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Il colpevole è sempre il capitano della nave

Storie e Notizie N. 1947

Secondo un’analisi dettagliata, leggo che dal 2013 la polizia nostrana ha arrestato più di 2500 persone migranti per traffico o favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, il tutto avvalendosi delle leggi antimafia come riferimento per la denuncia.

Ebbene, un rapporto redatto da Arci Porco Rosso, dell'ONG Alarm Phone e dell'organizzazione no profit Borderline Sicilia ha raccolto dati di polizia e analizzato più di 1000 procedimenti penali avviati dai pubblici ministeri contro i rifugiati accusati di guidare navi che trasportavano richiedenti asilo attraverso il Mediterraneo.

All’interno vi sono prove di agenti che offrono documenti di immigrazione e altri incentivi ai migranti per convincerli a testimoniare contro i sospetti conducenti di barche, che in alcuni casi erano richiedenti asilo costretti a mano armata dai trafficanti a navigare sulle barche dei profughi.

Le suddette organizzazioni affermano che le nuove prove nel rapporto confermano che l'Italia ha trascorso decenni a perseguire una politica di criminalizzazione dei richiedenti asilo, sostenendo che i pubblici ministeri hanno riempito le carceri con uomini innocenti usati come capri espiatori.

I trafficanti spesso scelgono un migrante come autista. Questo può essere qualcuno che non ha abbastanza soldi per pagare il viaggio o con esperienza di navigazione. Quando l'imbarcazione entra in acque italiane, le autorità chiedono ai passeggeri di identificare il conducente, che viene poi arrestato e condannato dai 15 anni all’ergastolo, in caso di morte di uno o più passeggeri.

Allora, tu sei Ahmed, okay? Un nome a caso, ma la storia è verosimile, questo è ciò che deve contare per me che scrivo e tu che leggi. Che tutto ciò possa essere accaduto per davvero.

Tu sei Ahmed e sei costretto a fuggire da casa tua, dal paese tuo, dalla tua gente, dalla terra stessa alla quale senti di appartenere ma la realtà è ben altra. La realtà uccide con assoluta freddezza e ciò che senti vale poco quando la lama taglia a fondo o lo sparo letale raggiunge l’organo vitale.

Quindi, caro Ahmed, come molti prima di te ti metti in viaggio e contatti quelli là, coloro da cui devi andare per passare e andare. Ci sono sempre, da una costa all’altra, dal tuo muro a quello altrui, e sono spesso fatti della stessa putrida sostanza. Sono i trafficanti, come si chiamano a entrambe le latitudini, e hanno bisogno di soldi. E tu sei denaro vivente. Hanno bisogno di merce umana da spedire da un inferno all’altro, anche se quest’ultimo ti sembra il paradiso. Pure se il primo lo era per davvero, un tempo lontano, ma è stato tutto un sogno. E tu, insieme agli altri, siete l’equipaggio per riempire la pancia di questa balena di Giona impazzita. Hanno altresì necessità di un capitano e tu, guarda il caso, anzi la più terribile delle sfortune, sai condurre una barca. Lo hai imparato da bambino, l’unica cosa che ti ha insegnato tuo padre, prima di morire sotto i colpi dei fratelli machete, più che coltelli.

Presto detto, promozione sul campo di sabbia intessuto, ma senza cappello d’ordinanza, privo di mostrine e paga adeguata, men che meno stanza nella stiva riservata al più alto in grado e pasti privilegiati da consumare lontano dall’umile ciurma. Solo l’onere del timone e l’onore di guidare la tua nuova famiglia per il tempo che servirà a sopravvivere.

È ciò che speri. È ciò che sperate. È quel massimo che desiderano in tanti al di fuori di questa paginetta.

L’auspicio viene esaudito, ma si realizza nel modo che conosci già, anche se non avevi smesso di confidare in un esito diverso. È la solita realtà, quella di cui sopra, a farsi viva con immane sadismo, giammai superando proverbialmente l’immaginazione, piuttosto prendendosi gioco di quest'ultima schernendola con risate ferine.

Si dà il caso, infatti, che all’arrivo sulla terra promessa a tutti i cittadini vidimati, la polizia ti separa dai tuoi compagni di viaggio, anche se non non hanno di certo un orizzonte sereno ad attenderli, e ti arresta come se fossi un criminale della peggior specie. Non solo sei colpevole in quanto capitano, ma addirittura un assassino, perché uno dei passeggeri non ce l’ha fatta ed è morto in mare. Avete pure pregato a lungo per lui, su tua iniziativa, peraltro, ma questo non conta. Perché una volta messo piede sulla terra agognata l’onere è ancora tutto tuo, ma l’onore, solo adesso, scopri che è stato tutto un'illusione.

C’è l’ergastolo per quelli come te, dichiara l’amministratore della giustizia vigente sul lato colonialista del Mediterraneo. C’è il carcere per il capitano che non è mai stato tale. Perché tu, Ahmed, anche se non ci avresti mai creduto se te l’avessero detto per tutta la tua vita e sino all’istante del tuo desiderato approdo, sei un trafficante di vite e di morti.

Esattamente come quelli che ti hanno ingannato alla partenza. E allo stesso modo di coloro i quali ti hanno arrestato e condannato per il resto dei tuoi giorni.

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