giovedì 6 febbraio 2020

Come stai?

Storie e Notizie N. 1679

Ehi? Prego.
Sì, dico a te, a voi, non tutti certo, ma in questo caso a te, pure se in generale.
Tu, che urli o sussurri, che posti e cinguetti, che di traverso o di nascosto osservi.
Accomodati.
Immagina che sia più un amico, che uno psicologo, anche se forse non sono nessuno dei due.
Come?
No, non sto scherzando affatto, dico sul serio, malgrado tutto.
Siedi pure, su, coraggio.
Parliamo.
Ovvero, parla, tira fuori ogni cosa, fallo adesso, ti prego.
Dimmi, allora, iniziamo dal classico.



Com’è stata la tua infanzia?
Hai avuto i tuoi momenti difficili, vero?
Problemi col papà? Incomprensioni con la mamma?
Fratelli prepotenti? Sorelle poco affettuose?

Figlio unico?
È l’affetto che è mancato?
Sfogati senza timore, davvero, smettila di vivere di spaventi, non se ne può più di tutta questa paura.
Non sei stanco anche tu?
Forza, quindi, andiamo avanti.
C’entra forse l’adolescenza? Guarda che è un periodo difficile per tutti, sai?
Ci sono le prime trasformazioni radicali, fisiche ed emotive, è un salto nel vuoto senza paracadute per chiunque, credimi.
I compagni? Difficoltà con i pari a scuola? O forse con gli insegnanti? Sono stati troppo duri con te?
Hai forse socializzato poco in quegli anni? E con i parenti com’è andata a riguardo? Che so, cugini, zie, nonni… qual è il rapporto con i tuoi nonni?
C’è stato dialogo in famiglia negli anni della crescita?
È importante avere avuto almeno un adulto di riferimento con cui confidarsi, da ragazzi, è roba universale.
Quali sono stati i tuoi modelli?
Ci ho preso? È lì la magagna?
Scusa, non è un termine ideale, ma perdonami, è che vorrei sul serio che procedessimo oltre e affrontassimo il vero dramma.
Il tuo, ovviamente.
Capisci? È giunta l’ora di cominciare a guardarti allo specchio e prenderti le tue responsabilità.
Anzi, il momento sarebbe arrivato da un pezzo… ma non sono qui per fare polemica.
Voglio esserti d’aiuto, sono sincero.
Hai trovato arduo trovare il tuo posto nel mondo?
Con gli studi com’è finita? Fin dove sei arrivato? Non per fare il professorino, ma al di là dell’importanza di ricevere un’adeguata istruzione, la scuola è il primo banco di prova per molti aspetti personali che entreranno in gioco in ogni ambito, come la modalità con la quale si affrontano gli obiettivi imposti dalla società e come si reagisce a vincoli oggettivi e strutture predefinite.
Hobby? Passatempi? Passioni? C’è mai stato qualcosa oltre i doveri che ti ha particolarmente attratto? Gratificato? Coinvolto anima e corpo?
Nulla?
E il lavoro? Hai un lavoro? E nel caso, ti senti realizzato in ciò che fai? Ti soddisfa il compenso? Il ruolo?
Cosa mi dici del rapporto con l’ambiente e i colleghi? Ci vai volentieri o non vedi l’ora di tornare a casa?
No, perché ciò che occupa il tuo tempo per la maggior parte della settimana, che sia la scuola, piuttosto che il lavoro, o quel che fai o non fai a casa, ha un’influenza enorme, direi quasi assoluta, sul tuo stato d’animo e sui tuoi pensieri maggiormente ricorrenti.
In amore come butta?
Ami qualcuno? E soprattutto, i tuoi sentimenti sono corrisposti? Vivi con persone con le quali vai d’accordo? Ti senti stimato, considerato, rispettato?
Ascoltato?
Anche tutto questo ha un peso rilevante sulla tua vita, in ogni istante, spero te ne renda conto.
Come vedi il tuo prossimo futuro?
E quello lontano?
Hai dei sogni? È vitale, sappilo, avere qualcosa di stimolante ed emozionante all’orizzonte, a ogni età.
Insomma, quando arrivi alla fine della giornata e chiudi gli occhi, hai delle ragioni concrete per apprezzare l’idea di aprirli all’indomani?

Scusami per tutte queste domande, sai, ma erano d’obbligo. Lo sono e lo saranno sempre. Sono cruciali per chiunque, ovunque, dall’inizio alla fine dei nostri giorni.
Perché se per almeno una di esse la risposta ti provoca sofferenza o qualsiasi tipo di malessere, ebbene, per favore, evita di concentrare la tua attenzione su migranti, stranieri in generale, Rom, persone di altre etnie, religioni o differenti orientamenti sessuali, in altre parole, creature diverse da te per qualsiasi aspetto.
In caso i dilemmi con soluzioni dolorose siano più di uno, a maggior ragione, ecco. Anzi, a essere onesto, qualora ti salti il classico ticchio di parlare di qualcuno che non sia te stesso, cerca di stare zitto, guardati dentro, e sforzati di stare meglio.
Credimi sulla parola, sarebbe un bene per te e per miliardi di altri esseri umani...


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2 commenti:

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