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Palestina Libera

Storie e Notizie N. 2286 Nel nostro Paese, come in molte parti del mondo, Palestina libera non si può urlare senza conseguenze. A riprova di ciò, è notizia recente quella del licenziamento di una persona che lavorava come maschera alla Scala di Milano, la quale il 4 maggio ha osato gridare giustappunto “Palestina libera” mentre la Meloni stava per accedere al cosiddetto Palco reale. Niente di straordinario di questi tempi, perché siamo ormai giunti al punto che Palestina libera non si può nemmeno dire , senza peraltro alzare la voce, uscendone indenni. Non si può neppure sussurrare o simularne la pronuncia con il mero movimento labiale . Non si può pensare e men che meno ricordare , aspettandosi di passarla liscia. La peggiore delle eventualità e che per molti non si può neanche più sognare . Eppure, inaspettate parole, autorevolmente scritte col sangue di tempi non sospetti – o forse il contrario con il senno di poi – affermano ben altro: Ciascuno di noi è stato schiavo e di conseg...

Finiteli

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Storie e Notizie N. 2242 Guarda e ascolta il video podcast su Youtube Ascolta il podcast su Spotify , Apple , Audible , Youtube Music “ Finiteli !”, ha scritto questa settimana su un proiettile d’artiglieria Nikki Haley , l’ex candidata presidenziale repubblicana e ambasciatrice delle Nazioni Unite durante l’amministrazione Trump. Finish them , precisamente in Inglese e che può riferirsi anche al genere femminile. Una lingua che per una miriade di motivi, alcuni deprecabili, è talvolta pure la nostra. Il gesto ha suscitato indignazione e condanne , ma voglio pensare come lei, come loro . Voglio essere ingenuo anch’io, ma fino in fondo, partendo giustappunto dall’interpretazione delle parole, le quali mi sono care per un’infinità di motivi. Ascoltate, la Haley non si riferiva ai Palestinesi, bensì ai proiettili stessi. Ella, altrettanto ingenuamente, si auspicava l’esaurimento delle munizioni . In fondo è stata ambasciatrice delle Nazioni Unite, perbacco. Non convince? Be’, allora ...

Quella Guerra che non è una guerra di nuovo

Storie e Notizie N. 2187 Guarda e ascolta il video podcast su Youtube Ascolta il podcast su Spotify , Apple , Audible , Youtube Music Ce ne sono di Guerre là fuori, da quando si è conclusa la più grande che si ricordi, la quale seguì a sua volta quella che avrebbe potuto o dovuto essere la prima e ultima. In tempo e luogo di pace, da allora le ascoltiamo attraverso il racconto del mezzo busto del TG, ne leggiamo notizie nei titoli dei quotidiani, cartacei e non, ne osserviamo la brutalità della violenza tramite fotografie e immagini in movimento. E, per quanto ci sentiamo dotati di acume e conoscenze, maturità ed esperienze, il nostro parere lascerà sempre il tempo che trova. Perché in cuor nostro dovremmo sapere e rammentare che soltanto i nostri nonni e bisnonni, o in taluni casi – sempre più di rado – i nostri genitori, potrebbero anagraficamente esprimersi a riguardo con un minimo di autorevolezza. Nondimeno, come per qualsiasi argomento, soprattutto dall’avvento del web che no...

La mano di una donna

Storie e Notizie N. 2032 C’era una volta Ghufran Hamed Warasneh . C’era una volta , questo è indubbio, perché ora non c’è più . Difatti, c’era una volta una donna assassinata con uno sparo dritto al petto . C’era una volta, perciò e per esteso, una giovane di soli trentun anni e una cronista appena assunta in una stazione radio , ma questo aggiunge poco a spiegare , capire , o perlomeno accettare . C’era una volta, quindi, un’ex prigioniera in terra ostile e una cittadina palestinese , e allora sì che che si spiega , si capisce anche, ma non si dovrebbe affatto accettare alcunché di questa brutta storia. Nondimeno, ecco che rigorosamente dall’alto – tali semplificate ricostruzioni arrivano sempre da lì – ci giunge il verbale ufficiale , nel senso di militare , dell’accaduto: la donna avanzava verso un soldato israeliano stringendo in mano un coltello . Altrettanto secondo un copione già ascoltato, testimoni e conoscenti della defunta rifiutano tale versione e sostengono che la pov...

Il Paradiso degli invisibili

Storie e Notizie N. 2024 Una piccola storiella sull’ennesima morte di una giornalista , scomparsa - ovvero cancellata e altrettanto ignorata - mentre cercava di raccontar vite e conflitti scomodi quanto ritenuti minori . La donna è appena deceduta e si trova nell’anticamera in attesa di incontrare il Creatore, grande Regista, sommo Sceneggiatore o illustre Produttore dello spettacolo degli umani , a seconda della personale visione dell’aldilà della protagonista. “Il prossimo”, annuncia l’usciere. L’interessata si alza dalla sedia e fa il suo ingresso in un ampio salone. Appena oltrepassata la soglia nota subito in fondo un bambino che avrà al massimo sette, otto anni, seduto su una enorme poltrona di quelle dirigenziali dinanzi a una non meno imponente scrivania ricoperta da scartoffie di ogni tipo. “Prego, vieni pure”, la invita ad avvicinarsi con voce amichevole. “Sì… eccomi”, fa lei perplessa quanto sorpresa. Una volta giunta ai piedi della cattedra il bimbo si alza in piedi sulla p...

Israele Palestina e l'Italia: io mi vergogno - Spoken Word Video

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Storie e Notizie N. 1918 Io mi vergogno Mi vergogno nel vedere quale posto nella storia il mio paese ancora una volta ha scelto di occupare Dichiarando puntualmente di essere dalla parte di quello o di quell’altro Di solito il più forte o il più vicino, il meno pericoloso o l’amico più vantaggioso Io mi vergogno Mi vergogno innanzi all’ennesimo assordante silenzio di molti cosiddetti intellettuali Che oramai si fanno sentire soltanto quando sanno che sono anche tutti gli altri a parlare Io mio vergogno Mi vergogno sapendo che il mio paese ha la voce e il potere di farsi sentire Altrimenti ditemi voi a cosa serve far parte del G7 o della Nato se non si ha qualcosa di urgente e rilevante da dire Io mi vergogno Mi vergogno perché questo è uno sbaglio che come nazione abbiamo già fatto in enorme quantità E mi domando quando avrà fine questo circolo vizioso fatto di opportunismo e misera viltà Io mi vergogno Mi vergogno perché la storia ci ha insegnato che chi si limiti a far da spettatore...