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Storie di adolescenti: le scarpe nuove

“Stai ridendo?” domanda lei.
No, pare rispondere lui.
Sto ricordando.
Rammento i compagni di scuola, avevo tredici anni, che non sono ancora quattordici, ma ci vuol poco, sempre troppo per esser ritenuti adulti, mai abbastanza da venir considerati uno di loro.
Rammento le scarpe.
“Oggi usciamo insieme per acquistare quelle nuove, che sono di moda adesso, quelle che tutti indosseranno, quelle che tu non avrai mai”, sembrano esclamare all’unisono i più accorti ai preziosi simboli che separano le anime destinate al pubblico trionfo dalle trascurabili comparse dei banchi nelle retrovie.
“Corrado, sei dei nostri?”
Perché quel maledetto richiamo fa male ancora oggi?
Perché quella benedetta richiesta è un regalo solo adesso?
“Sì”, la bugia, “no”, la verità, in altre parole, “sì”, la menzogna ben peggiore, che è solo un no mascherato da assenza a causa della solita, inaspettata febbre alta del perdente di professione.
“Cos’hai?” la seconda domanda, ancor più intollerabile, a quei tempi, la sola meritev…
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Dove c’è nulla

Storie e Notizie N. 1576

Dove c’è nulla.
Dove c’è il nulla, Wesal Sheikh Khalil è morta a quattordici anni.
È stata una delle oltre 60 vittime a Gaza lo scorso lunedì mentre cecchini israeliani hanno sparato su decine di migliaia di manifestanti lungo la recinzione perimetrale.
Dove c’è ancora adesso, il nulla, una giovane ragazza aveva già fatto piani per il suo funerale: “Se dovessero spararmi durante le proteste al confine, mamma, seppelliscimi nel punto esatto in cui morirò, o magari, accanto alla tomba di nonno.”
Perché dove c’è nulla, Wesal pensava che la morte fosse meglio di questa vita, è l’orrenda conclusione a cui è giunta sua madre il giorno seguente alla scomparsa della figlia più piccola.
Questo accade dove c’è e persevera il niente, già.
Poiché laddove ci sia solo, il nulla, con una facilità inaudita potresti regalare amore.
Quasi quanto quella che ti permette di vendere odio e rancore, mascherandoli per il precedente.
Difatti, il potere del niente nelle mani degli altri …

Oltre i confini della follia del mondo

Storie e Notizie N. 1575

Terra, qui Jalousie, baraccopoli di Haiti.
Oltre i confini della follia, viviamo per vocazione, sopravviviamo per necessità.
Scriviamo storie vere, per amore di chi ci aspetta, oltre l’orizzonte che avrà la fortuna di vedere l’alba.
Dopo il terremoto, dopo tutto il male che la faccia
peggiore del crudele dado chiamato destino ci ha mostrato, siamo qui, insieme.
E così, mentre dalle vostre parti vi ritrovate governi che non riescono a mettersi d’accordo neppure sul potere conquistato sull’odio e le bugie, noi cerchiamo di imparare come cambiare le regole del gioco.
Quando accadrà, perché accadrà, non ringraziateci.
Aiutateci ora.
Siamo ottantamila, in case fatiscenti e fragili che si tengono su a fatica, un po’ come l’empatia che ancora vi lega l’un l’altro.
L’igiene dei luoghi destinati al vivere è carente.
E fiumi di plastica scorrono indifferenti, accompagnando il nostro andare come se fosse normale.

Le stanze sono svuotate di tutto, tranne che di speranza.
E…

Racconto di un bambino con gli occhi chiusi

Esiste un momento, come una sorta di giorno dedicato a noi altre, madri di famiglie diversamente normali, in cui è il resto del mondo che deve sforzarsi?
Facciamo che sia questo, allora, nello spazio di questa breve storia, che trova il suo favorevole esito nell’istante in cui sono entrata nello studio del dottore per prendere il mio Mattia e ho trovato lo specialista in piedi sulla scrivania a tentare di fare il giocoliere con le penne biro.
Ma non era il mio bambino ad avere dei problemi?
E che problemi…
Cos’ha il piccolo? La domanda più frequente.
E’ cieco? Quella più scontata.
Ha paura? La meno fondata.
Non ha alcun problema, non è malato, signori miei.
Semplicemente, mio figlio ha gli occhi chiusi. Ci vede perfettamente, forse anche troppo, ma tiene le palpebre abbassate nella maggior parte del tempo...

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Cosa sono le armi nucleari

Storie e Notizie N. 1574

Cosa sono le armi nucleari?
Non ne avete idea.
Sono roba pericolosissima, in grado di annientare tutto e tutti, sostengono le anime pavide.
Sono la via del non ritorno e dell’eterno precipitare, tra polvere e buio, aggiungono i timorosi di professione.
Sono i figli maledetti della chimica ingenua e della scienza serva e sorda innanzi alla sola nobiltà che le doni senso compiuto.
In breve, preservare.
È questo l’unico motivo per mettere a frutto meningi e tecnica:salvaguardare i gratuiti doni scartati all’arrivo su questo povero pianeta.
Questo declamano i profeti dalla pelle morbida intorno al cuore.
Belle parole, già, ma la vita è un editor di crudeltà inaudita e impone impietosa revisione a ogni nostra poetica interpretazione del mondo.
Ecco perché c’è bisogno di mano grande e ferma.
Che abbia conosciuto la leggerezza di una nascita fortunata, ma che abbia altresì mostrato una netta tempra per farsi ferro innanzi al marrano di turno.
Ecco perché servono occhi fredd…

Le polpette svedesi sono turche e altre scoperte

Storie e Notizie N. 1573

Il paradosso del nazionalista…

Dice, io sono un uomo di destra, e strilla pure.
Sono per ognuno al paese suo, rimarca subito dopo.
Difendo il prodotto locale, aggiunge con rinnovato vigore, visti i risultati delle recenti tornate elettorali.
I nostri valori e la nostra cultura vengono prima di tutto, chiosa con enfasi.
Magari al riparo di una rassicurante tastiera e al comodo di una poltroncina di Ikea.
Come il tavolo in cucina, i comodini in camera da letto e tutte le nuove mensoline che sono tanto carine per metterci su le graziose cosine.
Giammai dei libri, non sia mai.
Ikea è peraltro svedese, osserva lui, nordica, ariana e bionda come noi, a noi… eccetera.
Ma hanno mentito, gli si fa notare, le polpette che hanno venduto fino a oggi come piatto tipico sono turche…
Lui rimane interdetto, con l’espressione e il cervello in sospeso, come la clessidra del pc laddove la richiesta dell’utente gli imponga un surplus di lavoro.
Quindi, secondo le regole dialettiche del…

Storia di una ragazza troppo bella

Dopo essersi asciugata il viso, Caterina riprende a fissarne l’immagine riflessa nello specchio.
“Va meglio, vero?”
“No, mamma, non va meglio per niente… sono ore che provo trucchi su trucchi per la festa di domani, dopo aver passato mesi a studiare quegli stramaledetti video tutorial di Youtube. Mi ci vorrebbero degli effetti speciali… o magari qualcosa di magico…”
“Sei troppo dura con te stessa, Caterina, devi apprezzarti di più, ti devi accettare per ciò che sei.”
“La fai facile, tu…”
“Cosa intendi?”
“Tu sei brutta, lo sei sempre stata, mamma.”

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