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Faccio a pezzi tutto

Storie e Notizie N. 2021

Strano giorno, oggi, uno di quelli che difficilmente dimenticherò, ne sono certa, sicuro che sì. Ma cominciamo dall’inizio, di norma ancora il modo migliore per spiegarsi meglio.
Mi sveglio all’improvviso per il rumore. È un frastuono terrificante, causato da qualcosa che colpisce qualcos’altro con immane violenza. Mi stropiccio gli occhi per capire se sto ancora sognando, ma non è così, è tutto vero e il suddetto baccano è più vicino di ciò che penso.
Così salto giù dal letto ed esco dalla camera agitata senza curarmi di infilare le pantofole. Entro in cucina e trovo mamma appoggiata al lavello con sguardo perso nel vuoto, nonostante il fracasso si faccia ulteriormente alto.
«Mamma… cosa succede?»
«Oh, Sara… buongiorno, ti ha svegliato?»
«Chi?»
«Papà.»
«Cos’è questo casino?»
«È tuo padre, amore, credo sia impazzito…»
«Papà? Ma che dici, se è la persona più calma del mondo.»
«Non stavolta, non oggi. Vuoi fare colazione intanto? Non devi far tardi a scuola, ti ho già detto che ora che sei al liceo ci fanno caso a questi aspetti…»
«Mamma? Scherzi? Dov’è papà?»
«Papà? Tuo padre poco fa ha urlato faccio a pezzi tutto ed è corso in garage. Lascialo perdere, ci ho provato a parlargli, ma non ha voluto sentire ragioni.»
Nel frattempo il chiasso è aumentato e mi sono preoccupata assai, perché questo comportamento non è affatto da papà. È un signore tranquillo che di lavoro fa il bibliotecario e che il gesto più violento che ha fatto nella vita è stato far cadere una pila di volumi dallo scaffale; un ultra cinquantenne canuto e dalla barba bianco latte che viene spesso paragonato a Babbo Natale; una persona che la sola imprecazione che si consente è porca miseria. Capite? Porca miseria… non è da lui tutto ciò, ne sono sicura, certo che sì.
«La scuola oggi può aspettare» dico con fermezza alla mamma e mi dirigo all’ingresso del garage, che si trova nel retro della casa, subito prima del ripostiglio. Nel mentre il rumore si è fatto quasi assordante e ho un improvviso timore di ciò che sto per vedere. Nondimeno, mi faccio coraggio e ripetendo più volte a me stessa papà non è pazzo ruoto la maniglia e apro la porta.
Non appena mi vede mio padre resta immobile e mi fissa imbarazzato. Arrossisce di vergogna, ma non sembra affatto pentito di ciò che stava facendo. È in maniche di camicia arrotolate e gronda sudore da ogni poro. Ma, ripeto, non è pentito e anzi percepisco anche un insolito senso di gratificazione nel suo sguardo. Nondimeno, non sono affatto tranquillizzata notando il grosso martello il cui manico stringe ancora convulsamente tra le mani. Ma dove sono finita? Nella versione nostrana di Shining? Papà è pure astemio…
«Sara…?» fa lui con la voce ancora più mansueta del suo aspetto, ma stavolta con una nota di frustrazione che di solito non gli si addice. «Non devi andare a scuola?»
«Sì, ma mi ha svegliato il casino che stai facendo.»
«Scusami tesoro! Non volevo disturbarti…»
Riecco il mio babbo preferito, Natale o meno. Ma voglio capirci qualcosa e faccio un passo nel garage.
«Papà, cosa stai facendo?»
«Niente, Sara… perdonami se ti ho svegliata, ma quando ho aperto il giornale stamattina non ci ho visto più. Tu non puoi ricordare, perché non eri ancora nata, ma nel ‘90 c’è stata la prima Guerra del Golfo, quella contro Saddam Hussein, okay?»
«Chi è Saddam Hussein?»
«Non importa, Sara, ciò che conta e che contava allora era il petrolio, capisci? Ci dicevano che l’invasione dell’Iraq di Bush padre era per proteggere i kuwaitiani dai cattivi iracheni, ma noi altri, tua madre e io, siamo scesi in piazza perché non ci abbiamo mai creduto alle stronzate spiattellate ovunque per giustificare l’inferno. Miliardi di dollari di armi e migliaia di morti, ecco qual è stato il risultato, niente di nuovo su tutti fronti, figlia mia. Ma tanto noi eravamo quei coglioni pacifisti, sai? I buonisti senza alcun senso della realtà, i moderni figli dei fiori. I fiori… io sono pure allergico, cazzo!»
«Papà, calmati…»
«Sì, scusa. Poi è arrivato il figlio, sai?»
«Bush junior e, come si dice, tale padre… e siccome la famigliola al completo col petrolio ha inguaiato mezzo mondo, invece di rimediare ai danni fatti, spedisce il suo paese e quelli alleati ancora una volta in guerra, stavolta in Afghanistan alla ricerca di Bin Laden per vendicarsi dell’11 settembre, anche se la CIA sapeva perfettamente che si nascondeva in Kuwait…»
«Bin Laden, questo lo conosco. È il terrorista islamico, giusto?»
«Un terrorista e basta, amore, quante volte te l’ho spiegato? Non c’entra nulla la religione, non c’è mai stato Dio tra i motivi, ma sempre lui, dannazione…»
«Lui chi, papà?»
«Il petrolio, il maledettissimo petrolio! Lo stesso che ha spinto il Bush erede a bombardare nuovamente l’Iraq. E per arrivare a questo, lui e Blair hanno pure fabbricato prove false su fantomatiche armi di distruzioni di massa presenti in Iraq. Ma il motivo è sempre stato lo stesso, Sara! L’oro nero, capisci? Ti rendi conto perché milioni di vite civili innocenti sono state spazzate via? Per colpa dell’immonda sete nei confronti di quel liquido appiccicoso e maleodorante…»
«Ho capito, papà, ma adesso calmati, andiamo a fare colazione.»
«Dopo, figlia mia, prima fammi finire, perché loro neppure hanno finito. Perché oltre all’ossessione per il gas e i miliardi che ci girano attorno quale altro motivo credi ci sia dietro l’invasione dell’Ucraina da parte dei russi? Cos’è che ancora oggi rende l’Europa un continente altrettanto in conflitto irrisolvibile, se non mettendo da parte insaziabili avidità e individualismo sfrenato? Il petrolio, Sara, quel maledettissimo petrolio! E io non ne posso più, amore mio, mi capisci? Ti prego, dimmi che mi capisci...»
In quel momento la rabbia si è come in parte disciolta ed è come venuta a galla la sua reale natura, quella di una persona mite e portata al dialogo e la mediazione con chiunque. Quindi faccio i passi che ci dividono e lo raggiungo di fronte al cofano dell’auto sollevato e solo in quell’istante mi rendo conto che ha quasi distrutto ogni parte del motore.
«Sara» ha mormorato al colmo della stanchezza. «Io vorrei solo che le persone vivessero in pace e non ce la faccio più a guardarle uccidersi l’un l’altra per far camminare questa ferraglia…»
Be’, come dire, tale padre… anch’io sono di carattere pacifico e di indole diplomatica, ma ogni tanto certe cose vanno fatte in due.
«Papà?»
«Sì?»
«Ce l’hai un altro martello?»


Vieni ad ascoltarmi sabato 21 maggio 2022 alle 16.00, L'isola del tesoro, Trebbo (BO)

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