giovedì 14 maggio 2020

La salute è ricchezza

La salute è un diritto, la salute è tutto, la salute è la cosa più importante della vita, la salute è un bene prezioso, la salute è la prima cosa.
La salute è ricchezza...



Storie e Notizie N. 1874

C’era una volta la salute.
C’era e, per buona sorte di chi può goderne, c’è ancora.
Per tutti gli altri, forse potrà esserci in futuro, ma non per sempre e anche su questo dovremmo soffermarci ogni tanto a riflettere.
A dire il vero, sarebbe opportuno tenere a mente ogni giorno ciò che ci accomuna tutti, che riguarda ciascun individuo a prescindere da qualsiasi cosa. Tra i vari benefici di tale virtuosa pratica, se non altro, non perderemmo il tempo e il senno a dividerci, invece che incontrarci.
Ecco, la salute è così, esattamente come l’attuale virus che la sta aggredendo nel mondo. È una questione globale, nella quale tutti siamo connessi.
In ultima analisi, funziona un po’ come la felicità; sta lì, lassù, lasciandosi ammirare, e noi altri con le dita protese augurandoci non solo di afferrarla, ma soprattutto di tenerla stretta nella mano e in ogni atomo del nostro vulnerabile corpo.
Nondimeno, come la maggior parte degli umani doni, ne comprendiamo appieno l’importanza soltanto qualora venga messa rischio. Eppure le

parole per dirlo, ovvero dirla, sono là, a portata di tutti.
Wikipedia la definisce una condizione di efficienza del proprio organismo corporeo che viene vissuta individualmente, a seconda dell'età, come uno stato di relativo benessere fisico e psichico caratterizzato dall'assenza di gravi patologie invalidanti.
La Treccani la chiama salvezza, intesa come stato di benessere, di tranquillità, d’integrità, individuale o collettiva, ma anche stato di benessere fisico e di armonico equilibrio psichico dell’organismo umano, in quanto esente da malattie, da imperfezioni e disturbi organici o funzionali.
Qualora le ufficiali accezioni non bastino, ecco che ci vengono in aiuto i proverbi, da chi è sano non sa quanto sia ricco a chi è sano è più d'un sultano, da chi ha la salute è ricco e non lo sa a la salute è il più prezioso di tutti i tesori ed è il meno custodito, da la salute è molto cara e chi può la ripara a la salute è moneta sonante, da la salute non c'è denaro che la paghi a la salute non si paga con valute.
Difatti, più che mai in questo tragico frangente che tutto il mondo sta vivendo, ci viene ricordato che la salute è ricchezza. Lo è per antonomasia. E come per il denaro, i beni immobili, le azioni in borsa, oro, diamanti, barili di petrolio e ogni altra unità di misura della prosperità umana, anch’essa ha origini e utilità variegate e controverse.
È il ricavo guadagnato onestamente tramite un impegno quotidiano e consapevole nella cura di se stessi e dei propri cari; prestando puntuale attenzione al nutrimento del corpo quanto quello della mente, sia all’igiene fisica che a quella spirituale.
Ma è anche il frutto ereditato per mera casualità di nascita o semplice parentela; quale merce di scambio più o meno lecito; regalo indiretto di un ambiente privilegiato a cui magari non si è contribuito in alcun modo; tutt’altro, il più delle volte.
Altrettanto similmente alla più soddisfatta delle leggi monetarie – i soldi vanno sempre dove sono i soldi – la salute migliora dove c’è salute; e al contempo peggiora tragicamente dove è già precaria di suo. Ovviamente, a meno di un’azione rara ma ancora efficace che pare si chiami solidarietà.
Analogamente ai quattrini, con la salute si compra altra salute; talvolta la si acquista pagando con quella altrui ed è tra i peggiori degli umani crimini, ma estremamente difficili da punire, come ogni misfatto le cui prove si celino nello specchio in cui ci rimiriamo al mattino.
Alcuni la ripongono in ideali istituti finanziari, fatti apposta per far fruttare al meglio l’agiatezza di un respiro equilibrato, l’armonia di una pressione sanguigna moderata e la cordialità di un battito cardiaco giustamente rilassato. È solo un’illusione, naturalmente, con l’unico scopo di convincerci che non ci succederà mai nulla di male; a meno di una pandemia, è chiaro.
La salute è l’obolo con cui paghiamo, o meno, l’accesso ai luoghi deputati al nostro servizio e a quelli della collettività. È sempre stato così, ancor prima della contingente trafila della misurazione delle temperature all’ingresso.
È sempre stata questa la vita della maggior parte dell’umanità e anche di noi altri, di spalle agli imprevisti, voltati dall’altra parte, basta che non bruci; perennemente concentrati sull’immagine preferita caricata sul desktop o sull’App più simpatica del cellulare.
Tra le altre cose, tutte sottovalutate, la salute è donna, la quale ne è essenza fondamentale e garanzia di sopravvivenza.

È altresì il cuore dell’infanzia di ciascuno di noi, ma tu leggi pure come il più fragile quanto incompreso dei nostri comuni tesori.
La salute è la sola ricchezza.
Ricordiamocelo, per favore, quando ricominceremo a darla per scontata...


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