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Le parole dei politici

Storie e Notizie N. 2060

Il seguente discorso è stato costruito dal sottoscritto unendo e mescolando tra loro i principali slogan dei maggiori partiti che in questi giorni, da destra a sinistra passando per il centro, stanno cercando di convincere gli elettori a mettere il 25 settembre prossimo una crocetta sul loro simbolo.
Come se fossero, a dispetto del titolo, le parole di un solo candidato, paradossalmente e inaspettatamente coerenti tra loro:


Il mio partito ed io siamo Pronti a risollevare l’Italia.
Siamo ovviamente Con l’Europa, ma Dalla parte giusta.
Vi chiedo quindi di fare Una scelta di campo e scegliere noi, che abbiamo a cuore L’Italia sul serio. Un'Italia dove ci saranno Meno tasse per chi lavora e quindi Meno tasse e più lavoro, quindi Creiamo lavoro, non odio.
Nel nostro programma ai primi posti vi sono le Energie rinnovabili, quindi Indipendenza energetica e nucleare sicuro.
Libera forte e coraggiosa è l’Italia che vogliamo, perciò Scegli. Scegli me, che Credo nell’Italia pulita che coniuga crescita e ambiente.
Solo così Roma sarà una città più pulita e anche Milano riparte: Stop a tecnologie obsolete per i rifiuti, Dalla parte dell’ambiente.
Per tale ragione, Basta giochi di palazzo, Facciamo pulizia, perché La nostra priorità è la pace, ma la Pace fiscale e flat tax al 15%.
Credo negli Italiani, Sì all’Italia dei sì, Per l’Italia, Difendi l’Italia insieme a noi.
Se non l’avevi capito, ci piace tanto la parola Italia.
Nel frattempo La crisi divora famiglie e imprese, quindi occorre intervento efficace e immediato, Dalla parte delle persone.
Per questo io Credo che nessun italiano verrà lasciato indietro con Affitti più bassi per i giovani, e Iva zero su pane, pasta, riso, latte, frutta e verdura.
Così L’Italia cambia l’Europa e si va In Europa per cambiare tutto.
Noi siamo Pronti a gestire seriamente gli aiuti di Stato per Indipendenza, libertà a crescita e Diritti.
Ma Dove eravamo rimasti?
Ah, votaci, perché La politica non è rumore

Sembra l’ennesimo monologo preelettorale di uno dei tanti aspiranti amministratori della cosa pubblica, buono per ogni stagione, non credi? Invece è solo una macedonia delle frasi con cui i nostri partiti tentano di guadagnare consensi. Partiti che in accordo ai principi in cui affermano di credere dovrebbero essere alternativi, perlomeno nei contenuti, a cominciare dalle parole.
Tuttavia, con questo giochino non intendo affatto esortare chi legge a non andare a votare, ma neppure il contrario.
Ciascuno deve sentirsi libero di fare ciò che vuole, a riguardo.
Vorrei solo invitarvi a riflettere che alla fine della fiera, da che mondo è propaganda, più che mondo stesso, ciò che deve convincerci a scegliere un rappresentante delle nostre istanze rispetto a un altro non può essere quello che dice, urla o fa scrivere su un cartellone.
Studiate con attenzione chi è oggi e, soprattutto, chi era prima.
Verificate quali azioni ha effettivamente compiuto nel tempo.
Osservate qual è la sua storia, quella vera, non quella che si scrive da solo.
E se proprio si ha il tempo di ascoltarne le parole, è d’uopo verificare quanto esse si distanzino dalla realtà che lo riguarda.
Altrimenti, è come votare il fumo, mentre la casa brucia...

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