Genova nave contro torre di controllo: storia di un paese

Storie e Notizie N. 921

C’era una volta un paese.

Il paese era bagnato dal mare.
E per questa ragione il paese aveva le navi.
Fin qui niente di bizzarro.
Di insolito.
Sbagliato.
Tuttavia, questa è la storia di un particolare tipo di paese.
Un paese sì, bagnato dal mare, a sua volta attraversato da navi.
E per questo motivo il paese aveva torri di controllo.
Anche qui, nulla di strano.
Di straordinario.
Paradossale.
Ma vi ho premesso che trattasi di particolare tipo di paese.
Un paese in larga parte bagnato dal mare.
Un mare solcato da navi, guidate e protette da torri di controllo.
Nessun accenno di anomalia.
Di eccentricità.
Stravaganza.
A meno che non aggiunga che in questo paese, in mezzo al mare, pieno di navi e torri di controllo, capita il colmo.
Poiché non si può negare che laddove in un paese, circondato dal mare, una nave si abbatta contro la propria torre di controllo, in quel paese ci sia qualcosa che non va.
Perché se la nave distrugge la torre che la guida e la protegge è una metafora troppo eloquente per essere minimizzata e tralasciata con il pretesto di un malaugurato incidente.
Concorderete che non ci si può permettere il lusso di minimizzare e tralasciare, allorché le conseguenze siano morti e feriti.
Anche se si tratta di gente comune, lavoratori trascurabili, vite sacrificabili negli ingranaggi di un paese, figuriamoci se degni di un minuto di silenzio allo stadio.
Per quello ci vuole come minimo un processo per mafia.
Prescritto o meno, non conta.
E’ la storia di un paese.
Un paese bagnato dal mare.
E per questo ricco di navi.
Ma anche di un’infinità di colpevolmente ignorate contraddizioni.
Perché quando in un paese una nave colpisce la torre di controllo, vuol dire che quel paese non si fida più di chi dovrebbe guidarlo e proteggerlo.
 



Altre da leggere: