli USA, mentre il padre dormiva nel proprio letto, a soli due anni un bambino è morto dopo essersi sparato accidentalmente con la pistola del genitore. Questa storia è per lui, per lei. E soprattutto per te… C’era una volta il prima . Il prima più importante. C’è sempre. C’era, ahinoi. Ahi qualcun altro e maledetti noi. Prima di premere il grilletto ? Già, forse, è probabile. Un pensiero, sotto forma del ricordo di un ammonimento prezioso. Non toccare, non toccarla mai. Lei . Ahi lei e più che mai maledetta lei. Il più importante? No, cerchiamo, coraggio, non accontentiamoci. Prima di aprire il cassetto di papà ? Magari, può essere. Il pensiero di cui sopra, ma anche una benedetta distrazione. Una melodia alle spalle, un gioco più interessante o anche solo un tornare indietro. Esattamente a quel che stavi facendo. Prima . Non fa una grinza, è chiaro, liscio come lo scivolo al parco. Tra tutti il più importante? Non mi sembra, andiamo...