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Liberate Sadia

Storie e Notizie N. 2310 C’era una volta una cella . Una cella africana . Anzi, no: italiana . Di nome e di fatto, ovvero fattura, costruita durante l’epopea colonialista nostrana nel Corno d’Africa prima di diventare “neo”, “post” o come altro si possa definire quel che accade oggi. Oggi, già. L’era dei piani che non passano mai di moda, dei progetti  e delle programmazioni raccontate con le parole del marketing moderno. La narrazione dello stesso nemico di un tempo, ovvero l’uomo che si sente in diritto di occupare e sfruttare . Uomo … Diciamo pure donna, per essere attuali, a meno che non si intenda la specie, ecco. Perché questa, signore e signori, è anche una storia di donne. Diverse sotto ogni punto di vista, ma non per quello che superficialmente si ritenga più evidente. Una si chiama Sadia Moalim Ali , vive in Somalia, ha 27 anni e di recente  è stata spogliata nuda da due guardie, due uomini, in una stanza video sorvegliata. È stata presa a calci, picchiata con un m...

Neocolonialismo del Piano Mattei per l’Africa

Storie e Notizie N. 2217 Guarda e ascolta il video podcast su Youtube Ascolta il podcast su Spotify , Apple , Audible , Youtube Music Mettiamo che tu sia africano, okay? O anche solo di origini, dai, così condividiamo una tra le più essenziali premesse di questa mia. Immaginiamo che tu non sia un fesso. Non dico un genio, ma neppure l’opposto. Figuriamoci poi che tu sia minimamente consapevole di ciò che è stato il colonialismo italiano nella versione primigenia e in quelle successive. Aggiungiamoci magari che tu abbia trovato il tempo di documentarti - anche su questo, diciamo il giusto - su ciò che la Storia scritta dai vincitori, presunti tali o che semplicemente l’hanno fatta franca, ha regolarmente omesso fino a ora. Siamo all’inizio del 2024 e mettiamo che tu viva in Africa, oppure in quella stessa nazione tra le colpevoli ancora oggi impunite di quel vero e proprio crimine contro l’umanità che è stato il colonialismo. E mettiamoci anche che, tu guarda il destino quanto sa es...

Lettera a un africano del passato

Storie e Notizie N. 2144 Caro antenato, che potresti essere anche tu, papà, ma nel tuo caso ci ho scritto un libro apposta, mentre qui vorrei ampliare il discorso, ecco. Sia nel tempo che nello spazio. Tuttavia, se nella mia vicenda personale i crimini impuniti del colonialismo hanno inizio e luogo soprattutto nel Corno d’Africa, e riguardano il paese in cui sono nato e dove con ogni probabilità concluderò il mio viaggio, restando comunque nel medesimo continente la platea degli imputati risulta significativamente più vasta. È a proposito degli aspetti significativi della Storia e della memoria che ci uniscono e al contempo dividono, che vorrei inviare questa mia a te, che mi sei in un certo senso avo e in qualche modo vicino dal lato paterno, se non nell’accezione ben più nobile e universale che attiene alla mera umanità. Caro africano di allora, che vedesti giungere da oltremare in particolare gli emissari di tre popolazioni, in straordinaria misura non casualmente: inglesi, francesi...

Musei coloniali al chiuso e all’aperto

Storie e Notizie N. 2100 Ci sono musei e musei , puoi dirlo per ogni cosa, la premessa è facile ma non lo sono altrettanto le conseguenze. Altrimenti, sarebbe tutto diverso. Altrimenti, vivremmo noi per primi in un paese diverso. Tuttavia, per amor di semplicità, potremmo affermare che i musei sono di due soli tipi, a uso e consumo di questa breve storiella. Per primi vi sono quelli al chiuso , banalmente. E tra essi, nel ramo coloniale – ovvero anti – cito tra tutti la mostra From Local to Global in questi giorni allestita presso la Galleria d’Arte di Scarborough , nella medesima cittadina inglese dello Yorkshire del Nord. Nella presentazione dell’evento sul sito ufficiale della galleria c’è una fondamentale nota , la quale avverte i visitatori di essere consapevoli che la mostra presenta una collezione di oggetti che contengono immagini e descrizioni dello sfruttamento razziale . Nel resto del messaggio gli organizzatori spiegano che hanno preso questa decisione per aiutare il pubb...

Nato da un crimine contro l'umanità

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Alla fine del XIX secolo ha avuto inizio un vero e proprio crimine contro l’umanità che si è protratto nel tempo in varie forme. Si chiama colonialismo nel Corno d’Africa e ci riguarda come cittadini di un Paese che ancora oggi dimostra di avere un problema con la memoria. L’autore ne discorre con suo padre in un dialogo immaginario, a passeggio lungo le strade e le piazze di Roma che portano i nomi dei colonialisti italici mai condannati per crimini contro l’umanità, e così ripercorre i fatti che hanno portato il nostro Paese ad aggredire l’Eritrea e l’Etiopia. Attraverso il racconto di una storia, personale e con la s minuscola, il libro fa luce sulla Storia, quella con la S maiuscola, che non viene mai scritta dai colonizzati o dai loro discendenti. Nato da un crimine contro l'umanità . Dialogo con mio padre sulle conseguenze del colonialismo italiano   di Alessandro Ghebreigziabiher (Tab Edizioni) Con la prefazione di Salvatore Palidda Altre informazioni : https://www.tabedizio...

La Marcia su Roma e altre marce

Storie e Notizie N. 2076 C’era una volta la Marcia su Roma cento anni fa. E c’erano una volta tutte le altre marce , a proseguir la prima con coerenza o delirante inerzia, tanto non vi è alcuna differenza. Non vi era per chi allora calpestava il sentiero, oltre che la libertà e i diritti altrui. Ma altrettanto se ne rileva la mancanza in coloro i quali oggi peccano di impunita sfacciataggine, più che di memoria. Di conseguenza, all’indomani del macabro centenario, sono qui ad accludere nel ricordo della sciagurata ricorrenza gli ulteriori cammini intrapresi addirittura in anticipo rispetto all’evento celebrato o successivamente, perché ormai l’hai sparata talmente grossa che non puoi far altro che continuare sulla strada della follia al potere, altro che fascio. Orsù, quindi, ricordiamo anche le marce su Assab , Massaua , Asmara e tutta l’ Eritrea . Allora come oggi con il medesimo incomprensibile orgoglio, la stessa malata nostalgia e l’identico criminale desiderio di riportarci indi...

Lettera aperta e condivisa a chi ha memoria e dignità

Storie e Notizie N. 2004 Il 20 marzo scorso, in occasione della visita in Giamaica da parte del principe William e della duchessa di Cambridge Kate , ben 100 personalità del luogo, tra attivisti, politici, medici e imprenditori, hanno scritto una lettera aperta ai suddetti, ribadendo per l’ennesima volta l’urgenza di ricevere delle scuse dal Regno Unito per i crimini dello schiavismo e del colonialismo . Ebbene, condividendone ogni virgola, ho avvertito come immediata la necessità di far mia tale missiva e, parafrasandone in minima parte il contenuto, la estendo al nostro governo e a tutti quelli che hanno ancora uno straccio di memoria e contestuale dignità : Car*, I vostri attuali leader e i loro predecessori hanno perpetuato la più grande tragedia dei diritti umani nella storia dell'umanità . Dolorose eredità della schiavitù e della diaspora persistono ancora oggi. Da allora non avete fatto nulla per riparare ed espiare le sofferenze dei nostri antenati dalla deportazion...