Storie di donne obese: il lieto fine

Storie e Notizie N. 1111

Bizzarra notizia dalla Russia.
Pare che a bordo di un minibus un coccodrillo di nome Fyodor sia rimasto vittima di un serio incidente, poiché la ragioniera del circo, una corpulenta signora di ben 120 chili, sia scivolata a causa di una curva, per poi cadergli addosso.
Per la donna solo una leggera contusione, ma per il coccodrillo leggo che si è trattato di un vero shock, visto che l’animale ha vomitato per tre ore.
Fortunatamente, però, ne è uscito indenne anche lui.
La storia continua qui…

Un’ora prima.
Obesa, sì.
Grassa e cicciona, è chiaro.
La donna cannone, certo.
Olga l’hanno chiamata in tutti i modi possibili.
Era sempre stata, come dire, una fanciulla di peso, ecco.
Ma aveva smesso di prendersela.
Di dare… peso, se mi permettete la facile ripetizione, alle parole.
Soprattutto quelle che la ferivano.
Leggi come l’inevitabile assuefazione delle creature diversamente belle.
Questo però non vuol dire che avesse perso di vista l’essenziale.
O, forse, dovrei dire perso d’orecchio.
Il suono, quello no, quello non aveva smesso di apprezzarlo.
La melodia della parola, detta o scritta, non l’aveva affatto dimenticata.
Sin da quando ne aveva percepito il valore, a soli cinque anni.
Sto bene, cara”, aveva detto quel giorno sua madre prima di coricarsi, “vai a giocare e divertiti.”
Prima di andarsene.
Non prima di permettere alla figlia di cogliere la regale differenza.
Tra semantica e note.
Tra le miriadi di discorsi più o meno a voce alta e le colonne sonore che le seguono come spartiti sotto forma di fedeli ombre.
Olga aveva capito, allora.
Olga aveva altresì compreso quel che, un’ora prima di cadere sul proprio destino, aveva letto sullo strano biglietto trovato nella borsa.
Lasciati andare, amore mio. Abbandonati su di me, liberami e fai lo stesso con il tuo orizzonte.
Mi porteranno via, apparentemente lontano, quanto basta al di fuori di questa prigione sotto forma di tendone colorato.
Mi cureranno ma non abbastanza.
Perché sarai tu a scacciare ogni male.
Per sempre.
Firmato Fyodor, ovviamente.

Un’ora dopo.
E un’altra storia si fece carne.
O altra notizia.
Sebbene nessun giornale la riportò.
La signora obesa che cade sul coccodrillo fa rumore, lo sanno tutti.
Ma per sapere che il coccodrillo è fuggito dall’ospedale con la donna, per vivere con lei il sogno di una vita, bisogna spegnere il mondo che urla.
E, proprio come Olga, ascoltare la musica che si nasconde.
Tra le parole…
 


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