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Molto probabilmente

Storie e Notizie N. 2054

Molto probabilmente, sì.
Ovvero, è molto probabile che abbiamo ucciso Shireen Abu Akleh, ha dichiarato in tempi ormai parossistici, più che sospetti, l’esercito israeliano.
Oramai è tutta una questione di mera statistica, quindi, di torte e percentuali, di previsioni scontate e sondaggi sotto forma di sentenze, di speranze svilite, umiliate e derise prima e dopo, e di una popolazione di esiliati dal grafico che conta che aumenta ogni giorno di più.
Indi per cui, apri i giornali, navighi, corri, fuggi e ti rifugi in rete, anzi, fuori da essa, ascolti i discorsi di amici, colleghi e conoscenti, e tutto sembra già deciso senza che tu possa farci nulla. Perché la probabilità è alta ed è il modo moderno e cortese per prenderti per i fondelli, non contenti del danno arrecato.
In ordine sparso, molto probabilmente alle prossime elezioni nostrane vincerà la destra, che si trova ulteriormente a destra di quella di un tempo, eppure si prende gioco di te e di chi la vota colorandosi di placido centro e vestendosi di cristiana moderazione.
È altrettanto probabile che tale oscuro schieramento - in ogni senso immaginabile e sono tutti incubi – non avrà vita lunga. Giacché se nonostante la muta del momento ficchi un mucchio di serpi di differenti famiglie in un sacco e lo chiudi, cosa credi che vi troverai all'indomani una volta sciolti i nodi?
Certo, identicamente è piuttosto probabile che ci troveremo di nuovo con l’ennesimo governo tecnico pilotato da Bruxelles, condizionato dagli USA e ricattato dalla Russia, ma i mercati e le banche ne guadagneranno, le stradestre torneranno a racimolare odio e ignoranza per fare il botto di nuovo nelle urne e la sinistra che non è la sinistra troverà ancora una volta il modo per rientrare a palazzo. E la sinistra sotto o appena sopra il 3% che tale dovrebbe essere?
Be’, credo sia molto probabile che tale domanda resterà ancora senza risposta.
Al contempo, è infinitamente probabile che qualunque maggioranza avremo nei  mesi venturi, vedremo andare in scena sulla pubblica piazza nazional popolare le medesime stantie ricorrenze e le abituali sceneggiate senza finale, come le serie tv di oggi.
Di conseguenza, con indiscutibile probabilità, anche se non ci siamo qualificati, l’italiano medio tra novembre e dicembre scombinerà il proprio calendario per seguire i mondiali di calcio, con incremento esponenziale di trasmissioni pallonare rigonfie di chiacchiere interminabili sulle imprese dei calciatori di ogni dove.
Senza alcuna soluzione di continuità, ma con assoluta probabilità, dopo i festeggiamenti natalizi e di fine anno, non si perderà una serata del Festival di Sanremo, dove gli artisti anziani sono sempre più vecchi, le giovani promesse sono sempre meno tali, ma poi ci sono i vestiti delle vallette, con gli spacchi telefonati, e i comici che fanno paura solo a se stessi e se la ridono da soli, vuoi mettere?
Poi c’è la Formula Uno con la Ferrari che non vince da una vita, ma chi si perde una partenza? Hai visto mai che si sfragnano in diretta. C’è la nuova stagione di quella serie che erano morti tutti, ma sono ancora vivi perché era solo un sogno, colpa delle droghe, degli alieni, della fata madrina, scegli tu, e sotto a farsi di episodi uno dopo l’altro. E poi arriverà comunque l’ennesimo nuovo film della Marvel, dove non sanno più chi far diventare un supereroe, ma chissà se una volta per tutte scelgono davvero una persona normale, una creatura realmente emarginata dalle copertine contraffatte, più che patinate.
Al netto di ciò, il resto è tutto molto probabile, non pensi anche tu?
E immagina se le destre a destra di se stesse saranno ancora al timone di questo nostro confuso stivale, cosa credi che succederà l’8 marzo e soprattutto il 25 aprile? E il 2 giugno?
È più che probabile che sulla pelle delle donne, tutte, e sui capitoli migliori della nostra comune Storia, chi non sa fare altro continuerà a urlare scempiaggini e a farci vergognare di appartenere alla stessa specie, più che Paese.
Ecco, vedi, potrei andare avanti e aumentare ulteriormente tale desolante lista di elevate probabilità, ma non posso che restare ossessionato dall’immagine di quella popolazione di cui ho scritto poco dopo l’incipit, quella formata dagli esclusi dalla suddetta torta, la quale aumenta di numero secondo dopo secondo, tra chi non si sente rappresentato neppure dalle storie inventate, figuriamoci quelle reali, e chi ha perso del tutto la fiducia nel prossimo.
Eppure, da tempo, tutto ciò mi suscita un assordante quanto paradossale dubbio: ma non è che siamo noi la maggioranza e non ce ne siamo accorti?
Perché la cosa più probabile che mi sento di aggiungere per chiudere questa mia è che coloro che alle prossime tornate elettorali se ne staranno a casa saranno ancora il primo partito, altro che fratelli, sorelle e figli di Dio, patria e famiglia…

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