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Chi è in guerra contro chi?

Storie e Notizie N. 1992

Allora, senti questa.
Ma forse la sai già!
La sai?
Va be’, te la dico lo stesso, perché riascoltarla non fa male, credo.
Cioè, ridere neppure, ecco…
Be’, è normale, a forza di sentirla e col finale sempre uguale.
Eppure si ripete, mica è colpa mia.
Okay, tanto ho iniziato, faccio prima a concludere.
Ci sono un russo, un ucraino, un americano e un europeo.
Sì, lo so, di solito sono solo tre, e uno di loro è l’italiano, poi c’è il tedesco, il francese, ecc… ma stavolta ci sono quasi tutti, dài, quindi nessuno si sente escluso.
Tranne chi da tale tavola imbandita di barili e bugie lo è per definizione, ma tanto è così per ogni simil banchetto.
Dicevo, ci sono i suddetti, giusto?
Il russo litiga con l’americano e quest’ultimo battibecca con il russo, okay? Da sempre, come una coppia di quelle, capisci? Che si odiano e poi fanno pace, ma poi si dividono e si insultano in strada, ma poi si incontrano di nuovo e tutti a fare foto e a scrivere articoli, a preoccuparsi o rallegrarsi a seconda se ci son fulmini o ciel sereno, ma nel frattempo…
Ecco, nel frattempo nel resto del mondo accade di tutto, di più interessante, perfino bello ma anche infinitamente peggio. Ma è roba fuori campo, fuori fuoco, fuori like, share, audience e così via inglesizzando il marketing narrativo.
In questa storiella, sempre uguale a se stessa, eppure ogni volta differente dalla precedente, tra i nostri duellanti c’è l’europeo.
Ah, l’europeo, che bizzarro, multi facciale e al contempo monocorde individuo. Una sorta di multiplo di Giano a enne fronti a seconda dell’occorrenza: dal severo cipiglio di un tedesco all’ironico sorriso alla britannica, dalla contraddittoria espressione accondiscendente barra contrariata in salsa italica al borbottio alla francese.
Nel mezzo, la sola variabile della barzelletta che non fa ridere, nelle vesti dell’oggetto del contendere, anche qualora tutto sia tranne un mero oggetto, ovvero una cosa inanimata, priva di sentimenti ed emozioni come per esempio un intero popolo.
Come l’ucraino, già.
Ebbene, nella nostra trama, il russo minaccia di aggredire l’ucraino, va bene?
Non è la prima volta e anche questo rende la storia datata, giusto?
L’americano a sua volta minaccia il russo, secondo copione.
Così, mentre l’ucraino si preoccupa davvero, più di ogni altro tra gli attori in campo, di come andrà a finire stavolta, cosa fa l’europeo?
Ebbene, dato che costui per una quantità industriale di ragioni – aggettivo più azzeccato non mi viene in mente – è fedele amico di entrambi si impegna nei soliti estenuanti dibattiti tipo Ent versione Tolkien e si limita alla sola risposta sulla quale si trova d’accordo con se stesso: le spaventose e micidiali sanzioni!
Dal canto suo, se non fosse per il gelo del clima al quale è tradizionalmente abituato, il russo tremerebbe di paura. Credo, forse, mah... diciamo di sì per esigenze di copione.
Nel mentre, nel frattempo, nel medesimo frangente, ecco che la nostra storiella finisce per prefigurare un esito già visto un enorme numero di volte. Anche perché la minaccia del russo ha dato una spinta ai prezzi del petrolio e se ciò dovesse proseguire le aziende dell’americano – dopo la grave crisi subita e la recessione vissuta durante la pandemia - avranno la possibilità di trivellare di più e con maggiori profitti.
Secondo, solo a gennaio - a causa delle minacce del russo all’ucraino - l’americano è diventato il primo fornitore di gas naturale dell’europeo nel medesimo periodo.
Terzo, nello stesso tempo, a causa di questa lite – in modo assolutamente grottesco e paradossale – nelle prossime 24 ore l’americano e l’europeo compreranno dal russo 3,5 milioni di barili di petrolio, al valore di 330 milioni di dollari, tanto per cominciare.
Da cui, il finale che non cambia mai di molto, almeno per il sottoscritto, e che si traduce in una domanda senza risposta: chi è in guerra contro chi?

Vieni ad ascoltarmi sabato 12 marzo 2022 alle 18.00, Libreria Ubik, Monterotondo (RM)

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