Passa ai contenuti principali

Post

Il tempo delle scuse

Storie e Notizie N. 1570

C’era una volta il tempo delle scuse.
"Siamo veramente dispiaciuti", hanno dichiarato in questi giorni i membri del gruppo terroristico basco dell’Eta, responsabile dell’uccisione di oltre 800 persone durante quarant’anni di campagna armata, scusandosi pubblicamente per le sofferenze causate e chiedendo il perdono delle vittime e delle loro famiglie.
Immagina che sia quel tempo, ora.
Chiudi gli occhi con me, e assistiamo assieme alla festa di tutte le scuse, ma davvero tutte, raccolte in una colossale reazione a catena di prese di coscienza, seppur tardive, ma quanto mai dovute.
Lustra per bene gli spazi vacanti della memoria incompleta, perché la lista si affollerà su se stessa.
Gli Stati Uniti si alzeranno in piedi e con il capo chino chiederanno scusa per lo schiavismo, certo, le petrolguerre travestite da pacifiche gite, è chiaro, i colpi di stato mascherati da rivoluzioni e le rivoluzioni colpite ancor prima di nascere dallo stato fantoccio di tur…
Post recenti

Spettacoli teatrali sul clima: Le sette vite di Eva

Le sette vite di Eva
Scritto, diretto e interpretato da Alessandro Ghebreigziabiher
Con Cecilia Moreschi
Video promo dello spettacolo:


Altre informazioni

Avatar per qualsiasi cosa

“Buongiorno, signorina”, fa il nostro. “Vorrei qualche informazione sui vostri prodotti.”
“Dica pure”, fa l’avvenente ologramma a forma di commessa.
“In particolare, sono interessato al volto…”
“Certo, signore, vedo che andiamo sul vintage.”
“In che senso?”
“Be’, l’avatar facciale è roba primordiale, ecco.”
“Chiaro, mi rendo conto. Allora, ha qualcosa per me?”
“Ho tutto per lei”, risponde suadente l’effimera interlocutrice. “Le posso offrire qualsiasi faccia, dall’attore più affascinante al cantante sciupafemmine, passando per il modello dallo sguardo magnetico.”

Leggi il resto

Perché ci sono armi chimiche in Siria?

Storie e Notizie N. 1569

Le grida, sì.
Quelle dal vivo, una frazione di secondo dopo che l’inferno dal cielo è precipitato sull’inferno in terra.
Le grida, già.
Quelle di seguito, sulle pagine risentite o complottiste, anti o semplicemente capaci ancora di sentirsi umane.
Quelle si sentono tutte.
E poi di nuovo esplosioni, e altre urla, di orgoglioso dolore o solo paura di esser stati fortunati, ora.
Stavolta.
Eppure, anche adesso, la cruciale domanda si leva di nuovo tra la polvere che pian piano dirada.
Non si può morire per sempre e arriva il momento
che finalmente puoi chiedere: perché?
E’ sufficiente l'apparizione del prezioso interrogativo per spiazzare protagonisti e cronisti di livello, ci hai fatto caso?
Per quanto, tra gli strilli mediatici la grammatica della guerra civile - ma tu leggi pure perenne - preveda un esiguo numero di quesiti, davvero di rado c’è n’è uno tra essi che esordisca in siffatta, ineludibile guisa.
Perché, già.
E allora tu osa e dona un oggettivo comp…

Io vi sposo

Storie e Notizie N. 1568

Io vi sposo, Marielle e Mônica.
Malgrado ogni limite della logica e del possibile, terreno ideale per i folli dall’eccessivo coraggio e gli ingenui scribacchini come il sottoscritto, io vi sposo.
Io vi sposo e sarò il celebrante, già.
Perché nel luogo dove vive questa pagina e tutte le aspirazioni cancellate dall’odio più vile non conta chi celebri chi o cosa.
Quel che vale il prezzo della minima presenza è il tangibile desiderio realizzato che da quello straordinario istante viene scritto colore su colore, giammai nero su bianco.
Perché oltre siffatta finestra su uno dei tanti perfetti domani, che abbiamo solo sfiorato, ci son tutte le tinte immaginabili e nessuna si sentirà in diritto di sovrapporsi alle altre.
Perdonami, Mônica, che ancora attendi il ritorno di Marielle a un mese dalla sua inaccettabile scomparsa, se in dono a questo sentimento crudelmente ferito offro solo un disegno. E’ forse questa la colpa di una generazione intera di fragili complici, i…

Non alzare la testa

“Signora”, fa l’agente preposto fissando la donna inquadrata nel suo, di schermo, “suo figlio è in arresto.”
La madre del colpevole è incredula, più che spaventata.
“Mi scusi”, fa rivolgendosi al solerte funzionario ritratto nel video del cellulare stretto tra le mani. “Ma, ecco, vede…”
“Non la scuso affatto”, ribatte l’altro, mentre i curiosi iniziano a filmare e a strappar via brandelli dell’inusitato evento come cani livorosi intorno alla preda rea di palesar sangue e fragilità. “Il bambino ha violato la sacra regola...”

Leggi il resto

La favola di America contro Russia

Storie e Notizie N. 1567

C’era una volta una favola.
Quindi, c’era una volta un c’era una volta che si ripeteva nel tempo, con ambientazioni e costumi diversi, ma con morale immutabile.

Nel mezzo, i protagonisti, che sbiadivano e si confondevano tra loro da un fronte all’altro della contesa.
Perché senza conflitto, non c’è racconto.
I cavalieri in campo erano due, come la narrazione più semplice richiede.
America e Russia, già. Tuttavia, non farti ingannare dal genere, perché di femminile, ovvero di naturale accoglienza, saggezza materna e istintiva propensione a facilitare gli orizzonti comuni, non v’era traccia nei nostri.
Piuttosto, gli avversari palesavano senza sorpresa alcuna i più triti e rozzi atteggiamenti degni del peggior bullo dal testosterone gonfiato.
Nel retorico gioco dei ruoli, America era il salvatore e Russia l'aggressore, il primo l’alleato potente e il secondo l’amico degli altri, e poi aggiungici pure occidente e oriente, noi e loro e altre trovate semantiche p…