Di padre in figlio La storia di Europa e USA

Storie e Notizie N. 2302

La Storia di Europa e USA

C’erano una volta Europa e USA.
Il vecchio mondo e il nuovo, di padre in figlio, già.
Nel mentre, oggigiorno, la Storia si legge dalla fine, ovvero dalla puntata più recente della serie televisiva: I funzionari dell’immigrazione e le forze doganali degli Stati Uniti (ICE) martedì hanno arrestato un bambino del Minnesota di cinque anni mentre tornava a casa da scuola e hanno trasportato lui e suo padre in un centro di detenzione del Texas.
La notizia fa scalpore, in prima istanza. Ovvero, fa rumore. Rumore che si guadagna le prime pagine dei giornali, o giù di lì.
Per qualche istante, o poco più.
Nel mentre, oggigiorno, la Storia andrebbe letta dall’inizio, ovvero dal capitolo primigenio della vita reale, più che di un mero intrattenimento serale.
E senza retrocedere sino al Big Bang, ci vuol poco a elencare le pagine genitrici di questa vicenda, fatta di odio e discriminazione, di massacri e genocidi, di accanimento crudele, sistematico, istituzionalizzato e legalizzato nei confronti di specifiche categorie di esseri umani.
Europa, ovvero coloro che ne fanno parte, quante ne hanno impartite di lezioni al figliolo…
Nel Medioevo e lungo la prima età moderna con le Crociate, i massacri di musulmani, ebrei e cristiani orientali. E poi le persecuzioni degli ebrei in Europa, i Pogrom, le espulsioni e le stragi in Inghilterra, in Francia, Spagna, negli Stati tedeschi e anche in Europa orientale.
Come non citare l’Inquisizione in Spagna, in Portogallo, in Italia e in Francia? Come dimenticare le torture, i roghi, e la repressione di minoranze religiose?
Di seguito, sotto con la caccia alle streghe, con centinaia di migliaia di processi folli e mostruosi, e decine di migliaia di esecuzioni.
E ancora, il Genocidio armeno e la morte di un milione e mezzo di innocenti, le pulizie etniche nei Balcani e le relative guerre con l’uccisione di centinaia di migliaia di civili.
Quindi l’Olocausto, ovviamente, con lo sterminio dei ben noti 6 milioni di ebrei e di altrettanti disgraziati rei di essere diversi e sbagliati, come i Rom, le persone con disabilità, gli omosessuali e altre categorie ancora oggi stigmatizzate.
Cronologicamente a seguire, rammentiamo anche le deportazioni staliniane delle popolazioni baltiche, i polacchi, gli ucraini e tatari, il popolo turco indigeno della Crimea, con quasi tre milioni di decessi.
Un capitolo a parte, invece, lo dobbiamo dedicare ai crimini coloniali da parte di Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e anche la nostra Italia, guarda un po’.
La distruzione di civiltà indigene come gli Aztechi e gli Inca. Un vero genocidio, quello dei nativi, con le malattie e la violenza (Armi, acciaio e malattie, da leggere assolutamente).
Per poi passare, con fatica mi rendo conto, alla tratta atlantica degli schiavi e la deportazione forzata di circa 15 milioni di africani. Ancora oggi non si riesce a quantificare quanti ne siano effettivamente morti lungo tale infernale viaggio verso la schiavitù.
Ma senza tralasciare le violenze coloniali nella terra d’origine, in Africa.
I milioni di morti in Congo con il sangue sulle mani del Belgio. I massacri e le deportazioni in Algeria dei francesi. Il genocidio degli Herero e dei Namaqua da parte dei tedeschi all’inizio del Novecento. Assieme alle violenze, la schiavitù e lo sfruttamento del lavoro forzato imposti dal Regno Unito ai danni delle popolazioni del Kenya e del Sudafrica.
Le repressioni e le carestie indotte in India sempre da parte degli inglesi. E di nuovo massacri e lavoro forzato in Indocina da parte dei francesi, in Indonesia per mano degli olandesi e nelle Filippine per opera degli spagnoli, a ciascuno il suo.
Quali tragiche conseguenze di un odio fattosi carne, ancor più che istituzione, ecco le diaspore forzate e le deportazioni degli africani, e ancora le espulsioni degli ebrei, i trasferimenti forzati di popolazioni ai danni di polacchi, greci, turchi e slavi, le deportazioni sovietiche e le migrazioni forzate post-imperiali.
Potrei andare avanti, lo so. Potremmo approfondire nel dettaglio e non basterebbe un giorno, un mese, un anno, per stilare la biografia del padre. Del vecchio. In pratica, del maestro.
Ma tutto ciò credo che basti per riconoscere la clamorosa logicità nell’apprendimento dell’allievo, il figlio prediletto, gli USA, capace di superare il docente genitore fin dal primo giorno, ovvero ancora prima di farsi Stato, genocidio dopo genocidio, sterminio dopo sterminio.
E poi ci si domanda con indignazione e stupore perché l’Europa si dimostri così passiva dinanzi agli abusi degli USA...

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