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Quando sai già come finisce il film

Storie e Notizie N. 1651 Allora, inizia così. Immaginiamo di trovarci in un cinema, seduti accanto, voi e io, e che tutto proceda come previsto. Le luci si spengono. Il consueto vociare prima dello spettacolo si placa. Unica novità rispetto al passato, è il seppur temporaneo abbandono dei veri padroni del nostro tempo, nel terzo millennio, ovvero i cellulari. Sfilano sullo schermo con solenne precedenza i soliti marchi di chi ha sganciato i soldi per il lungometraggio, malgrado in ogni epoca sia vacante la doverosa citazione del principale sostenitore, sebbene a posteriori. In breve, il pubblico. La musica che agisce da introduzione all’incipit della narrazione si fa un’ultima volta tonante, ma poi si sfila con discrezione. Come a dire, io ho fatto il mio, ora tocca a te, cara sottovaluta storia, devi guadagnarti il soldo corrisposto da coloro a cui devi molto, se non tutto . Il racconto vigente, quindi, prende corpo e sin dalle prime battute le reazioni di molti sono comuni. ...

Noi non siamo come voi

Questa non è una storia, è una notizia. Anzi, è la notizia . Ieri, sabato 27 ottobre, un uomo di 46 anni, Robert D. Bowers , è entrato in una sinagoga di Pittsburgh, in Pennsylvania, dove si stavano tenendo le funzioni religiose, per poi uccidere undici persone e ferirne sei, delle quali due sono ancora in gravi condizioni. L’assassino è un militante di destra , dichiaratamente antisemita e ostile verso l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo. Eppure, lo dico a chiare lettere, affinché orecchio intenda una volta per tutte. Noi non siamo come voi . Parlo di Salvini e delle coalizioni complici, de Il giornale , di Libero , e di tutte le pubblicazioni cartacee e online di destra più o meno estrema, della stampa che si nutre dello sterco condiviso per un clic di pubblicità, dei profili e delle pagine social anti migranti a orologeria, in vista di elezioni, ovvero non appena il crimine di turno venga compiuto dal nemico fabbricato a tavolino. Noi altri, non appena letto della ...

Il treno dei folli

Storie e Notizie N. 1608 Pare che Jair Bolsonaro , il candidato di estrema destra alle attuali elezioni aspramente contestate in Brasile, sia stato accusato di beneficiare della fabbricazione a livello industriale e criminale di fake news . Storia già vista ovunque, in questi ultimi anni, con il nostro mondo lanciato a velocità inusitata su binari privi di senso... C’è un treno. Non c’ era . Il tempo è ora. E non una volta. Tante, troppe, ovunque, anche adesso. Accanto a te. Sul treno, c'è gente. O, forse, dovrei dire popolo . Che piace, la parola è gradita, non la specie, leggi pure distrattamente come umana , poiché comporta roba a cui e, soprattutto, di cui dover rispondere. Tra la gente, ovvero il popolo, ci sono due. Seduti vicini, fermi, ignari, persi dentro se stessi. In altre parole, il senso dell’uno tra i molti in viaggio. Su questo sciagurato treno. “Scusi”, fa uno dei nostri. “Ma lei non è...” “Chi?” replica l’altro, come se non fosse uso a siffat...

Noi siamo contro

Storie e Notizie N. 1602 Ieri sera il governo italiano ha fissato il limite per il disavanzo di bilancio del 2019 al 2,4% del PIL , risultato celebrato pubblicamente dai leader, ma che potrebbe portare il paese già fortemente indebitato in conflitto con l'Unione Europea. Perché noi siamo contro . Siamo contro l’Europa. Anche se non siamo mai usciti dall’Italia. A malapena dalla nostra città. Trascorrendo giornate intere nel nostro quartiere. Condominio. Casa. PC. Magari, con l’eccezione di ballare in Spagna, fumare in Olanda e mangiar crêpe a Parigi. Comunque, contro . Perché noi lo siamo, contro . Contro la vecchia politica. Anche se quella nuova è sempre politica. Pure se, come quest’ultima insegna, spesso fa promesse impossibili. Si adagia sulla poltrona. Rifiuta il contraddittorio. Non accetta le critiche. Favorisce amici, punendo nemici. E, prima o poi, fa i conti con chi comanda davvero qui da noi, mafioso di nome o solo di mestiere. Ciò nonostant...

La repubblica delle bugie

Storie e Notizie N. 1600 C’era una volta la repubblica delle bugie . Che un tempo qualcuno additava come quella delle banane e qualcun altro arriva oggi addirittura a rimpiangere la vecchia denominazione. La prima, seconda, terza, puoi dire pure ottava repubblica . Tanto, a chi interessa l’esattezza della sintassi e della semantica nella narrazione vigente? Al tanto strumentalizzato popolo ? Ma ora esso è lì, è finalmente entrato nella stanza dei bottoni. La meravigliosa gente comune, il cittadino medio, tradizionalmente noto per virtù e competenze che gli ormai logori politicastri di professione si sognano. E allora perché si ha come la sensazione di vivere in uno strano tipo di incubo? Non dirlo, però, altrimenti… sbrigati! Modera i commenti, anzi, bloccali e, già che ci sei, spegni tutto. Meglio non leggere tra la fangosa corrente di risacca che puntuale si leverebbe. Va tutto bene , continua a condividere il tranquillizzante mantra, con gli altri e soprattutto con ...