Polarizzazione e crisi delle democrazie in Europa: chi ci guadagna?
Storie e Notizie N. 2322
C’erano una volta le coincidenze.
Concedendomi citazioni Pop - ma di fonti che adoro -, quelle a cui il “quarantenne” Dylan Dog non crede mai e che per V di V per Vendetta "sono solo illusioni".
Prendi alcuni eventi altamente significativi che stanno accadendo di recente in Europa e che preludono alle cruciali elezioni di metà mandato negli USA, le quali decideranno le sorti di Trump nei prossimi due anni.
In ordine cronologico, iniziamo con il 6 settembre scorso in Germania, dove l'AfD ha ottenuto circa il 44% dei voti nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, diventando la prima forza politica del Land. Oltre a rappresentare una vittoria storica per il partito è risultato un duro colpo per i conservatori del cancelliere Friedrich Merz. Il che si traduce in una notevole crescita del consenso verso una forza nazionalista di estrema destra e contestuale crisi del consenso verso i partiti tradizionali. E ovviamente in tutto ciò la polarizzazione psicologica e politica ha avuto un ruolo determinante.
Dal 18 settembre in Francia deflagra la protesta dei licei.
Circa 71.500 persone hanno partecipato alle manifestazioni, secondo il ministero dell'Interno, di cui 24.500 a Parigi. Gli studenti protestano contro le condizioni degli istituti scolastici, chiedendo più insegnanti e strutture migliori. In alcune città si sono verificati episodi di violenza, come è ormai tristemente noto. Di conseguenza, il malcontento per i servizi pubblici mette sotto pressione il governo e alimenta lo scontro politico in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. La polarizzazione socio-economica, oltre che politica, ha agito come propellente in modo eccezionale ed estremamente rapido.
Efficiente, aggiungo.
Il 23 settembre in Spagna esplodono le proteste per il diritto alla casa. A Madrid, circa 70.000 persone hanno manifestato per il diritto alla casa, contro il caro-affitti e a favore di maggiori tutele per gli inquilini. Tra le richieste figuravano misure contro i grandi proprietari immobiliari e i fondi d'investimento. La tensione tra il diritto all'abitazione, gli interessi dei proprietari e le politiche del governo non solo ha alimentato la competizione tra sinistra e destra, ma ha portato alle dimissioni del primo ministro Sánchez e alle elezioni anticipate il 29 novembre.
Sulla Spagna va aggiunta la cosiddetta “crisi migratoria” dello scorso luglio, la quale aveva già inferto un duro colpo al governo.
Sia che per la crisi abitativa che per quest’ultima difficile situazione da gestire per qualsiasi amministrazione, la polarizzazione si è dimostrata altrettanto decisiva.
Germania, Francia e Spagna, tre delle più importanti democrazie europee sono in piena crisi nel medesimo tempo in vista di una contingenza elettorale così importante.
Credo sia davvero difficile, sbagliato e magari anche ingenuo ritenerla una coincidenza.
Ma chi ci guadagna da questa polarizzazione – fattore determinante ma non causa principale - del confronto a ogni livello nel cuore del vecchio continente?
Sul fronte interno, ovviamente le forze politiche più radicali ed estreme, a discapito dei partiti tradizionali, nonché movimenti di opposizione alle amministrazioni attuali. Anche se ciò va confermato nei fatti al momento di capitalizzare l’eventuale vantaggio ottenuto.
È sul fronte esterno che mi sento di orientare l’attenzione, come al solito.
Non è una novità che la crisi delle democrazie e le divisioni interne – alimentate dalla sopra citata polarizzazione – favoriscano direttamente e indirettamente la Russia.
È logico che un’Europa meno coesa sulle sanzioni, sulla difesa e sul sostegno all'Ucraina rappresenti un vantaggio per Putin.
La Cina ne esce altrettanto favorita, ottenendo maggiori margini negoziali qualora i Paesi europei, instabili all’interno e nazionalizzati politicamente, agiscano separatamente su commercio, tecnologia e politica industriale.
Nondimeno, i vantaggi maggiormente significativi a mio modesto parere sono per l’amministrazione Trump. Quest’ultimo può trovare interlocutori più vicini alle proprie posizioni su immigrazione, sovranità nazionale, regolamentazione digitale e rapporti con Bruxelles nei partiti nazionalisti europei, esercitare maggiore pressione sui singoli Paesi nelle trattative su commercio e nuove tecnologie, minori vincoli per alcune piattaforme statunitensi, potenzialmente facendo leva sul cambiamento delle norme vigenti, influenzare più facilmente ulteriori acquisti europei di armi e sistemi di produzione USA e ottenere la possibilità di modificare la politica europea verso Mosca secondo gli obiettivi ormai dichiarati dell'amministrazione. Il che rende gli interessi di Putin coincidenti con quelli di Trump, ovvero un binomio potentissimo.
Ma ancor di più di tali soggetti, a beneficiare dei suddetti eventi ci sono le multinazionali. Le industrie della difesa e le imprese tecnologiche industriali per quanto appena detto, ma più di loro il guadagno risulta esponenziale per le piattaforme digitali.
I contenuti politici controversi attirano da tempo attenzione e interazioni, creando opportunità pubblicitarie che garantiscono profitti enormi.
Inoltre, l'indebolimento della coesione europea potrebbe inoltre ripercuotersi sulla capacità dell'UE di far rispettare i vincoli normativi alle grandi aziende di Zuckerberg, Musk e tutti gli altri, che costano loro - o potranno costare loro - cifre stratosferiche, oltre che evidenti limitazioni.
C’erano una volta le coincidenze, quindi.
Che forse in siffatti contesti non sono mai esistite in ogni tempo.
E magari non è neppure un caso che la famigerata polarizzazione, ovvero il carburante decisivo delle crisi in Europa, si diffonda nel mondo proprio grazie a quelle stesse piattaforme che passeranno alla cassa a breve.
Come fanno ormai da sempre da quando sono venute al mondo.
Commenti
Posta un commento
I commenti offensivi e lesivi della dignità altrui verranno immediatamente cestinati.
Inoltre, per favore, evitate di far perdere il mio e il vostro tempo sperando di veder pubblicati messaggi Spam o promozionali.
Grazie!