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Qualcuno ha un’arma?

Storie e Notizie N. 2130 Accade oggi, negli USA, per legge . In particolare nello Utah, nella South Carolina, in Mississippi, Oklahoma e ora pure nell’Idaho. Lo racconto con una storia inventata, okay, caricaturale, assurda e inverosimile, ma a mio modesto parere coerente. E la follia di questa nostra epoca è tutta qui. Siamo nel giorno fatidico. Il detenuto sta per essere giustiziato e ci sono tutti. I boia rigorosamente al plurale sono pronti, perché se la cosa si fa in tanti, l’omicidio di Stato si suddivide in piccoli frammenti di coscienza che non ti lasciano troppi incubi nella testa da portare a casa dopo il lavoro. Lo sono altrettanto gli ospiti al di là del vetro, com’è d’uopo, suddivisi nei due lati del più controverso pubblico che ci sia mai stato al mondo: i parenti desiderosi di vendetta e i consanguinei del giustiziato, a breve, divisi da un invisibile confine. Si chiama occhio per occhio , ma tu leggi pure come il deterrente contro il male che funziona solo nei comizi e...

Storie sulla pena di morte: tra la polvere

Storie e Notizie N. 1314 Dopo 36 anni trascorsi in cella, nel cosiddetto braccio della morte, il settantaduenne afroamericano Brandon Jones è stato ucciso con iniezione letale dallo Stato della Georgia. Il detenuto più vecchio è morto. La storia in una frase, un titolo, ma anche una chiave per dare un senso al resto. Un mucchio di parole trascurate, raggruppate nel mezzo della stanza con la ramazza, pronte per salire a bordo del solo mezzo di trasporto possibile nell’unico viaggio concesso. Sulla paletta verso il cestino o, al peggio, sotto il tappeto. Ma mettiamo caso che il congegno si inceppi. Capita, sovente capita e magari non fa notizia, ma questo non vuol dire che non sia accaduto. Questo non vuol dire che tu non possa crederci. Mettiamo di avere tra le mani quella stessa chiave e con essa il tempo e la voglia di vederlo, quell’irrilevante resto. Mettiamo di scavare tra le polveri dimenticate e leggere storie minori. Di un bambino che subisce abusi in casa. Altr...

Storie sulla pena di morte: storia di un incubo

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Storie e Notizie N. 1201  Pare che a causa della difficoltà di reperimento dell’anestetico pentobarbital le prossime esecuzioni capitali in Texas e altri stati americani siano a rischio. Un vero incubo per i sostenitori della pena di morte… C’era una volta un senatore. Un senatore del Texas, così rimaniamo nei pressi. Della verità, o forse della notizia. Tutt’altro che sinonimi. Chiameremo il senatore Mister White . Così, giusto per rammentarci il numero di Blacks che al contempo affollano il braccio della morte nella terra delle opportunità. Quella notte il nostro si svegliò di soprassalto, urlando a squarciagola madido di sudore. Seduto sul letto, guardò le mani sul cuscino rattrappito e pianse. Di sollievo pianse. Un incubo. Capita anche ai senatori, che si chiamino o meno Mister White. L’inquietante racconto dell’inconscio era iniziato in sordina, con un prologo banale. L’uomo si era ritrovato in una scena arcinota. Microfono ad un soffio delle labbra e p...

Storie sulla pena di morte: gli occhi dell'assassino

Storie e Notizie N. 1129 Vedono. Osservano in silenzio. Da qualche parte, là fuori. Guardano Henry Lee McCollum, di nuovo in strada a 50 anni. Gli ultimi 31 li ha trascorsi in prigione, condannato a morte. Da innocente. Perché nel 1983 era solo un ragazzo. Disgraziato forse perché nero. O solo povero e poco istruito. Chissà. Che il cielo, la terra, o qualsiasi cosa voi preghiate, benedica la prova del DNA. Che riporta alla luce una vita. Moncata della giovinezza e di un’infinità di attimi. Magari non tutti sereni. Ma potenzialmente tali. E per i poveri e poco istruiti di questo mondo la serenità è il vero oro nero. Nero, già, colore che ricorre sovente, quando si parla di ingiustizia nel cosiddetto mondo libero. Leggono. Ascoltano, senza commentare. In qualche luogo di questo pianeta. E così vengono a sapere che Henry ha dichiarato di non provare alcuna rabbia. Che dopo tutti questi anni sottratti impunemente non ha ira nel cuore. La vicenda si diffonde i...

Storia sulla pena di morte: esecuzione dei 43 minuti

Storie e Notizie N. 1101 Leggo che negli USA, nel penitenziario di McAlester, Oklahoma, un condannato a morte per iniezione letale si è inaspettatamente svegliato e dopo interminabili minuti di terribili sofferenze è morto urlando per arresto cardiaco . Nelle storie ci siamo tutti. Nelle nostre, è ovvio. In quelle di chi amiamo. Altrettanto scontato. Nelle vicende di coloro che sogniamo e ammiriamo. Sì, anche lì siamo presenti. Inaspettati protagonisti. Perché senza di noi non avrebbero ragione di esistere. Privilegiate vite nel firmamento delle umane divinità. Umanissime, a dirla tutta. Siamo altresì nelle storie della gente che ci sfrutta. E che si approfitta di noi, lucrando sulle nostre cecità. Se ne accorgono meglio laddove alziamo la testa, ma questo accade ogni giorno che passa meno di frequente. Leggi come la tanto sottovalutata ultima risorsa degli schiavi inconsapevoli . In breve, rivoluzione. Siamo quindi in tutte le storie. Anche quelle che consid...

Storie sulla pena di morte: le benedette mancanze

Storie e Notizie N. 1084 Capita che negli Stati Uniti ben due esecuzioni vengano rinviate perché manca qualcosa di indispensabile. Il farmaco letale da iniettare nelle vene dei condannati. Da cui la ballata delle benedette mancanze… Si rifletteva, in quel mentre. Si rifletteva sul fatto che in pochi attimi, meglio di estenuanti lotte per far abolire un rimedio disumano ad altrettanti abominevoli atti, era riuscita una semplice assenza. Piuttosto che un assordante pieno. Di gremita piazza, reale o virtuale, di petizioni e slogan, di spot progresso e canzoni impegnative, più che impegnate. E proprio mentre si rifletteva sul paradosso della civile battaglia, ecco che scoprimmo che il prodigio tale non era, ma solo genitore di una successione di inaspettate sorprese. Il ragazzino, che in altre miliardi di occasioni si sarebbe diffuso nell’etere come coriandoli al vento, a causa di un piede in fallo sul fiore esplosivo donato dagli amici liberatori, si salvò. Sì, la mina non...