Storia della Festa delle donne: lettera a Libera
Storie e Notizie N. 1200 Addì 8 Marzo duemila e qualcosa, laggiù. Cara Libera, non ho idea se ti chiami davvero così, ma è così che ti vedo. Libera . Di fatto, più che di nome, ma questo è scontato e di ciò ti chiedo perdono. Di mancanza di originalità nel riferirsi a te il mondo ne ha dimostrata fin troppa. Spero quindi di non peccare, se non altro, di ridondanza. Sono qui, con questa mia, a congratularmi con te. Perché una festa, in teoria, dovrebbe essere una festa e la protagonista di quest’ultima andrebbe festeggiata, sarebbe un dovere, ancor prima che un piacere. Oggi, 8 marzo, sarebbe la tua, di festa. Dovresti aver vinto, dovresti essere arrivata prima, dovresti essere la prima. Di molte, spero, a meno che il passato non resusciti e chi meglio di noi altri sa quanto tale rigurgito della storia sia temibile. Ecco perché al contrario vanno festeggiate le feste come la tua, che vivi nel mondo del domani. Perché la tua non è come le altre che l’hanno preceduta...