Trump chi? Lezioni americane 2.0

 

Storie e Notizie N. 2329


C’era una volta l’amico.
Quello forte.
Potente.
Cattivo quanto basta.
Crudele all’occorrenza.
Cinico al punto giusto.
Guerrafondaio di norma.
Ingombrante e scomodo a luci spente.
Imprevedibile e volubile sotto i fari che contano.
Ma mai in discussione.
Nonostante tutto.
Lui come la sua utile amicizia.
Poi, all’improvviso.
Anzi, mica tanto.
L’amico cade.
In una sola parola, rovinosamente.
All’indomani.
Ma che dico?
Una frazione di secondo dopo l’ultimo aggiornamento dei conteggi elettorali.
E in ordine sparso… sim sala bim…
“Noi mai stati Maga” (Make America Great Again), Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri.
“Trump? E chi lo conosce”, Stefano Candiani, deputato leghista.
“La lezione americana è che serve una destra che non sbraita, non grida, non esaspera, una destra solida”, Giorgia Meloni.
“Il nostro governo non è mai stato prono a Trump, che i nostri rapporti erano ottimi con Biden. Se dovessimo osservare in maniera asettica, dovremmo dire che questo voto ci aiuta”, Simonetta Matone, Forza Italia.
“Non sono trumpiano né antitrumpiano, sono meloniano”, Giovanni Donzelli, deputato FdI.
“Sconfitta utile per la pace”, il senso del commento di Matteo Salvini.
“Trump non è mai stato il nostro faro”. Il modello è Meloni”, Carlo Fidanza, FdI.
E continua…
Eppure, c’era una volta il galantuomo per eccellenza.
Il tempo.
Ovvero, i tempi.
Non sospetti o altamente tali, dando un'occhiata a precedenti dichiarazioni degli stessi:
Accordo di pace a Gaza, Tajani: “Da successo Trump possibile svolta storica per Medio Oriente”.
“La vittoria di Trump è un'ottima notizia”, Stefano Candiani.
“Meloni e gli elogi a Trump, con franchezza” e “Bella serata con Donald Trump che ringrazio per l’accoglienza. Pronti a lavorare insieme”.
“L'elezione di Trump segna un confine di non ritorno per quelle politiche che hanno afflitto Europa e Stati Uniti negli ultimi anni. La follia del green, la crescita incontrollabile della burocrazia, l'ideologia woke e in generale il politicamente corretto a noi certo non mancheranno”, Simonetta Matone.
“Sostenere il piano di Trump”, Giovanni Donzelli.
“Sosteniamo con orgoglio Donald Trump dal 2015 e siamo sempre stati convinti delle sue straordinarie capacità”, Matteo Salvini.
Secondo Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), Donald Trump merita il premio Nobel per la pace...
E continuerà, vedrete.

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