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Storie di guerra: 11 settembre siamo tutti somali

Storie e Notizie N. 416

La Storia:

Quel giorno un terribile attentato ha avuto luogo negli Stati Uniti, a New York.
Quattro aerei furono dirottati contro bersagli militari e civili e le torri gemelle del World Trade Center, simbolo dell’economia americana, crollarono.
Secondo le drammatiche stime, si parla di circa 3000 morti. Solo nell'attacco alle torri persero la vita 2.752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti (Fonte Wikipedia).
La reazione del mondo fu tempestiva ed unanime e tutti i media si concentrarono giorno e notte sul fatto che per molti aveva cambiato la storia dell’umanità.
I titoli a tutta pagina dei maggiori quotidiani nostrani parlavano da soli:
Attacco all’America, esclamarono La Repubblica e La Stampa.
Migliaia di morti, denunciò Il Giornale.
Attacco all’America e alla civiltà, sottolineò il Corriere della sera.
20 mila morti a Manhattan, azzardò Il Sole 24ore.
L’aggressione, attribuita ad Al Qaeda, provocò conseguenze eccezionali, tra cui la cosiddetta Guerra al terrorismo del governo Bush, la quale comprese l’invasione dell’Afghanistan dello stesso anno e indirettamente quella dell’Iraq del 2003, per spodestare Saddam Hussein, accusato di sostenere il terrorismo islamico.
Potrei indicare quanti civili innocenti, soprattutto donne e bambini, sono stati ingiustamente uccisi durante i due conflitti, ma non è questo il punto della storia…

Tra poco arriveremo all’11 settembre 2011, dieci anni dopo.
Proprio in questi giorni le Nazioni Unite stanno lanciando un messaggio allarmante (perlomeno dal mio punto di vista…): la carestia continua a diffondersi in Somalia e se nelle prossime settimane non arriveranno aiuti a sufficienza 750.000 persone moriranno di fame.
Molti di esse sono bambini, evocati da quelle foto strazianti che ogni tanto ci commuovono in tv.
All’indomani dell’11 settembre più famoso della storia, l’allora direttore del Corriere Ferruccio de Bortoli scriveva: “Siamo tutti americani. Ancora paralizzati e increduli, ci vengono in mente le parole che Kennedy pronunciò nel ' 63, poco prima di essere ucciso, davanti al Muro: io sono berlinese. Allora si pensava che il mondo fosse fragile e insicuro. Non era così. Il Muro, per fortuna, non c' è più e noi ci sentivamo, fino a ieri, più sicuri e cittadini di un mondo migliore. Non era così. Il risveglio è stato bruciante, come quelle fiamme che nelle Torri gemelle di New York (simbolo della potenza economica), o al Pentagono (simbolo della potenza militare), avvolgevano migliaia di vittime inconsapevoli. Ora siamo veramente in guerra. E quel che è peggio, il nemico è invisibile…

Io non dirigo giornali.
Racconto storie e sono qui a gridare con tutta la forza che ho in corpo: Siamo tutti somali.
E siamo ancora in tempo per fare qualcosa e cambiare sul serio la storia…


La Notizia (dal Telegraph): La Carestia si diffonde e in 750.000 rischiano la morte in Somalia.

(Foto copertine da qui)




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