18.10.18

Mamma

La badante era angosciata e perplessa.
Vi era un che di errato, in tutto quello, questo le mormorava la sua voce più lucida.
Tuttavia, è risaputo. Per tanti, troppi, su questa terra, la ragione è una valigia troppo scomoda da portarsi dietro.
Il bambino continuava a mostrarle l’ampio sorriso, mentre gattonava nella cameretta, sebbene il termine non le paresse adatto, come molti della lingua che era stata costretta a far propria per sopravvivere al passato quanto al presente.
Paolo, il bimbo di circa dieci mesi, insieme al quale condivideva quasi tutte le ore del giorno, non le sembrava proprio un gatto, mentre ispezionava a suo modo la stanza.
Le sue movenze non possedevano la grazia e l’agilità dei felini. Non le riteneva neppure altezzose e diffidenti, tratto tipico dell'animale in questione.
Il bambino che le garantiva il quotidiano pasto, in una completa e reciproca donazione, era piacevolmente disarmonico nei movimenti, ma perché spinto da un quanto mai vitale interesse per le zone inesplorate oltre il confine che lo separava dall’infinito…

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