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La regola di Viktor Orbán

Storie e Notizie N. 1579

Il governo di Orbán ha proposto una serie di leggi al parlamento ungherese che giustificheranno la detenzione di persone e organizzazioni ritenute favorevoli all'immigrazione clandestina, per esempio, responsabili di offrire sostegno legale, medico o di ogni tipo a individui privi di cittadinanza.

Egregi patrioti ungheresi,
E anche voi tutti, cittadini doc in ogni parte del globo, che baldanzosamente difendete i sacri confini dagli inquinatori di sangue puro.
La matematica dell'inverosimile si arricchisce di un’ulteriore fondamentale assioma.
Trattasi di materia nuova, in effetti, ed è quindi soggetta di continuo a paradossali aggiornamenti.
Come tutti voi ben sapete, la vecchia, nonché radical chic, scienza dei numeri, basava le sue formule su uno schema ormai sopravvalutato.
Leggi pure come la buonista sequenza ipotesi, dimostrazione e tesi.
Al contrario, grazie soprattutto a un’assidua semplificazione a mezzo social, l’aritmetica del delirio scrive i suoi principi attraverso l’approvazione popolare.

Difatti, come recita il primo principio della termodinamica populista, se due più due uguale cinque ha migliaia di like, e altrettante condivisioni, diviene slogan, quindi propaganda elettorale e, laddove occorra, programma di governo.
E’ così che abbiamo vinto.
E’ così che continuano a perdere.
Perché noi altri crediamo più alle nostre menzogne di quanto i nostri avversari si fidino delle loro verità.
D’altra parte, abbiamo preso il loro posto da un pezzo e l’abbiamo trasformato nel nostro.
Impegnandoci alacremente in un’opera di revisione delle discipline umane.
Anzi, togli pure l’inutile aggettivo e lascia pure solo discipline.
Nella scuola dei bulli, facilitare è la chiave del tutto.
La grammatica non serve, perché complica i concetti, vieta le preziose contraddizioni ed è di intralcio alla virile volgarità.
La letteratura va bandita, perché nasconde morali nelle trame più insospettabili e civili coscienze perfino nei personaggi più trascurabili.
La scienza ha senso solo qualora divenga tecnica e la tecnica vale il tempo dello studio unicamente allorché prometta profitto.
E poi c’è lei, l’approssimazione illogica al potere, con l’algebra dell’imparzialità, la geometria del muro e la fisica dello sparo legalizzato.
I numeri, ora, li abbiamo noi, in mano.
E non conta affatto se siano tutti, o la maggioranza.
L’unica variabile che pesi sulla bilancia del futuro è la viralità della voce urlante nel monitor.
Nondimeno, cari baluardi del suolo natio, si era parlato di una novella norma.
La regola di Orbán, come da titolo, si semplifica in tale suggestiva istantanea: immagina di trovarti al confine che separi la tua amata terra da quella straniera e che oltre suddetto limite si trovi una generica tipologia di creatura priva di legittime credenziali. Mettiamo che lo sconosciuto perda l’equilibro per un qualsivoglia motivo e che il caso, ovvero la sua malevola astuzia, voglia che cada dal tuo lato. Ebbene, non ci saranno eccezioni, perfino qualora si tratti di un anziano colpito da infarto, una madre in preda alle doglie o un bambino febbricitante, il tuo dovere è di spostarti di lato e mai, ripeto, mai osare sorreggere il presunto malcapitato.
Da cui, il breve corollario della disumanità.
Aiutare gli altri, laddove gli altri siano loro, è reato...


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