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Dichiarazione universale degli abusi umani o disumani diritti

Storie e Notizie N. 1603   Guarda e ascolta tramite podcast su Youtube Ascolta il podcast su Spotify Riflettendo, riflettendo su ciò che è accaduto a Riace, riflettendo sulla differenza tra una legge giusta e una ingiusta, riflettendo su quale sia il dovere innanzi a essa dell’individuo – o cittadino – che aspiri ad avere un ruolo attivo, magari intenzionalmente virtuoso e socialmente utile, riflettendo altresì su quel che sta diventando ogni giorno che passa la considerazione della nostra comunità globale dei meri diritti umani, applicando una sorta di attualizzanti emendamenti alla Dichiarazione degli stessi, mi sono impegnato a comporre e a rileggere con voi una narrazione più realistica e solo in apparenza al contrario del mondo in cui dovremmo indignarci di vivere... Articolo 1 Pochi esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza, ma non hanno alcun obbligo ad agire gli uni verso gli altri in spirito di fratel...

Noi siamo contro

Storie e Notizie N. 1602 Ieri sera il governo italiano ha fissato il limite per il disavanzo di bilancio del 2019 al 2,4% del PIL , risultato celebrato pubblicamente dai leader, ma che potrebbe portare il paese già fortemente indebitato in conflitto con l'Unione Europea. Perché noi siamo contro . Siamo contro l’Europa. Anche se non siamo mai usciti dall’Italia. A malapena dalla nostra città. Trascorrendo giornate intere nel nostro quartiere. Condominio. Casa. PC. Magari, con l’eccezione di ballare in Spagna, fumare in Olanda e mangiar crêpe a Parigi. Comunque, contro . Perché noi lo siamo, contro . Contro la vecchia politica. Anche se quella nuova è sempre politica. Pure se, come quest’ultima insegna, spesso fa promesse impossibili. Si adagia sulla poltrona. Rifiuta il contraddittorio. Non accetta le critiche. Favorisce amici, punendo nemici. E, prima o poi, fa i conti con chi comanda davvero qui da noi, mafioso di nome o solo di mestiere. Ciò nonostant...

Una coppia ideale

“Cari bambini”, annuncia la maestra, “ora siete arrivati alla quinta, l’anno venturo sarete alla scuola media.” La prof fa una panoramica degli studenti, delle facce, degli sguardi e della forma del sorriso, più o meno entusiastico. Il motivo è semplice, poiché l’anno prossimo - ma di cosa parlo – davvero ciascun attimo che aspetta le imberbi creature da lei guidate si colora di sfumature emozionali di difformità totale. C’è chi attende con eccitazione il pomeriggio incombente, poiché farà la conoscenza del nuovo cugino, fresco di nascita e piagnistei, e pannoloni, e biberon… e grazie al cielo ci siamo già passati, riflette con liberazione l’insegnante. Nel medesimo tempo, fra gli altri alunni, c’è chi aspetta il momento della ricreazione per assaporare la pizza al prosciutto vinta alla mamma, tra uno snack biologico e una carotina, e chi invece non vorrebbe mai rincasare, a meno che accompagnato da Iron Man, Silente e tutti i pirati dei Caraibi messi assieme, ma sarebbe gradito pur...

Per fortuna

Storie e Notizie N. 1601 Secondo alcuni scienziati dell' Università della California , i quali studiano l'attività cerebrale, la connettività tra le parti del cervello responsabaili della formazione e soprattutto la conservazione della memoria aumenta dopo un breve intervallo di esercizi fisici, anche leggeri, della durata di dieci minuti . Dice, hai ottant’anni, Nonna Teresa, come fai a camminare così tanto? Chiedilo alle gambe, rispondo io. Perché io lo domando ciò che non so. Ma le gambe non parlano, dice, lui, mio nipote Mattia. Sì, ma si muovono ancora e io con loro, che siano benedette. Dice, ma non hai paura di andare in giro, da sola? Dice, Mattia, mio nipote, che a quindici anni mi parla di paura. Lui . Spiego, se avessi avuto paura, non sarei ancora qui. E lo ripeto, due, anche tre volte. Ma non perché abbia ottant’anni, piuttosto perché lui ne ha quindici e mi parla di paura. Dice, ma ci sono gli immigrati . Lo dice, mio nipote, e gli occhi si fan...

La repubblica delle bugie

Storie e Notizie N. 1600 C’era una volta la repubblica delle bugie . Che un tempo qualcuno additava come quella delle banane e qualcun altro arriva oggi addirittura a rimpiangere la vecchia denominazione. La prima, seconda, terza, puoi dire pure ottava repubblica . Tanto, a chi interessa l’esattezza della sintassi e della semantica nella narrazione vigente? Al tanto strumentalizzato popolo ? Ma ora esso è lì, è finalmente entrato nella stanza dei bottoni. La meravigliosa gente comune, il cittadino medio, tradizionalmente noto per virtù e competenze che gli ormai logori politicastri di professione si sognano. E allora perché si ha come la sensazione di vivere in uno strano tipo di incubo? Non dirlo, però, altrimenti… sbrigati! Modera i commenti, anzi, bloccali e, già che ci sei, spegni tutto. Meglio non leggere tra la fangosa corrente di risacca che puntuale si leverebbe. Va tutto bene , continua a condividere il tranquillizzante mantra, con gli altri e soprattutto con ...

Cosa serve e cosa no

Prima il titolo: cose che servono . Eccovi le cose che servono, ma magari non occorre che scriva anche questo, perché va subito dopo il titolo, però ormai l’ho scritto, no? Proseguiamo. La mamma e poi il papà, sempre prima la mamma, mi ha proprio adesso sussurrato lei e papà… proprio così, ha scosso la testa. Quindi, il pavimento, perché senza precipitiamo sulle auto in garage, perché abitiamo al piano terra, sapete? Ah, ma allora serve pure il soffitto, altrimenti, se ci viene addosso quel nuovo vicino che vive di sopra ci sfracella. Io non lo conosco di vista, ma fa tanto chiasso se cammina e dev’essere pesantissimo e gigantissimo. Gigantissimo come parola non va tanto bene, ha detto mamma, propongo di scriverne un’altra, una più comune, aggiunge papà ovviamente scuotendo il capo. Tuttavia, io penso che capiti spesso che le parole più giuste per chiamare le cose siano strane e per questo abbiamo così tanta paura di dirle. Forse è meglio andare avanti con le altre cose che servono...

Storia per quando ti senti giù

Storie e Notizie N. 1599 C’era una volta la classica giornata storta. Magari è oggi. Facciamo che sia esattamente adesso, il caso. Il tuo e il mio. Anzi, peggio, mettici pure un periodo intero, mesi, anche anni. Ovvero, prendi quei momenti. Già, apri il palmo della mano e sistemali nel mezzo. Osserva quel mucchio di minuti in cui il mondo rotola come una palla da bowling puntando dritto su di te, unico birillo in campo, inerme innanzi a un destino gramo e insensibile. Capita a tutti, a te, a me. Non per una questione di cronica depressione, sia ben chiaro. Non tiriamo in ballo medici e medicinali. Non mettiamo altresì in gioco alcun pretesto per chiudere occhi e cervello innanzi alle possibilità , parola quanto mai santa. Dici, ma io sono ancora un adolescente, ti rendi conto? Ti rendi conto in che razza di società mi hai accolto? È forse colpa mia di quel che ho trovato all’inizio dei miei giorni? Capisci, adesso, perché mi rode? Già, capisco. Anzi, no, capiamo ins...