Stupro a Roma: se fossimo in un paese razzista

Storie e Notizie N. 1244

E' stato arrestato il presunto colpevole degli abusi sulla sedicenne di Roma.
Si tratta di un trentunenne della provincia di Cosenza, militare del ministero della Difesa, Arsenale della Marina.

Se fossimo in un paese razzista.

Se fossimo in un paese razzista, nella mente di molti dovrebbe risuonare l’equazione: i calabresi sono tutti stupratori.
Soprattutto quelli della provincia di Cosenza.
E automaticamente, nella stessa superficiale cervice, dovrebbe scattare l’identica associazione nel momento in cui un tizio a caso si presentasse affermando sulla pubblica piazza: mi chiamo Pasquale, un nome ipotetico, e sono calabrese.
Di dove? Chiederebbero i cittadini dal cranio molle.
Della provincia di Cosenza, potrebbe rispondere il malcapitato.
E via la suspense, gli sguardi diffidenti, le condanne sommarie e l’isolamento del potenziale bruto.
Con tutta la gratuita sofferenza per il nostro.

Se fossimo in un paese razzista, altrettanto potente dovrebbe echeggiare la seguente conclusione: i militari sono tutti dei violentatori.
Soprattutto quelli del ministero della difesa, Arsenale della marina.
E di conseguenza, nella medesima malleabile testa, dovrebbe palesarsi uguale considerazione, allorché una persona qualunque dichiarasse sotto gli occhi dei presenti: mi chiamo Francesco, un altro nome fittizio, e sono un militare.
Di quale arma? Domanderebbero gli umani dall’intelletto friabile.
Marina, potrebbe rispondere l'altro.
E via la tensione, i borbottii sospettosi, le accuse silenti e l’allontanamento del sicuro criminale.
Con tutto l’ingiusto patimento per l’innocente.

Se fossimo in un paese razzista, come una sorta di effetto inevitabile della suddetta causa dovrebbe diffondersi tale ragionamento: tutti coloro della medesima nazionalità o mestiere del presunto aggressore sono inclini ad abusare delle donne.
No, mi correggo.
Che sbadato.
Così sarebbe se fossimo in un paese coerente.
In un paese razzista ciò accade solo con determinate nazionalità.
Religioni.
E carnagioni

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