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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Storie di animali coraggiosi: quando il cavallo cade

Storie e Notizie N. 1153 

Mentre la discussione si accende sui veri motivi dell’incidente capitato al cavallo delle botticelle della capitale (malore o macchia d’olio?), l’animale racconta le sue ragioni.

Noi cadiamo.
Voi cadete.
No, non essi cadono.
Non è una banale coniugazione verbale, questa.
Trattasi di semantica, non sintassi.
E non letterale, ma a senso.
Perché se ci togliete anche il nostro significato delle parole, a noi bestie, cos’altro rimane?
Abusi di sostantivo come l’aggettivo bestiale?
Peraltro molto più azzeccato per voi altri, nella sua accezione comune.

Sì, noi cadiamo.
E sì, voi cadete.
Quando siete stanchi, quando la forza vi abbandona.
Quando l’equilibrio decade.
Laddove la terra sotto i piedi vi tradisca.
Rumorosamente.
O con la maestria di un infante.
Dolorosamente.
Con la buffa grazia del miglior clown del mondo.
O di una sola casa.
Leggi pure come un padre che si sforza di strappare un sorriso ai figli.

Noi cadiamo, certo.
Ma anche voi cadete.
Cadete e vi feri…

Storie di donne: la prima e ultima danza insieme

Storie e Notizie N. 1152 

All’ospedale San Raffaele di Milano una donna di 36 anni, clinicamente morta per un’emorragia cerebrale, aspetta un bambino.
I medici si stanno in queste ore impegnando affinché la nuova vita venga alla luce.
Salutando la vecchia.
In queste ore…

La prima danza.
La prima danza insieme non si scorda mai.
Mamma.
Figlio.
Le ragioni sono infinite.
Sconosciute ai più.
Inenarrabili.
Perché non vi sono parole, al mondo, con cui rendere l’idea di quell’attimo.
Lungo come una vita.
Non quanto una vita, certo.
Non quanto.
Ma quel come può essere tutto.
Lì, dentro di te.
Lì, dentro di me.

La prima danza, questa, è ora.
So che puoi sentirmi, madre.
So che da qualche parte, ti sei nascosta.
Dalla vita.
La tua.
So che puoi vedermi, figlio.
So che da qualche parte, mi hai trovato.
Nella vita.
La tua.

La prima danza non ha bisogno di musiche.
Di serate perfette.
Dove tutto va alla grande.
Dove c’è da mangiare per tutti e si beve e si ride.
E si fa qualsiasi cosa pur di fermare il…

Storie di malati terminali e del gatto che li assiste: la morte secondo Tom

Storie e Notizie N. 1151 

Dal giorno della morte del proprietario, un micio di nome Tom vive presso l’ospizio del Centro Medico VA, Unità Per Le Cure Palliative, che si trova a Salem, nel Massachusetts, Stati Uniti.
I dottori hanno deciso da allora di lasciarlo vagare indisturbato nell’ospedale.
Pare che allevii la sofferenza dei degenti.

La morte.
Ma che ne so io della morte?
Sono un gatto.
Ma qualcosa so.
O forse è un’altra che ignoro.
Dov’è finito Edwin?
Chi è Edwin, dite?
E’ l’uomo con cui vivevo.
L’uomo che era lì, nel letto.
Quello nuovo, non l’altro.
Alla vecchia casa.
Quello di questo posto, qui.
Nella nuova.
Era lì, sotto le coperte, silenzioso.
Gli occhi chiusi.
Immobile.
Ma che conta, del resto?
Non è il guardare, la prova dell’esistenza?
Nostra e di tutto ciò che ci circonda.
I rumori della voce e la goffaggine dell’agire sono tasselli inutili nel mosaico vivente.
Perché l’occhio che sa osservare riesce a distinguere l’essenziale dai trascurabili contorni senza le solite prov…

Storie di razzismo: la disumanità delle parole

Storie e Notizie N. 1150

Il Canada è sotto attacco se un esercito composto da un solo uomo decide di invaderlo.
Ma se un esercito composto da molto più che un unico soldato massacra giorno dopo giorno migliaia di donne e bambini, Israele ha diritto a difendersi.
E i razzi? E i razzi di Hamas? Dove li mettiamo? Eccetera.
Romeno uccide, tunisini stuprano o, generalizzando con immigrato delinque, la notizia è geografica.
Perché la nazionalità del criminale, o anche solo il colore della pelle, è il vero reato.
Marito uccide, genitori stuprano o, generalizzando con violenza in famiglia, la notizia è la parentela.
Perché la relazione che hai con il criminale è il vero reato.
Non è mai uccidere, stuprare o, generalizzando, delinquere.
Occorrerebbe possedere matura coscienza del contrario.
Leggi pure come la tanto sopravvalutata onestà.
Ebola negli Stati Uniti, Ebola in Europa, Ebola in Italia, se un solo uomo, una sola donna, figuriamoci se accadesse ad un solo bambino, si ammalano della peste 2.0.
Ma …

Noleggia un clandestino video: noleggia un leghista

Storie e Notizie N. 1149 

Risposta di pancia al video ‘Noleggia un clandestino’, del candidato consigliere della Lega Nord
Umberto Bosco.

Noleggia un leghista.
Noleggia un uomo del nord.
Un baluardo contro l’invasione straniera.

Noleggia un cittadino tutto d’un pezzo.
Un italiano purosangue.
Una persona tutta casa e famiglia.
Tradizioni locali.
E cibi sani.
Della nostra terra.

Porta a casa un leghista.
Difendi la nostra cultura.
I nostri valori.
La nostra storia.
Proteggi i nostri principi.
E la nostra morale.

Dai una stanza al padano.
Salva la nostra civiltà.
Occidentale.
Nordica.
Bianca.
Al massimo abbronzata, ma solo d’estate.
Il resto sono meridionali, quindi non contano.

Noleggia un leghista, porta a casa un uomo del nord, dai una stanza all’italiano purosangue.
E diciamo insieme stop all’invasione di extracomunitari, clandestini e islamici.

Poi, se non ci saranno più extracomunitari, clandestini e islamici in Italia, vedrai che il leghista, l’uomo del nord, l’italiano purosangue …

Storie di bambini: c’è un altro tempo

Storie e Notizie N. 1148 

Un uomo e un bimbo di 7 anni sono morti travolti da un'auto mentre viaggiavano sullo scooter, di ritorno dalla partita persa dalla Roma.
Dopo due umilianti tempi di gioco, il punteggio è 7 a 1 per i tedeschi.
Non è.
Era…

Figlio mio,
chiudi gli occhi.
E soprattutto ottura con decisione le orecchie.
Non sentire il fischio dell’odiata figura di nero vestita.
Che spesso se ne torna a casa con la valigia piena di insulti.
Leggi pure come il più onesto tra gli arbitri delle nostre sorti.
Non credergli.
Non credere a quel che racconta il tabellone.
Apri gli occhi, adesso, ma non credere a quel che vedi.
Libera le orecchie e ascolta me.
Perché non è ancora finita.
Certo, lo so, il momento è terribile e non possiamo più fare cambi.
Siamo qui e qui resteremo.
Per sempre.
Ma questa è una fortuna, sai?
Possiamo ancora farcela.
Sette a uno demolirebbe il petto e poi il cuore di chiunque.
E’ già successo a molti, lo so bene.
Io c’ero.
Ma da allora ho imparato la lezione.
Coraggio, tocca a noi…

Storie sui diritti umani: Asia Bibi è morta è quel che sperano

Storie e Notizie N. 1147 
Nonostante gli appelli internazionali e molte petizioni, l’Alta Corte di Lahore, in Pakistan, ha confermato la sentenza di condanna a morte per Aasiya Noreen, la donna cristiana su cui pende l’accusa di blasfemia.
In queste ore, nonostante sia ancora in vita, 'Asia Bibi è morta' è la frase più ricercata su Google…

Signor giudice.
Signori della giuria.
Ogni grado di giudizio del Pakistan.
Uccidetela.
Uccidete Asia e al contempo ingozzate le fauci affamate dei folli fanatici, starnazzanti da oriente ad occidente e ritorno, dentro e fuori del tempio, intonacati o meno, che non aspettano altro che siffatte prede su cui gettarsi e sbranare senza pietà.
A prescindere da quale divinità usino quale pretesto per la loro perversa ossessione per i martiri.

Ammazzatela.
Ammazzate Asia e con lei indebolite i muscoli quanto la voce, la passione e la fede, la vera fede, altro che devoti inchini e sentite litanie a memoria, di coloro che lottano ogni santo giorno per p…

Storie sull'ambeinte: Il Maltempo è innocente

Storie e Notizie N. 1146 

Sono innocente.
Ve lo giuro, sono innocente, ma non posso dimostrarlo.
Sì, lo so, dicono tutti così.
Perfino quelli che vengono colti sul fatto.
Come me.
Con la pistola fumante in mano.
O con il sangue che cola dalla lama del pugnale stretto nella medesima.
Capisco, le prove ci sono tutte.
Ben documentate.
Le immagini e i video.
Sono una costante ovunque, in ogni scena del crimine.
Non servono esami del DNA o altro.
Non v’è bisogno di scomodare la scientifica.
Le prove ci sono tutte, sono schiaccianti e ognuna di esse conduce a me.
Lo so che è assurdo.
Neanche io mi crederei.
Ma per questo è il delitto perfetto.
Perché se guardi la scena, in diretta, nel secondo esatto in cui la vittima di turno viene trucidata, non puoi fare altro che puntare il dito sull’unico colpevole presente.
Io.
Ecco perché non v’è avvocato al mondo a cui converrebbe accollarsi la mia difesa.
Perché la giuria ha già deciso.
Il giudice ha già emesso la sentenza.
E il mostro è in prima pa…

Ragazzo seviziato perché grasso: hanno ragione è solo un gioco

Storie e Notizie N. 1145 

E' stato un gioco.
Così hanno commentato i parenti degli aggressori del giovane di 14 anni brutalizzato.
Un gioco?
Hanno ragione.
E’ vero.
E’ stato solo un gioco.
Un gioco che si impara da molto piccoli, in questo paese.
Mancare di rispetto alle cosiddette minoranze e a tutti gli identificabili come diversi, insultando, discriminando, offendendo con parole e leggi, con vituperi gratuiti e ritrattamenti dell’ultim’ora?
E’ un gioco anche quello.
Ed è altresì un gioco quello delle parti deputate, che vede cambiare il nome e la faccia dei politicanti al timone della nave governativa, ma non il sorriso.
Un intercambiabile disegno di labbra che mostra sicurezza e ottimismo, ma che dice ben altro.
Noi andiamo avanti per la nostra strada, voi contate solo il giorno del voto.
Nondimeno, il paradosso è che è un gioco anche lamentarsi un giorno sì e l’altro pure dello Stato che ruba, che lucra sulle disgrazie della gente e che pensa solo a se stesso, salvo poi pratic…

Malata di cancro decide di morire video: Brittany Maynard e il dono dei diritti

Storie e Notizie N. 1144 

A Brittany Maynard restano solo sei mesi di vita e ha deciso di morire il primo di novembre.
Ha esercitato un diritto.
Il diritto di scegliere quando e come andarsene.
Questo mi fa rammentare una frase, ispirata da una donna orbata del marito per colpa di un’apparentemente cieca, ma di sicuro ottusa bomba.
Per una vita che se va, c’è n’è sempre un’altra che arriva.
Ebbene, laddove una vita se ne vada affermando un diritto, lascia alle spalle miliardi di vite.
Con in dono altrettanti diritti.
Il diritto di stringere la mano all’attimo presente, qui, ora, davvero.
E il diritto di scrivere, con la propria penna, la propria storia.
Il diritto di capire cosa valga davvero, al netto del rumore degli stolti che si affannano intorno a te.
E il diritto di colorare a piacimento l’oscurità che tale è per tutti, al di là dell’ultimo confine.
Nonostante qualcuno sostenga di saperne più di te.
Diritto sacro, questo.
Perché se mi tolgono anche la scelta di immaginare un oriz…

Ebola in Europa: perché il cane dell’infermiera spagnola deve morire

Storie e Notizie N. 1143 

Leggo che in Spagna, Excalibur, il cane di proprietà dell’infermiera Teresa Romero Ramos, primo caso di Ebola accertato in Europa, rischia di essere soppresso.
Potrebbe essere infetto.
La denuncia è del marito, che ora si trova in quarantena.
Perché anch'egli potrebbe essere infetto…

A morte.
A morte il virus.
E a morte l’ammalato.
Perché potrebbe essere affetto.
Dallo stesso medesimo male.
Il virus.

Noi vogliamo vivere.
Non è cattiveria, signori miei.
E’ una questione di mera sopravvivenza, quella che solleviamo.
Mors tua, vita mea, dice la nota locuzione.
Così dice, così è scritto.
Ma non è detto in maniera assoluta.
Ovvero, è condizione necessaria ma non sufficiente che la morte della bestiola ci garantisca vita lunga e prospera.
Ma la sua vita è un rischio.
E noi aborriamo ogni periglio.
Certo o meno.

Vili noi?
No.
Noi vogliamo solo vivere.
Al sicuro.
Per questo gridiamo a morte.
A morte il virus e l’appestato.
Perché egli è più che mai il nostro peggior i…

Lampedusa strage 3 ottobre: lettera a chi resta

Storie e Notizie N. 1142 

3 ottobre 2014.
Un anno dopo le morti al largo di Lampedusa, ti scrivo una lettera.
A te, che hai perso amore da toccare.
Storie da condividere.
E futuro da dipingere assieme.
Non posso dirti ma vorrei.
Vorrei dirti.
Davvero.

Non posso dirti che la gente che blatera e delira sfogando il proprio malessere su chi ritiene debole e indifeso, quindi sacrificabile al proprio bisogno di bersagli facili, non ci sia più in questo paese.
Anzi, talvolta nei mesi trascorsi da allora, ho quasi avuto l’impressione che fosse aumentata.
Ma so che le impressioni valgono poco, consapevole che il più delle volte gli schiamazzi dell’ottuso fanno più rumore delle pure armonie.
Sapienti o semplici che siano.

Non posso dirti che coloro che non hanno mai incontrato in vita loro, vis a vis, ascoltato nella naturale diretta la voce ritenuta aliena o provato a condividere con quest’ultima la propria esistenza, abbiano smesso al contempo di pontificare su africani, islamici, arabi, cinesi ed extraco…

Storie di animali: 35mila trichechi per gli alieni

Storie e Notizie N. 1141 

Pare che un’enorme massa di trichechi si sia radunata su una spiaggia nei pressi del villaggio di Point Lay, nel nord-ovest dell’Alaska.
Alcuni ipotizzano che sia l’ennesima conseguenza del riscaldamento globale.
A far luce – letteraria, è ovvio – ecco il racconto di uno dei protagonisti…

Un tricheco medio.
Un tricheco come tanti.
Un tricheco qualunque.
Usate pure l’espressione che più vi aggrada per pensare al sottoscritto.
Ciò che conta è che sia generalizzante al massimo.
Perché è la verità, davvero.
Non sono nulla di speciale.
Faccio tutto quello che i trichechi fanno, ogni giorno.
Dal dormire al russare, dal nutrirmi al defecare, dal grattarmi le parti basse sino a immaginare di essere quello che non sono.
Nel mio caso un tostapane, ma non lo dite in giro, altrimenti mi rimandano in clinica.
Banale, lo so.
Lo scontato quadro completo, senza sorprese.
Ma è questa la mia forza, credetemi.
Lo è sempre stata e solo oggi me ne sono reso conto.
Leggi pure come il…

Storie di bambini: il ragazzo colpevole

Storie e Notizie N. 1140

14enne ha accoltellato il compagno alcolizzato della mamma perché stava picchiando con schiaffi e calci i due fratellini e la sorellina.

Sì, signor giudice.
Sono colpevole.
Ho afferrato l’arma e ho colpito.
Di questo non sono affatto innocente.
Ma non solo.

Sono colpevole di rabbia.
Rabbia accumulata in anni.
Mesi e giorni.
Ore.
Minuti.
E più che mai interminabili secondi vissuti innanzi ad orribili messe in scena da spettatore inerme.
Giammai vile.
Di sicuro impotente.
Ma non cieco.
Magari lo fossi stato.
Non per chi amo, ma almeno per me.
Per il mio giovane cuore massacrato che, per buona sorte o meno, ancora batte.

Sono colpevole di paura.
Sì, so che il più delle volte possa suonare come una puerile giustificazione, ma non è il mio caso.
Ha agito per paura, potrei richiamare quale didascalia.
No, non lo farò.
Non posso neanche se lo volessi.
La paura è un’emozione del momento, evocabile quale scusa se di tale si tratti.
Un’emozione, ovvero uno spontaneo quanto involontario movimen…