Giraffa Marius uccisa allo zoo video: risposta del cucciolo

Storie e Notizie N. 1057

“Sono orgoglioso perché abbiamo dato ai bambini una grande conoscenza dell’anatomia di una giraffa che non avrebbero potuto avere tramite foto”, pare abbia dichiarato il portavoce dello zoo di Copenaghen che, questa domenica, ha fatto uccidere un cucciolo di giraffa in diretta tv innanzi ad un pubblico di bimbi e relativi genitori, per poi sezionarlo e darlo in pasto ai leoni.
Ecco quale risposta risuona nella mia animalesca fantasia…

Mi chiamo Marius e sono una giraffa.
http://www.youtube.com/watch?v=IzFDXHusym4
Ops, ero.
Siamo in onda? Le telecamere sono accese? Vado?
Ecco, volevo aggiungere una specie di coda alla mia esibizione di ieri.
Coda metaforica, sia ben chiaro.
D’altra parte, io una coda sola ho.
Pardon, avevo.
Che volete farci, sarà colpa del Jet Lag.
Capirete, arrivare nel paradiso delle bestie non è mica come fare due fermate di metrò.
Non è nemmeno come da capolinea a capolinea.
Dove mi trovo ora è incalcolabilmente più lontano rispetto al luogo in cui vivevo.
Vivevo, comincio ad azzeccare i tempi.
Peccato, ad ogni modo, è un vero peccato che sia così fuori mano se lo guardi dal mondo di prima.
Se lo immagini.
E peccato è proprio la parola giusta, credetemi.
Almeno adesso, che la mia parte l’ho fatta per lo spettacolo di umana moralità.
Io vi ringrazio, comunque.
Aver dato la vita per insegnare qualcosa ai bambini è un bel modo per chiudere un racconto.
Il problema è che non c’è stato alcunché di originale, nella mia dipartita, non lo vedete da voi?
E alla fine la giraffa muore. A pezzi, mangiata dal leone.
La banalità è il più terribile dei peccati, allorché si chiami un pubblico a raccolta.
E perfino io che sono un animale ho compreso che i bambini sono gli spettatori che più devi sorprendere.
Avrei capito, che so, il contrario.
Magari con qualche effetto speciale, ma volete mettere il leone che muore fatto a pezzi dalla giraffa?
Eh dai, avremmo fatto il record di ascolti.
Nondimeno, fosse l’unico peccato.
L’anatomia della giraffa… ma chi vi ha detto che i bambini possiedano la vostra medesima ossessione per i nervi scoperti, i muscoli pulsanti e soprattutto il sangue caldo appena sfornato?
Capisco che tra i tanti ci siano quelli dediti a fare a brandelli peluche e pupazzi, per la giusta curiosità di quel che si nasconde dentro, ma cosa vi fa pensare che tutto quel che si vede sia ben noto?
A voi, intendo, eh?
Proprio un peccato, questa fine.
E’ un peccato, perché avrei potuto confidarvi se abbia mai desiderato di avere un collo meno lungo. Ed è un peccato anche perché effettivamente non mi sono mai sentito a mio agio con questa sorta di oscillante pertica maculata.
E’ un peccato, perché avrei potuto mostrarvi davvero cosa possa fare una giraffa, per salvarsi la vita. Ed è un peccato perché non lo saprete mai, non vi interessa degli umani, figuriamoci noi altri.
E’ un peccato perché i leoni si sono pentiti di avermi mangiato solo dopo avermi digerito. E perché il leone è leone, mangia le giraffe se questo dice il copione, ma questo non vuol dire che una volta in camerino, senza trucco, non si rammenti di quando scriveva da sé la sua parte.
E’ un peccato per me, se me lo permettete. Ed è un peccato perché, sebbene sia morto molto giovane, ero scampato ai leoni un cespuglio di volte.
Puntavo al record di categoria, ecco. Di certo non pensavo di finire sbranato proprio allo zoo.
E’ un peccato, è proprio un peccato che voi umani non sappiate scrivere i finali con un minimo di fantasia.
Ma se man mano che vi avvicinate all’ultima scena non vi appassionate alla storia che gusto ci trovate a leggerla?
E a viverla?

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