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Nessuno sarà lasciato indietro tranne tutti gli altri

Storie e Notizie N. 1969

Londra, 2021

Caro e fidato amico giornalista.
Fidato, nel senso che ti sei fidato, ecco, e solo il tempo ci dirà se hai fatto bene o meno.
Poi ci dici, ovvero scrivici su Whatsapp, facci un colpo di telefono e prega che qualcuno ti risponda.
Qui è il Foreign, Commonwealth and Development Office, che ti parla.
In breve, FCDO. Ecco, diciamo così, facciamo prima, che di tempo non ce n'è mai quando si fugge via. Noi, il tempo e anche te, se ce la fai. Altrimenti, ritenta e, forse, se sarai meno fiducioso, ancorché più fortunato, non riceverai più questa mia.
Ascolta, prendi questa missiva come uno di quei modelli preformattati che mandano a tutti in maniera perfino automatica per mezzo di una specifica funzione compresa nel pacchetto premium del programma per la posta.
Gentile Fahim – anche se so perfettamente che si tratta di un nome di fantasia – sappi che non è una questione personale se ti trovi in questa situazione.
Le parole dicono tutto in tema di burocrazia e hanno priorità ancor prima del significato stesso. Ma allorché occorra, quest’ultimo ci viene in soccorso e bisogna approfittarne.
Ci viene in soccorso, okay? Sto parlando di noi dell’Office di cui sopra, capisci? No? Quello britannico, mio caro. Gli inglesi, ricordi? Quelli dell’Inghilterra, che sta in Europa, niente di nuovo tranne gli ottusi muri di separazione, più che gradi, creati di recente.
E l’Office sopra citato non è altro che un dicastero del Regno Unito responsabile della promozione degli interessi del Paese all'estero.
Hai letto bene? No? Rileggi, per favore e soffermati sull’ultima parte: promozione degli interessi del Paese all’estero.
Cioè, ovunque ci troviamo, qualsiasi cosa ti possano raccontare i nostri funzionari, qualunque amichevole espressione del volto possa accompagnarne i discorsi, la missione, ciò per cui i nostri contribuenti pagano e una piccola minoranza ci guadagna, è una e una sola: promozione degli interessi del Paese.
E il Paese è il Regno Unito, punto. No, perché magari ti confondi e credi si tratti dell’Afghanistan.
Ora, io capisco alla perfezione il tuo risentimento.

...
No, è una stronzata, non lo capisco. Se lo capissi non starei qui a scriverti questa roba e nel momento richiesto avrei fatto il mio dovere come essere umano, oltre che come persona d’onore.
Quindi, mento spudoratamente quando dico che comprendo la tua delusione e la frustrazione al pensiero che ti avevamo promesso aiuto per fuggire dal Paese, il tuo, non il nostro - prima lo era un po’, ora chi ti conosce.
È altresì una colossale menzogna se aggiungo che siamo consapevoli dell’angoscia e la paura con la quale insieme a tua moglie e ai vostri nove figli vivete da fine agosto, con le valige fatte, il telefono sempre carico all’occorrenza e pronti a partire.
Non è arrivata alcuna chiamata, vero? Lo so, lo fanno, lo fanno. Cioè, lo facciamo. Noi, sempre noi, non è la prima volta e non sarà di certo l’ultima.
Ma tu, come molti prima di te, ti sei fidato, vedi all’inizio, hai domandato quanto cibo avresti dovuto portare per i bambini e hai chiuso la tua casa, sapendo che non avresti potuto più tornarci.
Vedi, caro amico della democrazia che non può essere esportata malgrado qualsiasi promessa degli eroi che giungano da oltre confine, alla fine della guerra come della fiera, siamo stati coerenti con noi stessi.
Nessuno sarà lasciato indietro e così è stato, tranne tutti gli altri.
E per chi tale era prima, nonostante l’effettivo schieramento, nulla è cambiato in meglio.
Anzi, se dài un’occhiata al vicino Iraq scoprirai che non sei solo in questa storia.
Sei uno dei molti che hanno creduto in noi.

Tuo, si fa per dire,

Il Foreign Office

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