Storie di immigrati bambini: il rapitore di futuri

Storie e Notizie N. 1281

Germania, l’uomo che aveva rapito Mohamed, il bambino bosniaco richiedente asilo di 4 anni, ha confessato di averlo ucciso e di aver assassinato anche Elias, un ragazzino di 6 anni, scomparso a luglio nella città tedesca di Potsdam.

Il mio nome è Mohamed e ho quattro anni.
Questo è il mio futuro. L’alba che verrà, malgrado tutto. E il tramonto che la seguirà, a dispetto del niente.

Ricorda molto il mio passato.
Lì dove tutto è ancora possibile.
Disegnare la via che conduca in cima.
Poco importa il nome della vetta.
Non conta quale frammento di mondo sovrasti.
Ciò che vale davvero è che una volta in piedi, con la bandierina sventolante in mano a prender fiato e soddisfazione, non sarò solo.
I giorni alle spalle sono pochi, se li guardi da lassù.
Tutt’altro che scintillanti di gaudio e levità.
Ma era un inizio.
Da qualche parte si deve pur cominciare.
Partire.
Non conta affatto la scenografia allo sparo dello starter.
Poco importa se tu sia certo di non aver alcuna chance di arrivare primo.
Ciò che vale il prezzo del biglietto è un mistero all’orizzonte.
Vuoi mettere?

Mi chiamo Mohamed e ho quattro anni.
Questo era il mio passato.
Mi rammenta assai il mio presente.
Poiché malgrado molto sia divenuto impossibile, il segreto dei segreti è ancora intatto: molto non è tutto.
Possiamo ancora farcela, il campionato degli ultimi non è ancora terminato.
Hai visto mai che la fortuna si metta di traverso alla normalità?
Allora, coraggio, tutti a bordo di speranza.
Soffia quelle vele, ottimismo.
E spingi oltre gli scogli i nostri sogni, mar degli incoscienti.
Hai visto mai che la cattiva sorte affondi in luogo delle solite vittime?

Io sono Mohamed e avevo quattro anni.
Eccolo il mio futuro.
Rapito.
Divorato.
E rigettato sulle inutili pagine nobili.
Non voltatevi, vi prego.
Sostate per un attimo e riflettete prima di dire.
E fare.
Perché quel che resta dei giorni a me rubati.
E’ diventato il vostro, di futuro.
Passato.
E più che mai presente

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