Barilla spot famiglie gay: consiglio per spot tradizionale

Storie e Notizie N. 978

“Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay”, ha dichiarato Guido Barilla, presidente della nota omonima multinazionale. “Per noi il concetto di famiglia è sacrale”, ha aggiunto, “rimane uno dei valori fondamentali dell'azienda. La salute(?), il concetto di famiglia. Non faremo uno spot gay perché la nostra è una famiglia tradizionale.”
E non contento ha chiosato in siffatta maniera: “La famiglia cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica. Nella quale la donna ha un ruolo fondamentale, è il centro culturale di vita strutturale di questa famiglia.”
Caro Guido, si fa per dire, ma perché fermarsi agli omosessuali?
Eh dai, osiamo, coraggio.
Eccoti un suggerimento per il miglior spot tradizionale:

Interno giorno, sala da pranzo.
In primo piano c’è una tavola apparecchiata.
E’ domenica, giorno sacro e tradizionale per eccellenza.
La donna, il centro culturale della vita strutturale della famiglia classica, dopo essersi fatta letteralmente il lato B per cucinare per marito e figliolanza, appare sulla soglia, per richiamare i suddetti.
“La pasta è pronta”, esclama.
Pasta Barilla, inutile dirlo.
Anzi, no. Stop.
Mandiamo indietro di un fotogramma.
Osiamo, Guido, osiamo.
La donna, il centro di cui sopra, non spreca fiato e suona un campanello.
Pochi secondi e il domestico, rigorosamente esotico, giunge trafelato.
“Avverti il signore e i pargoli che la pasta è pronta”, ordina la signora.
Il famiglio si allontana, mentre la donna ritorna sui suoi passi per portare in tavola la pasta.
Pasta Barilla, ovviamente.
Ops, stop.
Eh, ho detto di osare, Guido, no?
Riprendiamo dall’uscita del domestico.
La signora suona due volte il campanello e dalla cucina emerge la domestica, anch’ella inevitabilmente straniera.
Altrimenti, che spot sacrale e tradizionale della famiglia classica è questo?
“Porta la pasta in tavola”, ordina stentorea la signora.
Pochi istanti e i bambini fanno il loro ingresso nel soggiorno.
Tre biondissimi figli, tutti belli, allegri e straordinariamente educati.
Merito dei tranquillanti, ma questo però non lo diciamo.
E il babbo?
Il signore si fa attendere.
“Dov’è mio marito?” chiede la signora al domestico.
“La badante cinese gli sta facendo un massaggio”, risponde quest’ultimo.
No, perché è tradizione, Guido.
Il signore ha le sue esigenze e, tra l’altro, se la donna fa il centro culturale della vita strutturale della famiglia classica, le corna chi le mette?
Corna, poi, chi ha parlato di tradimento? Ho detto massaggio, lasciamo sottintendere, agli spettatori le insinuazioni.
E’ il vantaggio della classica famiglia tradizionale e sacrale: è tutto perfetto quello che si vede. Il resto sono calunnie e, come dice il detto, se il tappeto è grande hai voglia a metterci polvere sotto.
E il nostro tappeto tradizionale è immenso, vero?
Alla fine arriva pure il signore, con un’espressione rilassata e un sorriso da smargiasso disegnato sulle labbra.
Sono i privilegi di chi non è il centro culturale della vita strutturale della famiglia tradizionale barra sacrale.
“Servi la pasta”, ordina la signora alla domestica.
Pasta Barilla, è chiaro.
E buon appetito.
“Quando anche la loro dispensa sarà vuota e gli rimarrà solo la classica famiglia sacrale e tradizionale avranno un’unica chance per sopravvivere”, mormora il domestico alla domestica.
“Mangiarsi tra di loro”, risponde quest’ultima.
Guido, come lo vedi questo finale pulp?
E non ci ho messo i gay, contento?

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