giovedì 5 marzo 2020

Un bambino è morto

Storie e Notizie N. 1683

Sottotitolo: l'essenziale tra caos e frastuono


Un bambino è morto.
Lo scorso lunedì un barcone con a bordo circa 48 esseri umani, di norma definiti migranti, si è capovolto mentre cercava di raggiungere l’isola greca di Lesbo e il piccolino è annegato.
La Grecia accusa la Turchia e la Turchia accusa la Grecia.
Un bambino è morto…
I vertici dell’Unione hanno incontrato il premier greco Mitsotakis alla frontiera con la Turchia. Tra le misure previste da Bruxelles anche il rafforzamento del dispositivo Frontex.
Ma un bambino è morto...
Chi cerca di mettere alla prova l’unità dell’Europa resterà deluso. Manterremo la linea e la nostra unità prevarrà.
Nel frattempo, un bambino è morto…
Siamo qui in circostanze straordinarie, per ringraziare e dare un messaggio di solidarietà e supporto alla Grecia.
Ehi, un bambino è morto…
Esprimiamo anche compassione per i migranti che sono stati attratti con false speranze in questa situazione.
Sì, difatti uno di loro, un bambino, è morto…
È tempo per un’azione concertata e per il sangue freddo.
Sangue freddo?! Un bambino è morto…
La Turchia non è un nemico e le persone non sono mezzi per raggiungere un obiettivo.
Un bambino, dico, un bambino è morto…
Grazie alla Grecia per essere il nostro scudo.

Mi sentite? Un bambino è morto…
C’è la necessità di mettere in campo un meccanismo europeo di redistribuzione dei profughi.
E un bambino è morto…
La protezione dei confini europei è essenziale.
Un bambino è morto!
Le autorità greche hanno un compito molto difficile. Vorrei ringraziare la guardia costiera e guardia di frontiera, i civili, al polizia e Frontex per gli sforzi instancabili.
Un bambino è morto!!
Una situazione che è responsabilità in toto dell’Europa, la gestiremo in modo ordinato, con unità e determinazione.
Un bambino è morto!!!
Quanto accaduto qui nei giorni scorsi è dolorosamente ovvio a tutti.
Non è ovvio che muoia un bambino…
La nostra priorità è essere sicuri che sia mantenuto l’ordine al confine esterno greco che è anche il confine europeo.
La nostra priorità non dovrebbe essere la vita dei bambini?
Mobilitare tutto il necessario per dare sostegno operativo alle autorità greche.
E il sostegno alla famiglia del bambino?
Intanto, continua il rimpallo tra Grecia e Turchia. Ankara non li ferma, Atene li respinge e li arresta. I turchi accusano i greci di aver ucciso un migrante siriano. I greci accusano i turchi di minacciare consapevolmente la sicurezza nazionale di Atene e condannano a quattro anni di carcere chiunque entri illegalmente nel Paese.
Eppure, lunedì scorso un bambino, che non è il primo - fa male scriverlo, ma è molto probabile che non sarà l’ultimo - è morto affogato prima di raggiungere l’Europa.
Malgrado tutto, malgrado lo attendessero, tra gli altri, neo fascisti, neo nazisti o semplicemente sovranisti, razzisti dal volto umano e intolleranti in versione digitale, difensori del suolo iniquamente patrio e baluardi di confini inventati, e altri mostri.

Malgrado perfino il Coronavirus e ogni malattia che ammorbi, più meno inconsapevolmente, gli abitanti del vecchio continente.
Almeno qui, nel prezioso silenzio di una piccola pagina, riflettiamo ancora una volta sulla vita che abbiamo ereditato senza sforzi, malgrado tutto questo.
Perché per i molti, oltre mari e montagne, vale comunque la pena del viaggio, perfino il rischio di morire o veder morire.
Un bambino...


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