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Lettera dallo stato minore

Storie e Notizie N. 2000

Tutte le attività addestrative, anche quelle dei minori livelli ordinativi, dovranno essere orientate al warfighting”, sottolinea nella sua allarmante missiva lo Stato Maggiore dell’Esercito nostrano.
D’altra parte, non può far altro chi ha scelto la divisa e un’arma per fronteggiare i conflitti.
Ebbene, da fiero obiettore di coscienza in tempi non sospetti - quando la leva era obbligatoria e mentre facevi il servizio civile, per esempio un anno intero in una comunità di recupero per adulti ex tossicodipendenti, ti sentivi addirittura dire alle spalle che l’avevi fatto per sfangare il viril faticoso servizio militare – mi sento di pubblicare in questo mio duemillesimo post una contro lettera per coerenza aperta, scritta parafrasando pacificamente, più che liberamente, l’originale versione bellica:

A seguito dei noti eventi in argomento e dell’inquietante comunicato in oggetto, mi sento di suggerire con effetto immediato, tutte le azioni di appartenenza nei settori di seguito specificati:
a. Persone:
(1) Porre particolare attenzione a non sottovalutare le manifestazioni di “individualismo” ed “egocentrismoprecoce, in quanto su un pianeta caratterizzato quotidianamente dall’intensificarsi di tensioni di ogni tipo, deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità empatiche, innate quasi in ogni essere umano, possano essere incoraggiate.
(2) Coloro che erano impegnati per la pace e la quieta convivenza ben prima che le sirene risuonassero nelle orecchie come negli incubi dei più devono essere considerati ispirazione e guida per tutti ogni santo giorno. Perché chi combatte le guerre lo fa a stagioni alterne, mentre chi si sbatte per fermarle davvero o evitare che scoppino è in prima linea ogni secondo della propria vita.
(3) Tutti gli individui di buona volontà devono essere supportati al 100% da altrettante persone pronte a mettere da parte gli interessi personalisenza vincoli di sogno e speranza, anche ricorrendo al ripasso della Storia che insegna, giammai quella che vince e conquista. Tale linea di condivisione rappresenta una priorità.
b. Educazione:
(1) Tutte le attività educative per persone di ogni ordine, grado ed età, anche al riparo della stessa sala professori, dovranno essere orientate alla costruzione della pace. In merito, viene bandita per sempre una volta per tutte l’eventualità che forze armate o simili entrino nelle scuole per sottoporre gli alunni a deliranti esercitazioni e corsi di deformazione.
(2) Ciascuna classe, comunità, gruppo, famiglia, ecc., deve essere accompagnato a operare sia nel ruolo di mediazione dei conflitti che in quello di supporto nei confronti di chi subisca maggiormente questi ultimi.
(3) Si rende necessario valutare la possibilità di affidarsi all’aiuto e la condivisione di chi, come sopra detto, dedica ogni momento della propria vita alla costruzione della pace, ovunque e con chiunque, a prescindere da dove sia Nato.
c. Impegno:
(1) Occorre che ci sia maggiore omogeneità tra coloro che aspirino a realizzare una società votata alla pace, evitando per quanto possibile le divisioni per colpa di mere questioni semantiche o stantie diatribe ideologiche, vedere il dilemma armi o sanzioni. Perché senza pace tra noi, nessuna pace da noi. Tale principio deve sempre ispirare la pianificazione di ogni iniziativa di ciascuna comunità.
(2) Qualsiasi iniziativa di pace sul territorio nazionale non ha alcun bisogno di essere indirizzata e avallata da alcun livello centrale.
(3) Chiunque eserciti quotidianamente una professione votata alla cura del prossimo rappresenta una risorsa essenziale. Perché sa meglio di tutti cosa voglia dire prendersi carico della sofferenza dell’altro e donare sollievo.
(4) Devono porsi in essere le attività necessarie ad accelerare ogni azione che in qualche modo possa rendere le persone maggiormente consapevoli di quanto possano fare anche con poco per il bene di chi la guerra la vive ogni secondo, anche e soprattutto quando le bombe televisive lasceranno di nuovo il posto a tronisti e veline.
d. Sistemi di disarmo:
Provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti gli strumenti capaci di disinnescare le armi tradizionali e più che mai quelle istituzionali e legalizzate, come tutte le parole che istillano odio e discriminazioni, ovunque vengano scritte o pronunciate.


So di essere un ormai spacciato malato cronico di una forma incurabile di utopia, ma sono ancora oggi convinto che l’unico modo per evitare che scoppi la guerra domani è lottare per la pace, incessantemente, ogni giorno che lo precede.


Vieni ad ascoltarmi sabato 9 aprile 2022 alle 17.00, Libreria Lilli, Roma

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