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Processo di Norimberga del terzo millennio

Storie e Notizie N. 1586

La storia si può ripetere, così come i suoi errori e le sue condanne. Il testo che segue è (assai poco) liberamente ispirato al discorso conclusivo del Processo di Norimberga, avvenuto dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946, da parte del procuratore Robert Jackson.
Perché gli immigrati sono ogni giorno di più gli Ebrei di oggi, e quando finalmente lo capiremo sarà forse troppo tardi…


È impossibile, in questa conclusione, fare di più che evidenziare quantità incancellabili di punti vitali del tetro e avvilente dato di questo processo.
Testimonianze di atrocità su vasta scala, di tale crudeltà e disumanità, storie di deportazioni di massa, di popoli ridotti in schiavitù e di annientamento delle minoranze.
Eventi che passeranno alla storia come il lato oscuro di questo ventunesimo secolo.
La vergogna, la depravazione, il terrore erano all'ordine del giorno.
Immigrati arrestati senza capi di accusa, imprigionati senza difensori, deportati senza processo.
Famigli…
Post recenti

Il leader populista che state cercando

“Salve, si accomodi.”
“La ringrazio.”
“Che faccio con la porta? La chiudo?”
“No, tenga aperto, perlomeno passa un poco d’aria.”
“D’accordo.”
“Ottimo, lei è venuto per il ruolo di leader populista, giusto?”
“Certamente.”
“Fa caldo da morire… non pensa anche lei?”
“E’ l’estate che si avvicina.”
“Proprio così… prima che iniziamo, desidera forse qualcosa da bere?”
“Grazie mille, come se avessi accettato.”
“Mi sta dicendo che lei non ha sete? Non sa cosa darei per rinfrescarmi…”
“No, grazie, sto bene così.”
“Come vuole…”
“Quindi, lei ha intenzione di fare il leader populista, esatto?”
“Esatto.”
“Ahi…”
“Che ha?”
“Che ho? Dannate zanzare… quei farabutti non hanno ancora effettuato la disinfestazione. Naturalmente non possiamo mica chiudere le finestre, con quest’afa assurda.”
“Capisco.”
“E i condizionatori?”
“Prego?”
“Prego che?”
“E’ lei che ha detto: e i condizionatori?”
“E i condizionatori non funzionano, porca miseria, ecco cosa volevo dire.”
“Ne sono dispiaciuto.”
“Va bene… andiamo avanti. Mi conferma che lei è v…

Giornata mondiale del rifugiato 2018: Lettera da Roma a Birmingham, 1963

Storie e Notizie N. 1585

Caro Martin Luther King*,
da un trascurabile mittente a un esempio fattosi mito, da un tempo all’altro così apparentemente differenti, da una nazione all’altra così sorprendentemente simili, da una discriminazione all’altra così inconsapevolmente identiche, da una libertà, infine, quanto mai sottovalutata a una prigionia quanto mai ingiusta.
Cinquantacinque anni altresì ci dividono, ma ieri come oggi, ogni tipo di attività che miri concretamente a essere dalla parte non solo degli ultimi del mondo in cui si viva, ma anche coloro i quali non ti faranno guadagnare facilmente il plauso di amici e parenti e tantomeno punti percentuali nella tua carriera politica o di qualsivoglia campo, non è impresa facile.
Eppure, oggi, come ieri, regna l’ingiustizia.
E altrettanto oggi, come ieri, non si può rimanere oziosamente seduti e non essere preoccupati per ciò che accade nel proprio paese.
Avevi ragione allora, e l’hai ancora di più in questo difficile momento: ogni cosa …

Tutto per una birra

Storie e Notizie N. 1584

Peccato per quella ragazza, mi son detto rincasando.
Non era solo carina, ma aveva anche uno sguardo profondo.
E pure una bella voce, il che non è scontato.
Stavamo chiacchierando così bene, lì in piazza, con tutti gli ingredienti favorevoli.
Una bella giornata di sole non troppo calda che andava a concludersi serenamente, il lavoro alle spalle e tutto il tempo nelle mie mani.
Ma poi… poi lei tira fuori gli opuscoli e la magia finisce all’istante.
Non credo sia rimasta a parlarmi solo per quello, ma il gesto fredda inevitabilmente la spontaneità dell’attimo.
È importante, spiega, Amnesty International compie azioni che servono agli ultimi del mondo, i contributi della gente comune come te sono vitali, aggiunge.
Ripeto, se ci penso anche ora a mente fredda sono quasi certo che avremmo potuto comunque proseguire la reciproca conoscenza, ma quel subitaneo cambio di sceneggiatura, per quanto di nobili intenzioni, mi ha spinto a chiudere immediatamente il nostro, co…

Dentro l’Aquarius dei migranti

Storie e Notizie N. 1583

C’era una volta un Acquario.
Considerato dai più come uno strano tipo di contenitore.
Di natura viaggiante, per dirne una.
Di un cammino possibilmente perenne, a dirla tutta.
A meno di non sparire all’orizzonte, o al meglio per molti, al di sotto di quest’ultimo.
Nel frattempo osserviamo, ci soffermiamo con lo sguardo o ci voltiamo immediatamente, perché il tempo è poco e l’empatia ancor meno.
Ciò malgrado, parliamo e scegliamo.
La rotta e il destino, la pagina seguente e addirittura la fine della storia.
È banale, la morale di quest’ultima, come spesso accade.
È scontato, il messaggio, assolutamente secondo copione.
Ed è incredibilmente retorica, la postfazione a quella che non è altro che l’esatta, amara fotografia della vita moderna.
Dove per tanti, indubbiamente troppi, esistere non è altro che assistere allo spettacolo delle disgrazie altrui, attribuendosi indebitamente il ruolo di registi e sceneggiatori senza essersi mai mossi dalla poltrona in platea.
Le…

Cent’anni di speranze

Storie e Notizie N. 1582

Cari nonni,
queste parole sono per voi, che in due diversi continenti riposate, separati da un mare le cui acque diventano ogni giorno più torbide a causa della sfortuna delle anime affezionate alla vita e per colpa di quelle affezionate a se stesse, punto.
In vita non vi siete mai incontrati, e grazie al privilegio di una pagina e soprattutto il tempo per riempirla – dei quali dovremmo essere, sempre, tutti grati – vi immagino insieme, magari seduti in un comune soggiorno, riscaldato dall’emozione del momento e dalla quantità inesorabile di ricordi da scambiare.
Uno tra tutti, quel che è andato in scena esattamente nel luglio del 1914, per poi uscirne, per buona sorte di tutti i protagonisti, poco più di quattro anni più tardi.
Mi riferisco, ovviamente, al primo conflitto mondiale, la grande guerra, che nel prossimo novembre vedrà celebrarsi il suo centenario.
Vi guardo con attenzione, ora, che ho spiegato il pretesto di questo onirico incontro.
Nel dettaglio, …

Oggi è una bella giornata

Oggi è una splendida giornata di inizio estate.
Fa caldo, ma non eccessivamente, la stagione entrante mantiene la promessa, così come ha fatto il meteo la sera precedente.
D’altro canto, come afferma sovente Giulia, possiamo consentire a una voce del telefonino, per quanto elenchi con assoluta dovizia di dettagli le informazioni climatiche, di scegliere al nostro posto cose fare l’indomani?
Con qualsiasi tempo, perciò, alle prime ore di quel sacro sabato avrebbe sistemato in auto l’ombrellone, la sdraio, gli immancabili secchiello e paletta, nonché prole al completo, per raggiungere il mare più vicino.
Nondimeno, al giorno d’oggi non sei più al sicuro da loro…

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