L’elefante nel garage

Storie e Notizie N. 2316


Nel Regno Unito un gruppo di climatologi ha diffuso di recente una lettera aperta denunciando il modo in cui i media hanno raccontato l'ondata di caldo di maggio: in circa tre notizie su cinque non veniva infatti citato alcun collegamento con il cambiamento climatico. Anche in Italia l'attenzione dell'informazione verso questi temi è diminuita: secondo il monitoraggio dell'Osservatorio di Pavia, rispetto al 2022 la copertura della crisi climatica è calata del 26,1% sui quotidiani e del 52,9% nei telegiornali.
C’era una volta, quindi, l’elefante nella stanza.
Ovvero nel garage.
A riprova di ciò, mi sono preso qualche minuto per fissare ancora una volta quali sono nel concreto le cause legate all’attività umana che influiscono sull’aumento vertiginoso delle temperature.
Le macro categorie sono note per chi si occupa quotidianamente di tali urgenze. In primis i trasporti, poi il consumo domestico di energia, l’alimentazione, gli acquisti, la gestione dei rifiuti, le attività finanziarie e molto altro.
È altrettanto risaputo che per quanto riguarda il trasporto i SUV di grandi o medi dimensioni siano tra i principali responsabili.
Ma i nostri concittadini l’hanno capito? Dai dati non sembra affatto, visto che negli ultimi due anni nel mercato italiano i SUV sono diventati la tipologia di auto dominante.  Nel 2024 sono state immatricolate circa 1,56 milioni di auto nuove, di cui circa 900.000 SUV, mentre nel 2025 i SUV hanno raggiunto circa sei auto nuove su dieci. E i dati più recenti confermano questo andamento.
Per quanto riguarda il consumo energetico in casa, l'aria condizionata è ormai una presenza abituale nelle case degli italiani. Le più recenti rilevazioni dell'ISTAT indicano che 14,7 milioni di famiglie, corrispondenti al 55,1% del totale, hanno installato almeno un impianto di climatizzazione. Ma quanti di costoro rispettano le avvertenze dell’ENEA, la quale consiglia di mantenere la temperatura interna tra 24 e 26 °C? Difficile misurarlo.
Per quanto riguarda l’alimentazione, la buona notizia è che il consumo di carne è meno alto di quello che sembra.
Sugli acquisti non siamo altrettanto giudiziosi. Riguardo in particolare agli smartphone – la cui produzione e vendita impatta notevolmente nel mondo sul riscaldamento globale – i report indicano che un cellulare su tre viene sostituito malgrado sia ancora funzionante. Ma dietro l’umano desiderio di novità, si celano gli effetti di una strategia ben precisa delle aziende.
Sui rifiuti, siamo bravi con la raccolta differenziata e in cima alle classifiche europee per il riciclo, ma grandi città come Roma e Napoli sono ancora molto indietro, così come il Sud rispetto al Nord.
Infine, per quanto concerne gli investimenti secondo la Banca d'Italia gli italiani non sembrano essere né particolarmente “green” né particolarmente inquinanti: sono soprattutto prudenti e delegano la gestione del capitale a intermediari, mentre la componente di investimento sostenibile è in crescita ma ancora minoritaria.
Forse possiamo comunque fare di meglio, non credete?
Giusto per cominciare con qualcosa di rilevante, perché non iniziare a farsi bastare il vecchio telefono e, soprattutto, a disfarsi di quel maledetto elefante nel garage?

Iscriviti per ricevere la Newsletter per Email

Commenti